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Ubs, taglio di 500 private banker

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

07 Gennaio 2020
Tempo di lettura: 2 min
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  • Ubs avrebbe infatti in mente di tagliare 500 private banker. L’area oggetto di tagli e riduzione è proprio il cuore della banca: il wealth management

  • Nonostante il piano di riduzione del settore private sia trapelato il titolo continua a correre in borsa, mantenendo i trend positivi registrati negli ultimi sei mesi

Il 2020 sarà l’anno dei tagli del personale. Dopo la questione Deutsche Bank e la possibilità di tagliare personale italiano, adesso è il turno del colosso elvetico del wealth management, Ubs

Il 2020 è l’anno dei tagli per le grandi banche. Dopo l’annuncio di Deutsche Bank e il piano di voler tagliare anche in Italia, adesso è la volta di Ubs. Il colosso elvetico starebbe infatti pensando di rivedere il segmento del wealth management. Il progetto, anticipato a Bloomberg, ha come obiettivo quello di tagliare 500 private banker e dividere l’area in tre segmenti per rendere la gestione dei clienti più efficace.

Insomma, dopo essere stato nominato tra i 100 manager più influenti della Svizzera, secondo la classifica del settimanale svizzero Bilanz, l’amministratore delegato di Ubs, Sergio Emormotti ha deciso di iniziare l’anno con una sforbiciata al personale private.

Una delle motivazioni dietro il taglio e alla divisione dell’area del wealth management potrebbero essere i risultati dell’anno scorso. Ubs ha infatti registrato per i primi nove mesi del 2019 un’utile netto di circa 3,58 miliardi di dollari. Dato in calo rispetto ai 12 mesi precedenti quando aveva raggiunto i 4,2 miliardi di dollari. Positiva invece la gestione patrimoni. A fine settembre erano pari a 3.422 miliardi di dollari, in aumento dell’1,2% rispetto a giugno 2019.

Nonostante il piano di ristrutturazione dell’area del wealth management sia trapelato,  il titolo continua a corre in borsa. Negli ultimi sei mesi ha guadagnato il 5,4% e questa mattina ha fatto registrare un balzo del 2,48%.

Oltre al taglio del personale private è previsto anche un cambio a livello di ruoli. Salvatore Di Stasi, ex Goldman Sachs, avrà il compito di fare da ponte tra l’investment banking e il ramo del wealth management. Inoltre Di Stasi dovrà anche gestire i settori structuring e origination del wealth management nel nord e sud America.

Ma i cambiamenti non sono finiti. L’arrivo di Iqbal Khan, ex Credit Suisse, nel wealth management, ha portato una ventata di cambiamenti. E dunque il settore dell’Emea sarà compito di Christl Novakovic, Caroline Khunert si occuperà dell’Europa centrale e dell’Est, Ali Janoudi del Medio Oriente e Africa, mentre Novakovic manterrà la posizione in Europa Occidentale.

 

 

Giorgia Pacione Di Bello
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