PREVIOUS ARTICLE NEXT ARTICLE

Banca Mediolanum, un futuro all’insegna dei Pir

Banca Mediolanum, un futuro all’insegna dei Pir

Salva
Salva
Condividi
Rita Annunziata
Rita Annunziata

08 Gennaio 2020
Tempo di lettura: 3 min
Tempo di lettura: 3 min
Salva
  • Dopo gli 800 milioni di raccolta confluiti nei piani individuali di risparmio nel 2018 e la brusca frenata del 2019, il Gruppo punta a raggiungere i 600-700 milioni nel 2020

  • Previsto un bonus di 2.000 euro per gli oltre 2.900 dipendenti e 5.000 family banker, che sarà erogato nel mese di marzo

  • La raccolta netta in risparmio gestito del mese di dicembre si attesta sui 426 milioni, contro i 142 milioni del mese precedente

Il 2020 si apre all’insegna delle novità per Banca Mediolanum: dopo una chiusura positiva dell’anno con una raccolta netta totale di 810 milioni nel mese di dicembre, il Gruppo si prepara al rilancio dei Pir e a un bonus di 2.000 euro per i family banker. Nessuna fusione in vista

Banca Mediolanum accoglie il nuovo anno con tante novità, ingranando la prima con il rilancio dei Pir. Mentre è in corso la modifica dei fondi nel rispetto della nuova normativa, il Gruppo di Basilio si prepara a ripartire con i piani individuali di risparmio entro fine mese, considerandoli di fatto l’investimento del futuro (specie nel lungo termine).

“Siamo i primi investitori nell’Aim e i terzi nello Star – spiega Massimo Doris, amministratore delegato di Banca Mediolanum – Siamo un’azienda che crede nel nostro paese, proprio per questo abbiamo puntato sui Pir fin da subito. In Italia ci sono tantissime eccellenze”. Eppure, se a livello europeo il 70% delle imprese dipende dalle banche, questa percentuale salirebbe al 90% nel Belpaese, soprattutto a causa delle difficoltà incontrate dalle piccole imprese nel processo di quotazione. Ma le prospettive sarebbero comunque positive.

“Se noi protagonisti del risparmio ci diamo da fare, faremo in modo che anche l’Italia abbia un mercato finanziario degno di questo nome, in un periodo non troppo lungo – aggiunge il presidente Ennio Doris – Le imprese che si sono quotate nel 2017 sono raddoppiate rispetto al 2016, quindi gli effetti si sono già visti, ma ci vuole del tempo”. Dopo gli 800 milioni di raccolta confluiti nei piani individuali di risparmio nel 2018 e la brusca frenata del 2019, il Gruppo punta a raggiungere i 600-700 milioni nel 2020. “Noi faremo sicuramente la nostra parte – continua Ennio Doris – Sarà uno dei migliori investimenti nel lungo termine, pur essendo concentrato sul mercato italiano”.

Un premio per i clienti e per i dipendenti

Le novità non si arrestano, anzi, e coinvolgono innanzitutto i clienti (attuali e nuovi) con l’annuncio di una nuova promozione commerciale che prevede un tasso di interesse del 2% annuo lordo sulle nuove somme vincolate a sei mesi  e un canone di tenuta del conto corrente a zero per il primo anno. Un inizio anno positivo anche per gli oltre 2.900 dipendenti e 5.000 family banker tra Italia, Spagna e Germania, per i quali è stato previsto un bonus di 2mila euro nel mese di marzo, per un riconoscimento straordinario complessivo superiore ai 17 milioni.

A dicembre 2019 una raccolta netta totale di 810 milioni

Positiva è anche la raccolta netta totale del Gruppo relativa al mese di dicembre 2019: con un ammontare di 810 milioni, Banca Mediolanum chiude l’anno sulla scia del trend positivo degli ultimi mesi, superando i 306 milioni di novembre. Più che raddoppiata anche la raccolta netta in risparmio gestito, che si attesta a 426 milioni contro i 142 milioni del mese precedente. “Se ci limitassimo a questi dati, commetteremmo un errore perché non ci occupiamo solo di gestione del risparmio, ma siamo una banca a tutti gli effetti – commenta Massimo Doris – Quest’anno abbiamo erogato oltre due miliardi di mutui e prestiti, registrando il +21% rispetto al 2018. Occupandoci del cliente a 360°, ci occupiamo anche della protezione dei rischi. La crescita dell’emissione delle polizze è decisamente significativa, perché abbiamo segnato il +122%”.

Ennio Doris: nessuna fusione in vista

Sui rumors di una possibile fusione tra Banca Mediolanum e Mediobanca, l’istituto di credito guidato da Alberto Nagel, Ennio Doris sorride e risponde sicuro: “Sono un’azionista felice di Mediobanca, ma lo escludo. Siamo entrambi convinti di andare per conto proprio, non ci diluiamo con nessuno”. E la reazione arriva anche sulle reti. “Siamo aperti a esaminare qualsiasi cosa, ma dovremmo fare un lavoro pazzesco per modificare una cultura che riteniamo sbagliata”, spiega Doris, che conclude: “Quando si dice al cliente ‘adesso c’è un’opportunità’, come fanno alcuni operatori, lo si coinvolge in decisioni di breve termine che aumentano la sua emotività. Questo approccio è sbagliato. Se si tratta di acquisire un singolo family banker, ci impegniamo. Ma se dovessimo acquisire una grande rete, dovremmo spendere l’anima per cambiare qualcosa di difficilmente modificabile”.

Rita Annunziata
Rita Annunziata
Condividi l'articolo
LEGGI ALTRI ARTICOLI SU: Reti Banca Mediolanum