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Banca Generali, trait d'union tra privati e imprese

Banca Generali, trait d'union tra privati e imprese

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Stefania Pescarmona
Stefania Pescarmona

02 Novembre 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • A fine agosto, la raccolta netta totale è risultata positiva per 331 milioni, con un valore complessivo da inizio anno che è arrivato a sfiorare i 3,7 miliardi, superiore anche a quanto realizzato nel corrispondente periodo dello scorso anno

  • Anche nei mesi di lockdown, la banca private ha lanciato tutta una serie di iniziative: sui temi della protezione ha presentato una edizione speciale di una polizza di ramo I, mentre in ottica di investimenti alternativi ha lanciato un Fia e un Eltif

  • Novità in cantiere: il gruppo è sempre attivo nel cercare nuove soluzioni; in particolare, rafforzeranno il modello dei Pac e quindi tutte le modalità di ingresso progressivo

Fare da connettore tra il risparmio dei privati e le esigenze di liquidità e di investimento delle imprese. Ecco il nuovo ruolo degli intermediari. Intervista a Marco Bernardi, vice dg di Banca Generali

“In tutti i momenti in cui ci sono degli shock esterni, il settore della consulenza, in generale, ne esce sempre in modo piuttosto positivo. Ovviamente, vince chi negli anni ha saputo costruire un modello di business più solido, puntando sulla qualità delle persone e dei professionisti, e ha cercato di trovare delle soluzioni per i clienti focalizzate su una maggiore protezione, anche nella definizione e nella scelta delle asset allocation e degli investimenti”.

A parlare è Marco Bernardi, vicedirettore generale Reti commerciali, canali alternativi e di supporto di Banca Generali, che spiega a We Wealth le strategie di crescita adottate dal gruppo per fronteggiare e superare il contesto straordinario legato al covid-19. Uno scenario che ha reso più consapevoli i clienti delle effettive soluzioni che Banca Generali offriva all’interno del portafoglio.

Quando succedono situazioni simili, si riflette sul concetto di rischio. “Noi arriviamo da una crescita dei mercati che, con alcuni ritracciamenti, è proseguita per più o meno un decennio, e ha fatto un po’ dimenticare il concetto di rischio. La grande volatilità, che nel mese di marzo abbiamo vissuto, legata al fatto di aver lavorato sempre seriamente, cercando di condividere sempre con i nostri clienti l’effettiva rischiosità dei loro portafogli, ha dato la possibilità alle strutture che hanno fatto meglio di beneficiare un po’ del lavoro realizzato negli anni precedenti, in cui si è puntato sempre di più sulla qualità e sugli strumenti”, aggiunge Bernardi.

E i numeri si vedono. A fine agosto, la raccolta netta totale di Banca Generali è risultata positiva per 331 milioni di euro, con un valore complessivo da inizio anno che è arrivato a sfiorare i 3,7 miliardi, superiore anche a quanto realizzato nel corrispondente periodo dello scorso anno nonostante l’esplosione del coronavirus e il periodo di lockdown. In particolare, la raccolta di agosto ha premiato le soluzioni gestite più evolute (165 milioni, pari a 1,7 miliardi da inizio anno) che sono raddoppiate rispetto al 2019, trainate dalla sicav lussemburghese Lux Im e dai contenitori assicurativi Bg Stile Libero.

“Questi risultati sono stati ottenuti sostanzialmente quasi senza recruiting, quindi è stata tutta attività della struttura esistente”, precisa il vice dg di Banca Generali, spiegando che a maggio il numero di nuovi clienti era sceso addirittura sotto quota 500, per poi recuperare già subito nei mesi successivi. Banca Generali è, infatti, una banca private che fa 1.800-2mila nuovi clienti al mese, pari a circa 20-24mila nuovi clienti l’anno; una realtà dove il 70% delle masse è riconducibile a una clientela con oltre mezzo milione di euro di disponibilità finanziaria e con una grande percentuale di clientela formata da imprenditori. E proprio alle imprese Banca Generali ha pensato durante la fase acuta della pandemia e il conseguente lockdown. Lavorando con la fintech Credimi, la banca private ha infatti dato vita a #Italianonsiferma, una particolare cartolarizzazione che mobilita il risparmio privato in favore dell’economia reale mettendo a disposizione delle aziende oltre 100 milioni di liquidità. Una soluzione particolarmente apprezzata dagli imprenditori che hanno aumentato il già elevato livello di fiducia verso Banca Generali.

“I nostri clienti ci hanno dato fiducia, ci hanno premiato e hanno spostato ulteriori asset su di noi”, dichiara Bernardi, aggiungendo che loro – a differenza di altri competitor – non hanno mai fatto del numero della clientela il loro driver, ma che hanno sempre puntato sulla qualità. “Per noi non è determinante fare mille clienti in più o in meno; ci interessa avere una qualità della clientela migliore. Una strategia simile ci dà una sostenibilità del business nel medio-lungo termine, un po’ in tutte le condizioni di mercato”.

Per stare vicino ai clienti, anche nei mesi di lockdown, il gruppo guidato da Gian Maria Mossa ha lanciato tutta una serie di iniziative, alcune già previste, altre straordinarie. Sui temi, ad esempio, della protezione ha presentato una edizione speciale di una polizza di ramo I, mentre in ottica di investimenti alternativi ha lanciato, rispettivamente a giugno e a fine luglio, un Fia e un Eltif,  due soluzioni dedicate all’economia reale, che sono state messe a disposizione della clientela non professionale.

“In precedenza, avevamo già fatto un grande lavoro su tutto il mondo degli illiquidi per la clientela qualificata, quindi non per il piccolo risparmiatore. Ora, ci siamo mossi cercando di dare le stesse soluzioni anche a una clientela non professionale”, spiega Bernardi, che ritiene che oggi il ruolo generale del risparmio non sia più tanto quello del prestito alle imprese ma quello di “connettore tra il risparmio dei privati e le esigenze di liquidità e di investimento delle imprese”, non attraverso le classiche forme di investimento, ma attraverso un nuovo disegno all’interno del quale realtà, che gestiscono il risparmio, come Banca Generali, fanno un po’ da trait d’union.

A tal proposito, a metà giugno è stato lanciato Bg4 Real, un nuovo progetto che offre una gamma completa di servizi di advisory e di wealth management che, facendo leva sull’ecosistema del gruppo, sono in grado di partire dal presidio del rischio per il cliente, di analizzare il valore degli asset patrimoniali riferiti all’ambito corporate, di strutturare una consulenza ad hoc sui bisogni dell’impresa o di accompagnarne le dinamiche. Il tutto per mezzo di una piattaforma aperta, partnership qualificate e innovazione nelle soluzioni di investimento.

Quanto alle novità in cantiere, Bernardi dichiara: “Siamo sempre attivi nel cercare nuove soluzioni; in particolare, puntiamo a rafforzare il modello dei Pac e quindi tutte le modalità di ingresso progressivo”. Mentre sul periodo che stiamo vivendo conclude dicendo: “Il covid più che una rivoluzione è un acceleratore di processi, di trend che erano già in corso. La tecnologia, ad esempio, è stata una sfida che il nostro sistema ha dovuto affrontare e noi siamo arrivati preparati. In ogni caso, io credo che, rispetto ad altri settori che hanno sofferto tantissimo, per la consulenza finanziaria sia una sfida più che abbordabile”.

Stefania Pescarmona
Stefania Pescarmona
Direttore di We-Wealth.com e caporedattore del magazine. Ha lavorato a MF, Bloomberg Investimenti, Finanza&Mercati. Ha collaborato con Affari&Finanza (Repubblica) e Advisor
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