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Azimut brilla in Borsa, analisti divisi

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Francesca Conti
Francesca Conti

25 Gennaio 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • Giuliani (presidente del gruppo Azimut): “Ci allineiamo alle best practices indicate dalle linee guida Iosco sul tema delle performance fees, mantenendo un Ter sostanzialmente inalterato e in linea con i valori dell’industria”

  • La decisione per Banca Akros è una “notizia positiva”. Per Equita Sim “la manovra migliora la qualità degli utili di Azimut”. Secondo gli analisti di Mediobanca, invece, l’operazione potrebbe esporre Azimut “a grandi rischi”

Nuovo balzo sul listino milanese per il titolo di Azimut, in scia alla decisione di modificare il calcolo delle commissioni variabili sui fondi lussemburghesi, con una significativa riduzione dei costi variabili per i clienti. Gli analisti si dividono sull’efficacia dell’operazione

Dopo il balzo di giovedì 24 gennaio, anche venerdì 25  Azimut ha dominato la vetta dei rialzi di Piazza Affari, chiudendo la seduta in crescita di oltre il 4%, a 10,96 euro per azione. Un deciso progresso che gli analisti attribuiscono nel complesso alla decisione di modificare il calcolo delle commissioni variabili (performance fees) sui fondi lussemburghesi (secondo Equita circa 25 miliardi di asset under management sui 40 miliardi complessivi), che dovrebbe comportare una significativa riduzione dei costi variabili per i clienti. Le opinioni degli analisti sono però contrastanti. Se per Banca Akros si tratta di una “notizia positiva” e per Equita Sim “la manovra migliora la qualità degli utili di Azimut”, secondo gli analisti di Mediobanca l’operazione potrebbe esporre Azimut “a grandi rischi”.

Il nuovo metodo presentato da Azimut si baserà su un calcolo annuale a benchmark più uno spread collegato alle diverse categorie di prodotto e al contempo contemplerà un incremento di circa 50 punti base delle commissioni fisse. Il Ter per i clienti – ha spiegato Azimut – sarà mantenuto in linea con quello applicato dai concorrenti e dagli altri operatori di mercato. La modifica delle management fees sarà effettiva nel corso del mese di febbraio.

Secondo Pietro Giuliani, presidente del gruppo Azimut, “ci allineiamo alle best practices indicate dalle linee guida Iosco sul tema delle performance fees, mantenendo un Ter sostanzialmente inalterato ed in linea con i valori dell’industria. Quello che tuttavia mi meraviglia è la continua attenzione sul tema delle commissioni di performance, quando nel 2018 i nostri clienti hanno pagato in media solamente 14 punti base, a fronte di una performance media ponderata netta al cliente che rimane ben superiore all’industria italiana sul lungo periodo. Di fatto dall’inizio dell’anno la nostra performance media ponderata netta al cliente è +3%, superiore a quella dell’industria (Indice Fideuram) di oltre l’1%”.

La view degli analisti

Il cambiamento sulle commissioni piace a Equita Sim, che ha alzato il target price del 6% a 17 euro. La società nel complesso ha “alzato del 22% gli utili 2019 e del 13% il 2020, primo anno in cui il nuovo schema commissionale andrà a regime”. Secondo Equita “la manovra migliora la qualità degli utili di Azimut che diventano meno dipendenti dalle performance fees. Da valutare se, a causa della maggior trasparenza dettata dall’introduzione di Mifid 2, il rialzo del Ter applicato alla clientela (che secondo Azimut rimarrà comunque coerente con quello pagato alle reti concorrenti) non comporti un temporaneo rallentamento dei net inflows. Manteniamo la visione neutrale nonostante l’upside in attesa di maggiore visibilità sullo scenario di mercato”.

Per gli analisti di Banca Akros questa “è una notizia positiva”. La banca di investimento ha conseguentemente alzato il target price da 12 a 13 euro e il rating da ‘neutral’ a ‘accumulate’. Considerando “che le attività del Lussemburgo di Azimut sono pari a circa 25 miliardi di euro (circa il 50% del totale delle attività di Azimut), le commissioni ricorrenti dovrebbero aumentare circa 125 milioni di euro nel 2019. Sulla base del nostro calcolo, le commissioni ricorrenti complessive medie dovrebbe aumentare dall’1,4% a circa 1,9% mentre le commissioni medie di rendimento dovrebbero diminuzione dallo 0,60% al minimo 0,10%. Pertanto, le tasse medie totali dovrebbero essere minimo 2%”, concludono gli analisti di Akros.

Negativa Piazzetta Cuccia. Gli analisti di Mediobanca Securities rivedono il target price da 15,2 euro di inizio anno agli attuali 11 euro e il rating da Outperform a Neutral. Sebbene una ridefinizione delle commissioni di performance, per Mediobanca, era “necessaria”, questo aumento dei costi fissi di 50 punti base è considerato “aggressivo”. La mossa di Azimut “certamente aumenterà la remunerazione dei consulenti, e ciò potrebbe aiutare in un contesto in cui gli advisor stanno subendo perdite significative sulle azioni acquistate di recente e il tasso di abbandono continua a essere il più alto tra i gruppi di pari livello. Il nostro scenario migliore è che questo potrebbe essere un gioco a somma zero alla fine della partita (ma con una migliore qualità degli utili), ma espone la società a grandi rischi in quanto le tariffe fisse addebitate ai clienti suonano ingiustificabili in un contesto di rendimenti strutturalmente bassi”, conclude Mediobanca.

Francesca Conti
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