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La forza di Azimut, essere azionisti di se stessi

08 Agosto 2018 · Stefania Pescarmona

  • Il modello di Azimut rappresenta un caso unico, perché fondato su una partnership diffusa che vede coinvolti consulenti finanziari, gestori, dipendenti e manager in qualità di azionisti

  • Tra fine maggio e inizio giugno, su 1.700 azionisti aderenti al Patto ben 1.206 hanno acquistato circa 7 milioni di azioni ordinarie Azimut Holding, pari al 5% del capitale, che hanno permesso a Timone di arrivare al 21,4% del capitale di Azimut Holding

  • Il secondo step prevede l’ingresso di Pensinsula. L’operazione avverrà attraverso l’acquisto di circa 3,8 milioni di azioni ordinarie di Azimut, pari al 2,8% del capitale sociale, con consegna garantita entro il 14 dicembre 2018

  • Con la quota di Peninsula, la partecipazione di Timone salirà al 24,2% del capitale di Azimut Holding

La partecipazione di Timone, che raggruppa gli azionisti aderenti al patto di sindacato di Azimut Holding, salirà dal 16,4 al 24,2%, includendo la quota di Peninsula. Per l’ad Albarelli: “Con questa operazione si apre un nuovo capitolo nella storia della società”

Grandi manovre nel capitale di Azimut, dove si è assistito a un rafforzamento del patto di sindacato e all’ingresso di un nuovo socio finanziario: Peninsula. La partecipazione di Timone (la fiduciaria che raggruppa gli azionisti aderenti al patto di sindacato di Azimut Holding) salirà, infatti, dal 16,4 al 24,2% del capitale della società, includendo la quota di Peninsula, primario operatore di private equity con sede in Lussemburgo, che parteciperà, in qualità di investitore finanziario, all’operazione, investendo circa 60 milioni di euro.

Entrando nel dettaglio dell’operazione, tra fine maggio e inizio giugno, su 1.700 azionisti aderenti al Patto (inclusi ex consulenti e dipendenti in pensione) ben 1.206 hanno acquistato circa 7 milioni di azioni ordinarie Azimut Holding, pari al 5% del capitale, che hanno permesso a Timone di arrivare al 21,4% del capitale di Azimut Holding. Da rilevare, che all’operazione hanno aderito 16 componenti dell’alta dirigenza, per un controvalore complessivo di circa 30 milioni, tra i quali lo stesso presidente Pietro Giuliani, con un investimento complessivo di oltre 26 milioni.

Il secondo step prevede ora l’ingresso di Pensinsula. In base agli accordi raggiunti, Peninsula aderirà poi al Patto e concluderà un’operazione di acquisto a termine (pre paid forward) con Goldman Sachs International attraverso la quale acquisterà circa 3,8 milioni di azioni ordinarie di Azimut, pari al 2,8% del capitale sociale, con consegna garantita entro il 14 dicembre 2018. Con la quota di Peninsula, quindi, la partecipazione di Timone salirà al 24,2% del capitale di Azimut Holding.

Nel mondo del risparmio gestito, il modello Azimut fa storia a sé: non esistono, infatti, altri casi di società che vedono una così alta partecipazione di individui, nella duplice veste di consulenti e azionisti della stessa compagnia.

“Con questa operazione si apre un nuovo capitolo nella storia di Azimut, in cui si rafforzano quei valori di indipendenza e di partecipazione sui quali il gruppo è stato fondato quasi 30 anni fa”, dichiara Sergio Albarelli, amministratore delegato del gruppo Azimut, che poi puntualizza: “Il nostro modello rappresenta un caso unico, non solo nel settore di riferimento, ma anche fra le altre società quotate italiane, perché fondato su una partnership diffusa che vede coinvolti consulenti finanziari, gestori, dipendenti e manager in qualità di azionisti.Tutti gli attori coinvolti sono parte attiva fondamentale e artefici del successo o meno del gruppo e ciascuno è responsabilizzato sia nei confronti della clientela, vero patrimonio del gruppo, sia nei confronti degli azionisti”.
L’eccezionale adesione dei colleghi, dall’Italia e dall’estero, a investire nel gruppo per il quale lavorano, rappresenta un importante segnale di compattezza e di fiducia da parte di chi, vivendo quotidianamente in Azimut ne conosce le potenzialità, tanto da investire nella società i propri risparmi personali.

“L’operazione è stata realizzata anche per riequilibrare il patto, permettendo ai professionisti entrati nel gruppo negli ultimi anni di aderirvi e di partecipare, quindi, alla crescita della società di cui fanno parte. Con Timone al 24% del capitale si rafforza indubbiamente la posizione del patto in sede di assemblea e quindi di voto”, aggiunge Albarelli.
In termini di governance, l’ingresso di Peninsula non apporterà alcun cambiamento: per l’indicazione del consiglio di amministrazione di Azimut ci sarà un’unica lista proposta da Timone.
“Timone ha trovato in Peninsula dei professionisti seri, preparati con i quali ha instaurato fin da subito un buon feeling e una buona sintonia. Il loro è un investimento prettamente finanziario e così come per tutti i deal di private equity è previsto un ingresso, un’uscita e un posto in consiglio”, precisa Albarelli.
In seguito all’adesione di Peninsula al patto – limitatamente al periodo di durata della stessa – Peninsula ha indicato Nicola Colavito, partner della società, quale candidato alla carica di amministratore nella lista che sarà presentata da Timone Fiduciaria al primo rinnovo del cda di Azimut, nonché esponente nel comitato direttivo del patto. Peninsula ha inoltre assunto impegni di non alienazione delle azioni (lock-up) in linea con le prassi applicate in operazioni analoghe.

Intanto Azimut, dalla quotazione nel 2004 ad oggi, ha conosciuto una crescita costante e robusta. Dal 2004, infatti, il patrimonio totale in gestione è aumentato da 8,7 miliardi di euro agli attuali 52 miliardi e gli 880 consulenti di allora sono diventati circa 1.650. “Ieri il nostro business era concentrato esclusivamente in Italia, oggi il 25% delle masse totali del gruppo sono riconducibili alle attività estere che abbiamo sviluppato da fine 2010, attraverso un’intesa e mirata espansione in 17 paesi del mondo abbracciando i 5 continenti – dichiara l’ad di Azimut – Siamo l’unico gruppo italiano del settore che può vantare un team globale di gestione composto da 90 gestori e analisti dislocati in 13 paesi che segue e monitora i mercati finanziari 24 ore al giorno lavorando in modo sinergico per ricercare opportunità di rendimento per la nostra clientela. Grazie, inoltre, alla nostra indipendenza e alla forte integrazione fra gestione e distribuzione abbiamo saputo costruire una piattaforma di prodotti e servizi fra le più ampie del mercato, difficilmente replicabile da altri operatori domestici del settore. Il nostro obiettivo è continuare a crescere in modo sostenibile e duraturo”.

Quanto ai programmi in vista, Albarelli spiega che all’estero vogliono continuare a sviluppare le attività nei paesi in cui sono già presenti e nel contempo cercare eventuali nuove opportunità in quei paesi o in quei segmenti di mercato in cui al momento non hanno competenze specifiche.
In Italia, sul fronte degli inserimenti in rete continueranno a privilegiare la qualità alla quantità, tenendo i ritmi di sviluppo degli ultimi anni. “Nel primo trimestre, abbiamo inserito 41 nuovi consulenti a dimostrazione che il nostro modello continua a essere particolarmente attrattivo per molti professionisti. Oltre al continuo miglioramento dell’offerta, grazie anche alla razionalizzazione della gamma fondi e all’evoluzione della infrastruttura digitale a supporto del lavoro dei consulenti, diverse novità lato commerciale riguarderanno i prodotti nel segmento del non quotato e dunque tutto l’universo di Libera Impresa con il quale presidiamo dal 2014 gli investimenti in economia reale”, commenta Albarelli, che poi conclude dicendo: “Fra dieci anni continueremo a essere un gruppo indipendente, ancor più internazionale: un punto di riferimento per i risparmiatori italiani ed esteri”.

Stefania Pescarmona
Stefania Pescarmona
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