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Mifid 2, effetti pericolosi con mercato negativo

11 Gennaio 2019 · Redazione We Wealth · 3 min

  • Nel mese di marzo vedremo i primi effetti di Mifid2, con la distribuzione dei rendiconti finanziari alla clientela

  • Nel promettere maggiore trasparenza ai clienti e smascherare costi di consulenza gonfiati in maniera spropositata, la normativa europea rischia però di mettere in ginocchio l’intero sistema

Mifid 2 rischia di portare con sé effetti collaterali negativi in un contesto di bassa cultura finanziaria e di performance di mercato negative. Secondo Gian Maria Mossa, ad di Banca Generali, dovremmo piuttosto “cogliere l’occasione per proteggere il downside e non concentrare l’attenzione sui costi”

Quello che si è appena chiuso per il settore del risparmio “è stato l’anno peggiore di sempre, anche del 2008, per la distribuzione”. E la Mifid2 può avere “effetti collaterali pericolosi” in un Paese dove non c’è cultura finanziaria e con un momento negativo di mercato. A sottolinearlo è Gian Maria Mossa, amministratore delegato di Banca Generali, a un convegno all’Università Bocconi. La Mifid 2 ha introdotto maggiori requisiti di trasparenza alle società di gestione del risparmio. Secondo Mossa, per il futuro, “bisogna ridurre la volatilità dei portafogli” e avvicinare i risparmiatori a forme di investimento illiquido, più durature.

foto di Gian Maria Mossa in abito scuro e cravatta porpora
Gian Maria Mossa - amministratore delegato Banca Generali

La risposta – dice – dovrebbe essere di sistema e dovrebbe avvicinare il risparmio privato a forme di investimento tipiche degli investitori professionali, di medio lungo periodo. Nel nostro paese serve ancora di più: ci deve essere un’alternativa a supporto dell’economia reale”, spiega. La grande sfida “è riuscire ad affrontare il tema del risparmio dando più garanzie”. Ad esempio con i Pir, “iniziativa lodevole”, secondo Mossa, bisognerebbe garantire benefici fiscali non in caso di risultato positivo, ma in caso di risultato negativo. “Culturalmente – continua – noi dobbiamo capire che se vogliamo avvicinare alle attività a rischio dobbiamo accrescere la conoscenza finanziaria e garantire una protezione. Il rischio della Mifid2 è che questi circa tre mila miliardi fermi sui conti correnti restino lì. Oppure che ci si fermi su soluzioni a basso rischio e quindi a basso rendimento”.  Per l’ad, Mifid 2 “che ha avuto molti vantaggi, ha anche effetti collaterali molto pericolosi in un contesto di bassa cultura finanziaria e di performance di mercato molto negative. Potremmo cogliere l’occasione – conclude- per proteggere il downside e facendo insieme un lavoro nobile di non concentrare l’attenzione su costi. Che non sono il problema vero in questo momento“.

Redazione We Wealth
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