PREVIOUS ARTICLENEXT ARTICLE

Banca Aletti, tutte le sfide della consulenza 2020

Banca Aletti, tutte le sfide della consulenza 2020

Salva
Salva
Condividi
Livia Caivano
Livia Caivano

02 Marzo 2020
Tempo di lettura: 3 min
Tempo di lettura: 3 min
Salva
  • “Siamo convinti che servizi come le gestioni di portafoglio individuale e i contratti di consulenza, declinati in diversi gradi di interazione, rappresentino le fondamenta di un rapporto di reciproca fiducia con il cliente”

  • “Questo può percepire il valore aggiunto ricevuto accanto al corretto costo del servizio, che è sempre condiviso e negoziato prima della stipula contrattuale”

Nel complicato scenario di mercato che si presenta a inizio 2020, la consulenza è la migliore soluzione per affiancare l’investitore. Secondo Umberto Ambrosoli, presidente di Banca Aletti, oggi è sempre più importante spingere il cliente a interrogarsi sui suoi bisogni e obiettivi di lungo termine

In un anno che per i mercati rappresenta più un’incognita che una certezza, la consulenza finanziaria diventa sempre più importante per la gestione dei grandi patrimoni. Archiviate guerra commerciale e Brexit, il 2020 si è aperto con gli scontri tra Stati Uniti e Iran, con i grandi incendi australiani, con il coronavirus. Qualcuno già parla di apocalisse, e allora l’investitore spaventato non sa come muoversi. Abbiamo chiesto a Umberto Ambrosoli, presidente di Banca Aletti, quali sono le (altre) sfide che la consulenza dovrà affrontare nel 2020.

La consulenza sta vivendo un momento di centralità anche grazie a un contesto di mercato che vede ormai molti paradigmi del passato messi in discussione: basti pensare al fatto che a inizio 2020 una buona parte delle asset class a rischio basso presenta rendimenti reali, spesso anche nominali, negativi. Inoltre, se è vero che siamo in un periodo di robusta crescita mondiale, è anche vero che questa è esposta a sempre più frequenti momenti di incertezza dovuti a eventi geopolitici o di tipo sociale”. Per non parlare del coronavirus: “I fatti di questo ultimo mese – prosegue Ambrosoli – lo rappresentano in maniera plastica. In tale scenario, la consulenza rappresenta la migliore soluzione per affiancare l’investitore; non si può prescindere dai veri bisogni e dagli obiettivi di medio e lungo termine che ogni cliente attribuisce al proprio patrimonio, non solo finanziario. Solo dopo questo fondamentale momento di condivisione con il cliente, l’attività di consulenza vera e propria può proporre soluzioni in ambito di portafoglio finanziario e patrimoniale in senso più ampio. La revisione di Mifid2, invece, per la quale la Commissione Europea ha avviato il processo di consultazione, potrà portare all’affinamento di alcuni obblighi normativi e, soprattutto, a una maggiore armonizzazione in tema di disclosure sui costi, ad esempio attraverso la creazione di un database unico a livello europeo, nonché a una migliore classificazione dei clienti più evoluti, per i quali in futuro sarà più agevole accedere a investimenti finanziari con ricadute sull’economia reale”.

Mifid2 &co.

A proposito di Mifid2, quella dei costi è una sfida all’ultimo colpo: quale strategia adottate per non pesare troppo sul cliente?Banca Aletti, da molti anni e ben prima di Mifid2, ha fatto proprio il concetto di trasparenza nei confronti dei clienti, così che oggi è considerata una delle banche più fair in ambito di costi, considerati ancora più competitivi se paragonati alla qualità di servizio tipico di una banca private di standing. Bisogna inoltre aggiungere che non abbiamo mai seguito talune tendenze che si sono osservate sul mercato negli ultimi anni, come la nascita di strumenti che incorporassero diversi livelli commissionali. Siamo convinti che servizi come le gestioni di portafoglio individuale e i contratti di consulenza, declinati in diversi gradi di interazione, rappresentino le fondamenta di un rapporto di reciproca fiducia con il cliente che può percepire il valore aggiunto ricevuto accanto al corretto costo del servizio, che è sempre condiviso e negoziato prima della stipula contrattuale”. Oggi i clienti chiedono soprattutto che il servizio sia tecnologico: che ruolo ha l’innovazione tecnologia sul settore? Riprende il presidente di Banca Aletti: “Il mondo del wealth management è caratterizzato dall’elevatissima incidenza del fattore relazionale tra banca e cliente. Per una private bank il capitale umano rappresenta l’elemento di gran lunga prevalente per lo svolgimento dell’attività di impresa. L’innovazione tecnologica pervade la vita di ognuno, tuttavia nel nostro ambito credo sia opportuno distinguere due diversi piani di riflessione. Da un lato la tecnologia risulta sempre più fondamentale per la creazione di piattaforme integrate di consulenza ovvero per gli strumenti che il private banker deve avere a disposizione per svolgere al meglio il proprio ruolo di analisi. La tecnologia, inoltre, rappresenta un incredibile strumento di semplificazione per gli aspetti operativi e amministrativi che coinvolgono il cliente, eliminando ostacoli come la distanza fisica o riducendo i tempi di esecuzione di una proposta di investimento grazie a un approccio paperless. Dall’altro lato la tecnologia, per quanto pervada l’esperienza del private banker e del cliente, non potrà mai sostituirsi al fondamento del wealth management ovvero la centralità della relazione e del continuo confronto e dialogo tra il cliente e il team di professionisti che la banca mette a disposizione per  affrontare la gestione delle complessità tipiche dei grandi patrimoni”.

Banca Aletti, tutte le sfide della consulenza 2020
Umberto Ambrosoli - presidente Banca Aletti
Livia Caivano
Livia Caivano
Condividi l'articolo
LEGGI ALTRI ARTICOLI SU:RetiBanca AlettiConsulenti