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Azimut svetta a Piazza Affari: utile da record primi 9 mesi

Azimut svetta a Piazza Affari: utile da record primi 9 mesi

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Francesca Conti
Francesca Conti

05 Novembre 2019
Tempo di lettura: 5 min
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  • Il risultato, spiega Azimut, è il frutto di ricavi ricorrenti per 550 milioni (+16% rispetto allo stesso periodo del 2018) e costi fissi in flessione (-2%)

  • Il totale delle masse gestite a fine settembre 2019 raggiunge i 44,6 miliardi

  • La raccolta netta nei primi nove mesi dell’anno è stata di 3,7 miliardi, di cui una buona parte dal business estero che oggi rappresenta il 29% del patrimonio complessivo di gruppo

Azimut chiude i primi 9 mesi dell’anno con un utile netto da record, in aumento del 120% a 247 milioni di euro. Un risultato che spinge il titolo in vetta al Ftse Mib

I risultati record dei primi nove mesi dell’anno spingono il titolo di Azimut in vetta al Ftse Mib, con rialzi di oltre tre punti percentuali. Il gruppo italiano attivo nel settore del risparmio gestito archivia i primi 9 mesi dell’anno con un utile netto in aumento del 120% a 247 milioni di euro, “eguagliando in 9 mesi il record annuale dell’intero 2015”.

Il risultato, spiega una nota, è il frutto di ricavi ricorrenti per 550 milioni (+16% rispetto allo stesso periodo del 2018) e costi fissi in flessione (-2%). In salita anche i ricavi consolidati che si sono attestati a 724,3 milioni rispetto a 565,6 milioni nei primi 9 mesi del 2018, mentre il reddito operativo consolidato ha raggiunto quota 279,5 milioni contro i 153,3 milioni registrati un anno fa.

Bene anche il terzo trimestre dell’anno, che si conclude con un utile netto consolidato che è balzato del 92% a 76 milioni di euro, mentre i ricavi sono aumentati del 26% a 238 milioni. “Con grande soddisfazione presentiamo al mercato il miglior risultato di utile netto della storia di Azimut, pari a 247 milioni di euro, raggiunto in soli 9 mesi grazie alla crescita dei ricavi ricorrenti e al contenimento dei costi fissi”, commenta Pietro Giuliani, presidente di Azimut.

“Il nostro sforzo comune – aggiunge – è quello di offrire risultati sempre migliori ai nostri clienti, i quali da inizio anno beneficiano di una performance media ponderata netta del 6,9%. Tali numeri, sia in termini di performance ai clienti che di utile netto, riflettono il lavoro svolto in modo coeso da tutti i professionisti del gruppo, e miglioreranno grazie alle ultime iniziative annunciate legate agli investimenti alternativi”.

Masse, raccolta e dividendi in crescita

Il totale delle masse gestite a fine settembre 2019 raggiunge i 44,6 miliardi, mentre il dato comprensivo del risparmio amministrato e gestito da case terze direttamente collocato arriva a 57,4 miliardi.

La raccolta netta nei primi nove mesi dell’anno è stata di 3,7 miliardi, di cui una buona parte dal business estero che oggi rappresenta il 29% del patrimonio complessivo di gruppo. La posizione finanziaria netta consolidata a fine settembre 2019 risultava negativa per circa 47 milioni, in miglioramento rispetto ai -75 milioni di fine giugno 2019.

Nei 9 mesi sono stati pagati dividendi ordinari per oltre 200 milioni, di cui circa 166 milioni cash oltre a circa 42 milioni in azioni. Inoltre, sono state fatte acquisizioni nei nove mesi per circa 52 milioni. La posizione finanziaria netta include anche versamenti per circa 43 milioni per acconti d’imposta, bollo virtuale e riserve matematiche.

Positiva l’attività di reclutamento in Italia di consulenti finanziari e private banker: nei primi nove mesi dell’anno, il gruppo ha registrato 112 nuovi ingressi, portando il totale del gruppo Azimut a fine settembre a 1798 unità.

Tra i prodotti del futuro anche un bond

Nell’ultima parte dell’anno, spiega Azimut, il gruppo distribuirà il fondo Corporate Cash Plus, un prodotto innovativo alternativo di diritto lussemburghese riservato alla clientela corporate italiana. Il fondo, in linea con il progetto di Azimut Libera Impresa, avrà come scopo il supporto della gestione della liquidità aziendale che incorpora un profilo di rendimento positivo, che si paragona ai tassi negativi delle giacenze di deposito.

Infine, il consiglio di amministrazione ha approvato l’avvio di attività di soft sounding preliminare presso investitori qualificati, italiani e internazionali, al fine di valutare le condizioni di mercato in relazione ad una potenziale emissione da parte della società di un prestito obbligazionario non convertibile a tasso fisso da eseguirsi nel corso delle prossime settimane. La società sarà supportata in tali attività e, ove ne ricorrano i presupposti, di un potenziale successivo collocamento da J.P. Morgan, Banca Imi e Nomura.

L’eventuale lancio del collocamento del prestito obbligazionario è soggetto alla verifica di una serie di condizioni, tra le quali, le condizioni di mercato, l’interesse manifestato dai potenziali investitori e l’andamento dei prezzi dei titoli equivalenti sul mercato, nonché la decisione finale da parte degli organi amministrativi della società.

Indicativamente – sottolinea Azimut – l’emissione avrà una durata intermedia e un ammontare fino a 500 milioni, i cui proventi saranno utilizzati per la propria attività e per finanziare potenziali operazioni straordinarie e/o per rimborsare parte dell’indebitamento, incluso il parziale rimborso per circa 140 milioni della linea di credito da 200 milioni erogata da un pool di banche ad inizio anno.

Il tasso di interesse, come da prassi, sarà individuato ad esito del potenziale collocamento del prestito obbligazionario. Le obbligazioni saranno riservate a investitori qualificati, con esclusione di collocamento negli Stati Uniti d’America e altri paesi selezionati, la quotazione presso il mercato regolamentato dell’Irish Stock Exchange.

Francesca Conti
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