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Banche digitali in evoluzione, parla Widiba

19 Aprile 2019 · Livia Caivano · 5 min

  • La piattaforma Wise della banca on-line verrà presto arricchita da un servizio di consulenza a parcella, che lascerà libero il consulente di proporre qualsiasi strumento finanziario

  • Al consulente sarà lasciata assoluta libertà nella determinazione delle commissioni da applicare

  • In questo modo il servizio di consulenza sarà veramente indipendente, perchè la remunerazione del consulente non avverrà in base alle retrocessioni delle società di gestione, ma dalle fee applicate on top dal consulente

Un avvertimento alle nuove arrivate del sistema bancario italiano: il successo arriva se non ci si limita a fornire prodotti e servizi, ma se si riesce ad evolversi anche in una piattaforma tecnologica interattiva. L’intervista di We Wealth a Banca Widiba

L’industria del risparmio gestito non può più fare ameno della tecnologia e così la sua clientela. In che modo questa evoluzione si declina per una banca come Widiba? Ne abbiamo parlato con Giuseppe De Maio, consulente esperto in tecnologia della banca on-line.

“Siamo una banca nativa digitale, una banca nata da zero, un libro bianco non scritto. L’infrastruttura informatica è snella e consente plug-in veloci con evidenti risparmi di costi e tempi di implementazione. Per offrire un servizio di consulenza finanziaria che sia veramente taylor made è necessario conoscere il cliente. Nella banca moderna il cliente ha valore non solo per il patrimonio che ha in gestione, ma soprattutto per la massa di informazioni che si è in grado di conoscere e quindi di gestire, ovviamente non solo nell’interesse del conto economico della banca ma anche e soprattutto nell’interesse del cliente.  Oggi Widiba è in grado di mappare una mole consistente di informazioni dei propri clienti, la maggior parte del sistema bancario tradizionale al massimo ha i dati anagrafici e spesso non ha né i recapiti telefonici né gli indirizzi di corrispondenza corretti. Widiba mette a disposizione ai consulenti strumenti molto evoluti ed intuitivi per il monitoraggio dei portafogli dei clienti, ciò ci consente sia di customizzare la clientela in modo da poter offrire soluzioni di investimento le più coerenti ai loro bisogni, sia di monitorare il portafoglio al fine di renderlo adeguato agli obiettivi concordati in fase di stesura del piano finanziario. Ovviamente tutto questo è realizzato con assoluta mancanza di conflitto di interesse. A riguardo molte statistiche dimostrano come Widiba sia tra le banche che più di altre propone ai propri clienti soluzioni di investimento di case terze. Widiba è oggi sicuramente una storia di successo e possiamo annoverarla tra le “neo banche digitali.

A queste nuove creature che iniziano ad occupare sempre più spazi nel sistema bancario italiano, mi sento di dare un avvertimento: saranno storie di successo solo se non si limiteranno ad essere produttori interni di prodotti e servizi, ma devono saper essere piattaforme tecnologiche dove con semplici plug-in vi si potranno attaccare nuovi strumenti e nuovi servizi anche di terzi. Widiba oggi è tutto questo: un vero e proprio hub finanziario, capace di servire i propri clienti per ogni loro esigenza patrimoniale, non solo finanziaria. La piattaforma Wise è il nostro fiore all’occhiello, una piattaforma in continua evoluzione, totalmente progettata e sviluppata in casa.

Prima della fine del primo semestre sarà attivato sempre attraverso la piattaforma Wise il servizio di consulenza a parcella, lasciando libero il consulente di poter proporre qualsiasi strumento finanziario sia esso fondo, sicav, etf, titoli o certificato. Al consulente è lasciata assoluta libertà nella determinazione delle commissioni da applicare. In tal modo il servizio di consulenza sarà veramente indipendente, infatti la remunerazione del consulente non avverrà in base alle retrocessioni delle società di gestione, ma dalle fee applicate on top dal consulente”.

Quali sono le richieste dei clienti?

“In questo nuovo mondo, anche il cliente si sta evolvendo, certo sono ancora molti i clienti focalizzati sul rendimento dei loro risparmi, pur tuttavia esiste una fascia di clientela più evoluta, non necessariamente private, che si aspetta servizi di consulenza non solo finanziaria ma anche e soprattutto patrimoniale, servizi di gestione corporate, passaggio generazionale e protezione del patrimonio. La progressiva discesa dei tassi d’interesse garantita dai Bot e dai titoli di Stato ha giocato a favore del risparmio gestito, di cui i consulenti finanziari sono stati da sempre gli unici paladini. Per le operazioni bancarie standard e a basso valore aggiunto i clienti hanno cominciato ad accedere alla banca dal proprio pc, oggi dallo smartphone. Hanno incominciato ad apprezzare i consulenti finanziari che, anziché farli attendere in coda in filiali ben poco accoglienti, si recano addirittura a casa o in ufficio garantendo sempre estrema reperibilità.

Il successo dei consulenti finanziari è decretato dai clienti stessi. Il libero mercato e la meritocrazia premierà i migliori, i più flessibili e i più reattivi alle istanze dei clienti. A conferma di quanto sopra ci supportano i risultati della ricerca Finer Finance Mirror, condotta a maggio dell’anno scorso, che ha coinvolto circa 600 clienti private, con disponibilità finanziarie individuali superiori ai 500mila euro, di cui circa il 60% seguiti da un private banker dipendente e il 40% da un consulente finanziario che opera in una rete. I risultati sono molto chiari e nettamente a vantaggio dei cf: tre clienti dei financial advisor su quattro (75%) sono completamente soddisfatti del proprio referente per gli investimenti (il cf, appunto), mentre solo due clienti su quattro (53%) lo sono dei pb dipendenti di una banca. I motivi riguardano innanzitutto la soddisfazione per la disponibilità e reperibilità del cf (73%) rispetto a quella del pb (42%). La differenza è significativa, ma non è solo il frutto della capacità del consulente di soddisfare il cliente, grazie alla sua professionalità, disponibilità e reperibilità (doti comunque essenziali). Dalla ricerca emerge infatti, che nella percezione del cliente, il cf ha alle spalle una banca più efficiente rispetto al collega pb dipendente. Anche la reperibilità, la flessibilità e la disponibilità che caratterizzano positivamente il cf nel giudizio dei clienti è indissolubilmente legata alle dotazioni che la banca mette a disposizione sia del cliente che del consulente finanziario.

Oggi il cliente va assistito in tutto il suo ciclo di vita e sempre più spesso fa riferimento al consulente per questioni successorie, magari vuole favorire un figlio meno fortunato, oppure ha esigenze di protezione del patrimonio. E’ proprio di questi giorni il caso di un cliente libero professionista, un ingegnere civile, che nell’istruire una banale pratica di mutuo per l’acquisto della sua prima casa, mi manifesta la necessità di voler proteggere il suo acquisto da eventuali richieste di risarcimento per responsabilità professionale. L’agenzia immobiliare gli aveva proposto di fare una separazione dei beni con la moglie e magari intestare tutto l’immobile a lei. Nessuno gli aveva parlato per esempio dell’istituto del “fondo patrimoniale”, una soluzione semplice, legale e poco costosa per mettere al riparo il proprio patrimonio immobiliare costituito con sacrifici di una vita, senza per questo doverlo intestare a persone diverse da quelle che hanno contribuito a costituirlo. La fidelizzazione del cliente passa da queste cose e non da un freddo numero di rendimento. Certo il percorso è ancora lungo, ma il cammino è tracciato e le nuove generazioni, avendo meno certezze dei loro padri, sono più sensibili”.

Livia Caivano
Livia Caivano
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