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In Azimut, Timone cresce al 24%. In Borsa però il titolo cala

06 Giugno 2018 · Stefania Pescarmona

  • In Borsa, proseguono le vendite sul titolo Azimut, che raggiunge un minimo a 13,52 euro, sotto i 14,37 euro, prezzo per azione al quale è avvenuto il rafforzamento di capitale di Timone

  • 1206 azionisti aderenti al Patto hanno acquistato circa 7 milioni di azioni ordinarie Azimut Holding, pari al 5% del capitale

  • Peninsula entra nel capitale con una quota del 2,8%

  • La partecipazione complessivamente detenuta da Timone in Azimut (includendo la quota di Peninsula) salirà dal 16,4 al 24,2% del capitale

Si punta al lungo periodo. “Ho investito la quasi totalità della plusvalenza realizzata tre anni fa”, ha commentato il presidente Giuliani. Nel capitale, entra il fondo Peninsula con una quota del 2,8%

Proseguono le vendite sul titolo Azimut, che dopo aver lasciato sul campo ieri più del 4%, oggi ha continuato a scivolare in mattinata raggiungendo un minimo a 13,52 euro, per poi arrestare il calo e riportarsi a pranzo quasi alla parità. La discesa delle quotazioni è legata principalmente al fatto che il titolo Azimut risente della debolezza che stanno attraversando tutte le società finanziarie, visto il contesto di mercato che sta vivendo il nostro Paese, ma anche – e soprattutto – perché avendo un alto flottante (tra il 70 e il 75%) è un titolo altamente volatile. Non a caso, nei bollettini Consob risulta essere uno dei titoli più shortati di Piazza Affari.

Con il calo di oggi, però, il titolo ha toccato un minimo a 13,52 euro, al di sotto dei 14,37 euro, pari  al prezzo per azione al quale è avvenuto il rafforzamento di capitale in Azimut di Timone (la fiduciaria che raggruppa gli azionisti aderenti al patto di sindacato di Azimut Holding). Una notizia già nota al mercato, visto che la società di risparmio gestito aveva iniziato a parlare di questa operazione a gennaio 2018.
Così com’erano già circolate delle indiscrezioni (confermate ieri) sull’ingresso di Peninsula, tra i nuovi partner del gruppo.

 

Rafforzamento patrimoniale

Ieri, Timone Fiduciaria ha annunciato che 1206 azionisti aderenti al Patto (su 1700 complessivi, inclusi ex consulenti e dipendenti in pensione) hanno acquistato circa 7 milioni di azioni ordinarie Azimut Holding, pari al 5% del capitale. In particolare, si è appreso che le azioni oggetto dell’operazione sono state acquistate sul mercato, nel periodo compreso tra il 22 maggio e il 5 giugno (mattino), a un prezzo medio di 14,37 per azione.
L’importo totale raccolto dal management, consulenti finanziari, gestori e dipendenti è stato quindi di 77 milioni, di cui 25 milioni per la costituzione di una garanzia a favore di una banca finanziatrice. All’operazione hanno aderito 16 componenti dell’alta dirigenza, per un controvalore complessivo di circa 30 milioni, tra i quali il presidente Pietro Giuliani con un investimento complessivo di oltre 26 milioni.

“Personalmente ho investito oggi in società, convinto del suo futuro, la quasi totalità della plusvalenza (al netto delle tasse) realizzata tre anni fa (26 su 30 milioni, ndr)”, ha commentato Giuliani, che ha espresso piena fiducia in Azimut e nei suoi colleghi e partner. “Come abbiamo sempre fatto in Azimut, dimostreremo con i numeri, che da oggi comincia un nuovo capitolo nella storia della società, con anche nuovi colleghi italiani ed esteri, che sarà ancora più importante di quello percorso nei circa 30 anni di storia passata: il bello deve ancora venire!”, ha aggiunto il presidente.

 

L’ingresso di Peninsula

Nel capitale di Azimut fa, per la prima volta, il suo ingresso un nuovo azionista. Si tratta di Peninsula, private equity con sede in Lussemburgo, che parteciperà in qualità di investitore finanziario all’operazione attraverso una propria controllata, investendo circa 60 milioni di euro: Peninsula aderirà, infatti, al Patto e concluderà un’operazione di acquisto a termine (realizzata con Goldman Sach) del 2,8% del capitale sociale di Azimut, con consegna garantita entro il 14 dicembre 2018. Diventerà quindi il primo investitore istituzionale di Timone Fiduciaria, raggiungendo potenzialmente oltre il 10%, del 24,2% complessivo detenuto dal Patto.
“Riteniamo che Azimut rappresenti una delle migliori realtà nel settore del risparmio gestito a livello europeo, con importanti opportunità di ulteriore crescita in un contesto di settore particolarmente dinamico”, ha commentato Peninsula, il fondo diventato noto in Italia soprattutto per aver investito (e poi disinvestito) su Italo e su Guala.

 

Ottica di lungo periodo

Con l’operazione, il Patto di Azimut Holding si rafforza con un impegno di lungo periodo insieme a un importante investitore finanziario che condivide le prospettive di crescita e di creazione del valore per gli azionisti.
Per effetto delle due operazioni, la partecipazione complessivamente detenuta da Timone Fiduciaria nel capitale di Azimut (includendo la quota potenziale di Peninsula) passerà infatti dal 16,4% al 24,2% del capitale. “Siamo l’unica società al mondo e in Italia di questa dimensione e con queste caratteristiche, gestita da chi lavora in Italia e all’estero, indipendente da chiunque altro. Resteremo indipendenti perché questo è il nostro Dna passato e futuro”, ha concluso Giuliani.

Stefania Pescarmona
Stefania Pescarmona
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