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Deutsche Bank, 217 esuberi in Italia a partire dal 2020

Deutsche Bank, 217 esuberi in Italia a partire dal 2020

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Redazione We Wealth
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03 Gennaio 2020
Tempo di lettura: 2 min
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  • I dettagli sarebbero emersi da un incontro svoltosi lunedì in cui hanno preso parte i vertici hr dell’istituto e i rappresentanti dei sindacati Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin

  • Deutsche bank fa sapere che “è stato un primissimo incontro e il piano sarà come sempre discusso nel dettaglio con le organizzazioni sindacali. Qualsiasi decisione venga presa in termini di numeri e aree impattate, si tratterà come è già stato negli ultimi anni solo di uscite volontarie e sempre nel pieno rispetto delle tutele sociali”

I tagli dovrebbero riguardare la divisione private & commercial che unisce le attività di banca privata e commerciale e la gestione di grandi patrimoni. 44 figure della rete per la chiusura di sportelli, 50 nella direzione generale, 58 in quella operations e 65 nel reparto it & infrastructure

Nel piano di riorganizzazione di Deutsche Bank, che prevede 18mila eusuberi a livello globale, non mancheranno i tagli al personale italiano.

Nel comunicato stampa pubblicato dalle sigle sindacali: Fabi, First/Cigl, Fisac/Cgil, Uilca e Unisin emerge come dal Consiglio di gestione e sorveglianza si sia deliberato un piano di riorganizzazione che prevede la fuoriuscita di 217 unità a partire dal 2020. “Il numero – precisa la nota stampa- potrebbe subire lievi incrementi in sede di definitiva approvazione dei progetti”. Attualmente gli esuberi prospettati riguarderanno:

  • 44 soggetti della rete anche a seguito della chiusura di sportelli non ancora identificati
  • 50 soggetti della direzione generale
  • 58 soggetti di operations
  • 65 dell’It& infrastrutture legati all’implementazione del progetto Aurora.

“L’incontro è da ritenersi una prima informativa atta a delineare esclusivamente lo scenario di riferimento prospettico sul quale ci confronteremo”, precisa la nota delle sigle sindacali. “La difformità del quadro rappresentato rispetto alle rassicuranti dichiarazioni dell’ing.Valeri”. La banca, concludono i sindacati, “ha dichiarato che l’apertura formale della procedura sindacale dovrebbe avvenire nel primo trimestre del 2020”. Da parte sua Deutsche Bank fa sapere che “è stato un primissimo incontro e il piano sarà come sempre discusso nel dettaglio con le organizzazioni sindacali. Qualsiasi decisione venga presa in termini di numeri e aree impattate, si tratterà come è già stato negli ultimi anni solo di uscite volontarie e sempre nel pieno rispetto delle tutele sociali”.

Rimane aperta la questione ristrutturazione wealth management. A luglio Fabrizio Campelli, responsabile globale di Deutsche bank wealth management aveva infatti dichiarato come aveva intenzione di assumere nuove figure per rafforzare il team del wealth management. “Abbiamo bisogno di aumentare in modo significativo il nostro impatto sul cliente, il che significa che l’aumento del personale che si rivolge ai clienti deve essere materiale” dichiarava Campelli. 

Questa necessità dichiarata era frutto di una strategia molto più ampia: arrivare entro fine 2020 ad entrare nella Top5 dei big bancari globali, scalando le posizioni che ad oggi la dividono dal suo obiettivo.  “Abbiamo considerato le tendenze e riteniamo che la gestione patrimoniale di Deutsche Bank possa essere rilevante all’interno di quelle aree dove stiamo facendo investimenti molto mirati” sottolineava Campelli a Reuters.

E in effetti nell’estate del 2019 ci furono una prima ondata di assunzioni nel comparto wealth management : Michael Rogers, Head della West coast Us, Merrill Lynch e Marco Pagliara si sono spostati da Goldman Sachs a responsabile della gestione patrimoniale dell’Europa settentrionale e orientale. A distanza di sei mesi però il colosso tedesco ha iniziato a rivedere i piani e ha (in programma) di tagliare personale nella divisione private & commercial. Il 2020 sarà, insomma, un anno da ricordare per Deutsche bank.

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