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Ubs: gli Hnwi hanno fiducia nel 2020

Ubs: gli Hnwi hanno fiducia nel 2020

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

24 Gennaio 2020
Tempo di lettura: 2 min
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  • Il 67% degli intervistati afferma di essere ottimista riguardo all’economia della propria regione. Dato superiore rispetto a tre mesi fa quanto la percentuale era ferma al 61%

  • Il 94% si attende performance positive e il 44% anticipa rendimenti a due cifre

L’ultima ricerca pubblicata da Ubs wealth management sottolinea come gli high net worth individual e gli imprenditori ripongano molta fiducia nel 2020

Gli high net worth individual (Hnwi) e gli imprenditori di tutto il mondo sono fiduciosi per il 2020. A dirlo è l’ultima ricerca trimestrale sulla fiducia degli investitori pubblicata da Ubs global wealth management.

Secondo la ricerca il 67% degli intervistati afferma di essere ottimista riguardo all’economia della propria regione. Dato superiore rispetto a tre mesi fa quanto la percentuale era ferma al 61%. Il 60% esprime invece ottimismo in merito all’economia globale, in aumento dal 53%. Inoltre, il 65% (rispetto al 56%) indica di avere una visione positiva sui mercati azionari regionali, con i livelli di liquidità in calo dal 27% al 25% dei portafogli.

 

Dopo la solida performance del 2019, gli investitori nutrono in media elevate aspettative per il 2020. Il 94% si attende performance positive e il 44% anticipa rendimenti a due cifre. Attese che sono frutto di un anno in cui soltanto il 5% degli intervistati ha subito perdite e il 53% ha ottenuto rendimenti a due cifre.

Il maggiore miglioramento del sentiment si è osservato negli Stati Uniti. Il 68% degli intervistati statunitensi si è infatti dichiarato ottimista riguardo all’economia della propria regione, a fronte del 55% nella precedente ricerca. Il 64% esprime fiducia per il mercato azionario locale, rispetto al 50% di tre mesi fa.

In Asia si è registrato il secondo miglioramento più significativo. Gli intervistati di questa regione sono nel complesso i più positivi, con oltre il 70% che si dichiara ottimista in merito sia alla propria economia che al mercato azionario locale.

I progressi negli Stati Uniti e in Asia sono ascrivibili all’allentamento delle tensioni sino-americane, che ha anche sospinto l’entusiasmo degli investitori per i mercati emergenti e fatto calare i timori politici. La risposta più ricorrente data dal 43% degli intervistati ha indicato la crescita dei mercati emergenti come un motivo di ottimismo sul fronte azionario. Il 42% identifica nella politica interna una delle principali inquietudini, in flessione rispetto al 47% della precedente ricerca. Tuttavia, nei prossimi cinque anni il 67% degli imprenditori a livello globale prevede tensioni commerciali tra Cina e Stati Uniti di pari livello o superiori.

“Pressoché tutti gli investitori hanno ottenuto rendimenti dei portafogli positivi nel 2019, con attese per il 2020 costantemente elevate. L’ottimismo che circonda l’economia e il mercato azionario continua a crescere, ma gli eventi geopolitici potrebbero smorzarlo in qualsiasi momento”, dichiara  Paula Polito, vicepresidente di divisione presso Ubs global wealth management.

 

Stati Uniti

La politica interna resta un tema cruciale negli Stati Uniti, dove rappresenta la principale preoccupazione per il 55% degli intervistati. Tuttavia, il sentiment è notevolmente risalito sia tra gli imprenditori che tra gli investitori. Il 75% degli imprenditori statunitensi è infatti ottimista sull’economia della regione,  il 37% che intende assumere personale rispetto al 31% di tre mesi fa.

Europa

Gli investitori europei guardano al 2020 con maggiore fiducia. Il 57% esprime ottimismo riguardo al mercato azionario locale, in aumento dal 50% della precedente ricerca. Per quanto concerne l’economia regionale, la percentuale di ottimisti passa dal 56% al 58%, mentre tra gli imprenditori si assiste a un incremento dal 67% al 72%. In linea con gli Stati Uniti, gli europei vedono nella politica interna la maggiore fonte di inquietudine (42% degli intervistati).

America Latina

Gli investitori dell’America Latina sono più prudenti rispetto a tre mesi fa, visto le condizioni economiche che continuano a deteriorarsi soprattutto in Argentina. Il 60% degli intervistati in questa regione esprime ottimismo in merito al proprio mercato azionario. Il dato risulta però in calo rispetto al 64% di tre mesi fa. Viceversa, la percentuale di imprenditori che intende assumere personale è salita dal 31% al 38%, valore in linea con la media globale.

Svizzera

Anche gli investitori svizzeri si rivelano più cauti, ma la maggior parte di essi è ancora ottimista riguardo ai mercati locali (58% a fronte del 60% nella precedente ricerca). La percentuale di imprenditori che nutre fiducia nell’economia regionale è aumentata dal 54% al 58%, mentre il numero di chi pianifica assunzioni è diminuito dal 44% al 42% del totale. I crescenti costi sanitari rappresentano la principale preoccupazione per gli investitori elvetici, mentre è soprattutto la regolamentazione ad allarmare gli imprenditori.

Asia

In Asia, il sentiment degli investitori e quello degli imprenditori progrediscono di pari passo. Il 72% degli imprenditori asiatici esprime ottimismo per la regione, in rialzo dal 68%. Il 37% prevede di assumere personale, in crescita dal 32%. Le preoccupazioni più serie sono associate all’inflazione (costi più alti per il personale e le materie prime). Al contrario, la guerra commerciale globale continua a essere il timore numero uno per gli investitori asiatici.

Giorgia Pacione Di Bello
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