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Le banche tradizionali si rinnovano e guardano ai giovani

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Redazione We Wealth
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16 Giugno 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • “La banca è considerata vecchia dai giovani”, spiega Massimo Doris, amministratore delegato di Banca Mediolanum

  • “Vogliamo educare le nuove generazioni ai temi dell’innovability e promuovere il loro spirito imprenditoriale con una consapevolezza delle risorse a 360°, anche quelle ambientali”, aggiunge Ivan Mazzoleni, ceo di Flowe

  • Flowe conta oggi oltre 15mila utenti

Le banche tradizionali volgono lo sguardo verso i giovani, ma per catturarli essere innovativi non basta. Una giusta combinazione tra innovazione e sostenibilità potrebbe essere la chiave

Per conquistare la fascia di clientela più giovane, ma anche giovanissima, le banche tradizionali puntano non solo sull’innovazione ma anche sulla sostenibilità. Se essere innovativi infatti è oggi un requisito necessario per mantenere un posto al tavolo del mercato, secondo gli esperti del settore da solo non basta, ma è necessario lasciarsi orientare dai principi fondanti della sostenibilità, accelerata a sua volta dalla forza propulsiva dell’innovazione.

“La banca è considerata vecchia dai giovani”, spiega Massimo Doris, amministratore delegato di Banca Mediolanum. “Abbiamo quindi pensato cosa fare per soddisfare le esigenze di questa nuova generazione di clientela, con uno sguardo rivolto alle nuove entità attive sul mercato, creando una nuova app tutta italiana”. Sui presupposti dell’innovability e del senso di comunità, il numero uno del Gruppo di Basiglio presenta Flowe, una nuova piattaforma aziendale che conta oltre 15mila utenti.

“Flowe costituisce uno snodo cruciale nel percorso evolutivo di Banca Mediolanum dinanzi ai cambiamenti strutturali portati dallo sviluppo tecnologico e digitale, ai nuovi stili di comportamento di acquisto, consumo e risparmio e tenendo conto delle istanze di sostenibilità e benessere sempre più diffuse e condivisibili”, spiega. In particolare, si tratta di una società detenuta al 100% dal Gruppo, ma con una propria entità legale, un proprio management e propri innovatori.

“Crediamo che gli individui della Generazione Z e Y siano sicuramente più affini a questa dimensione, sia nell’uso della tecnologia ma anche in termini di mindset, ma il dato anagrafico non è una discriminante”, aggiunge Oscar di Montigny, presidente di Flowe. “Prevediamo che coloro che sceglieranno Flowe saranno probabilmente giovani, non con grandissimi risparmi – continua Doris – Stiamo già pensando a strumenti da introdurre per aiutarli a risparmiare e investire. Quando arriveranno ad avere una quantità di risparmio che necessiti della consulenza di un esperto, ci sarà un unione con i family banker di Mediolanum, ma sarà un passaggio graduale e nel tempo. Per coloro che non desidereranno avvalersi di un consulente, ci saranno anche degli strumenti su Flowe che li supporteranno”.

Il tutto nell’ottica della sostenibilità. “L’economia del terzo millennio sarà purpose driven – spiega Ivan Mazzoleni, ceo di Flowe – Vogliamo educare le nuove generazioni ai temi dell’innovability e promuovere il loro spirito imprenditoriale con una consapevolezza delle risorse a 360°, anche quelle ambientali”. Attraverso l’app, ad esempio, sarà possibile tradurre le proprie spese in termini di emissioni di Co2 e, al contempo, piantare alberi in proporzione all’emissione. “A tendere, tutto questo potrebbe portarci a un consumo più consapevole”, aggiunge Doris, che conclude: “Questa nuova app vuole coinvolgere soprattutto i più giovani, ma non solo, vivendo poi di vita propria. Questo non significa che Banca Mediolanum si fermerà, anzi, continueremo a innovare”.

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