PREVIOUS ARTICLENEXT ARTICLE

Wealth Advisor: il “consigliere del principe”

Wealth Advisor: il “consigliere del principe”

Salva
Salva
Condividi
Luisa Bagnoli
Luisa Bagnoli

03 Aprile 2018
Salva

Il nuovo “wealth advisor, l’esperto di investimenti e strumenti finanziari che fornisce consulenze di gestione e tutela patrimoniale ai clienti, ma è anche colui che ha una cultura cross-functional.

tutt’altroche un semplice venditore o un gestore di portafogli. Il private banker, una realtàdi nicchia e indipendente, svolge un ruolo concepito sulla base di un ampio rapporto fiduciario con il cliente che si lascia consigliare anche sugli aspetti extra-finanziari come larte, la cultura in generale, la filantropia, il passaggio generazionale, lasset protection, e gli altri servizi legati proprio alla complessitàdi un patrimonio importante. Il banker diventa così il nuovo “Consigliere del principe”, affiancando alla gestione del portafoglio, anche lintelligenza emotiva, la capacitàdi persuasione e lempatia, che diventano i fattori in grado di fare la differenza e con i quali i robo advisors non possono competere.

Il nuovowealth advisorinfatti, è l’esperto di investimenti e strumenti finanziari che fornisce consulenze di gestione e tutela patrimoniale ai clienti, ma è anche colui che ha una cultura cross-functional. E se fino ad ora, limprenditore si affidava al commercialista per la gestione, per conto suo, delle tasse, delle spese promiscue, e i trust, in una realtàsempre più complessa e sofisticata, i talenti del banker del domani, saranno quelli che,comunicherannocon il cliente, lo ascolteranno e semplificheranno la sua vita, aggiornandolo sulle innovazioni tecnologiche che stanno trasformando il business aziendale. Come sosteneva Chris Anderson, losservatore che prima di tutti ha definito i trend più avanzati della nostra era, nel suo libroIl ritorno dei produttori”: “Nel prossimo decennio, gli innovatori, coloro che hanno visioni di nuovi prodotti in grado di cambiare il futuro, non dovranno più affidare ad altri la realizzazione delle loro idee, ma potranno produrre e distribuire da soli, sfruttando le nuove tecnologie e capovolgendo il mondo della produzione industriale. Ci si aspetta dunque che la tecnologia diventi il partner principale degli operatori del Private Banking, poichéda un lato potrebbe agevolarli a seguire in modo più efficace un numero maggiore di clienti. Mentre dallaltro, è necessario prepararsi al cambio generazionale, comprendere le aspettative di una nuova generazione (i millennial costituiranno il 72% della forza lavoro globale entro il 2025) per essere più competitivi sul mercato. 

E proprio per gestire le più complesse e sofisticate esigenze dei nuovi “Signori” sarà fondamentale migliorare il modello di servizio e confezionare “su misura” per ciascun cliente una soluzione di consulenza specifica, con alto valore aggiunto.

L’Italia è un paese a forte vocazione industriale, seconda in Europa solo alla Germania per imprese operanti nellambito del manufacturing. Questa peculiaritàsottolinea la necessitàdi avere un consulente bancario con un piglio più aziendalista e che riesca a consigliare limprenditore con un occhio ai processi. Per garantire un servizio davvero di eccellenza diventerànecessario “creare la relazionecon il cliente a 360 gradi e mettersi a disposizione della clientela, con un ruoloformativomolto importante. Lacreazione della relazione” comporterà, per il banker, una preparazione (che sia contendibile sul mercato e ben più ampia di quella in mano al tradizionaleadvisor delle tasse”) sulle best practice dellazienda, sulla corporate governance aziendale e nel campo del business. Al professionista è richiesto di conoscere le strategie di human resource per ingaggiare i migliori talenti, di parlare di pianificazione che va al di làdella parte finanziaria (quindi anche successoria, fiscale, immobiliare), sui quali spesso il cliente si mostra disorientato. Insomma di saper connettere l’imprenditore a una rete esterna fatta di persone e trend.

Luisa Bagnoli
Luisa Bagnoli
Ha lavorato come trader e risk manager nei primi anni della sua attività, per poi diventare Head Hunter per le Financial institutions e i private equity. Dal 2008 ha fondato e gestisce una Leadership Company declinata in Executive Search e Change management. Dal 2017 ha inaugurato la Ret-Net Leadership School.
Il presente articolo costituisce e riflette un’opinione e una valutazione personale esclusiva del suo Autore; esso non sostituisce e non si può ritenere equiparabile in alcun modo a una consulenza professionale sul tema oggetto dell'articolo.

WeWealth esercita sugli articoli presenti sul Sito un controllo esclusivamente formale; pertanto, WeWealth non garantisce in alcun modo la loro veridicità e/o accuratezza, e non potrà in alcun modo essere ritenuta responsabile delle opinioni e/o dei contenuti espressi negli articoli dagli Autori e/o delle conseguenze che potrebbero derivare dall’osservare le indicazioni ivi rappresentate.
Condividi l'articolo
LEGGI ALTRI ARTICOLI SU:Private Banking