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Profilazione del rischio troppo sottovalutata dai consulenti

Profilazione del rischio troppo sottovalutata dai consulenti

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

20 Gennaio 2021
Tempo di lettura: 2 min
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  • I professionisti troppo spesso confondono la propensione verso i rischi a lungo termine dei clienti con gli atteggiamenti incerti da loro mostrati

  • La soluzione di investimento migliore deve essere fondata su valutazioni stabili e accurate della propensione al rischio

Secondo l’ultima ricerca pubblicata da Oxford risk, realtà fondata nel 2002 da accademici dell’università di Oxford che si occupano di finanza comportamentale e benessere finanziario, diversi consulenti finanziari prestano poca attenzione alla profilazione del rischio

Profilazione del rischio sottovalutata da troppi consulenti, perché considerata come un adempimento burocratico inutile. Secondo gli esperti di finanzia comportamentale di Oxford risk, realtà fondata nel 2002 da accademici dell’università di Oxford che si occupano di finanza comportamentale e benessere finanziario, la profilazione del rischio è invece essenziale per fornire una buona consulenza e garantire la conformità normativa. L’analisi sottolinea come i consulenti troppo spesso confondono la propensione verso i rischi a lungo termine dei clienti con gli atteggiamenti incerti da loro mostrati in risposta ad eventi a breve termine, come le correzioni di mercato nel tempo.

“Confondendo la tendenza al rischio a lungo termine con gli atteggiamenti emotivi verso il rischio a breve termine, tendenzialmente i consulenti replicheranno tutte le cose sciocche già fatte dagli investitori, invece di aiutare a controllare le tendenze più distruttive degli investitori stessi”, dice il Greg B. Davies, responsabile di finanza comportamentale, Oxford Risk.

“Tutto questo – continua Davis- è esacerbato dall’inopportuna tendenza ad utilizzare preferenze rivelate e giochi fantasiosi per determinare la propensione al rischio. Tali approcci troppo strutturati e incerti per valutare la propensione al rischio sono inappropriati e non riflettono la volontà reale dei clienti ad assumersi rischi a lungo termine. Valutare la cosa sbagliata è peggio che non valutarla affatto.”

Secondo gli accademici di Oxford Risk la soluzione di investimento migliore deve essere fondata su valutazioni stabili e accurate della propensione al rischio. La profilazione comportamentale fornisce quindi agli investitori un’opportunità per conoscere i propri atteggiamenti, le proprie emozioni e i propri pregiudizi, aiutandoli a prepararsi per affrontare l’ansia che probabilmente comparirà. Ma questo deve essere utilizzato per aiutare gli investitori a controllare le proprie emozioni, non per definire il rischio del portafoglio adatto in sé.

La gestione della componente irrazionale, tipicamente umana, è un aspetto dei clienti che i consulenti finanziari devono imparare a gestire. Anche perché in situazioni di forte stress, come è stato il 2020 a causa della pandemia, il cliente reagendo di pancia può “rovinare” il proprio investimento. Il saper gestire la componente emotiva risulta dunque essere fondamentale. Secondo Oxford risk, molti wealth manager e consulenti finanziari sono però poco preparati per aiutare i clienti a controllare l’altalena emotiva e psicologica. E questo è emerso con particolare forza durante la crisi causata dal covid-19 e l’impatto che ha avuto sui mercati e gli investimenti.

“Ci sono comportamenti comuni a molti investitori in tempi così imprevedibili e incerti. Durante una crisi è probabile che gli investitori si concentrino troppo sul presente e sul dettaglio, sentendosi obbligati a fare qualcosa anche quando la soluzione migliore è non muoversi. Essi possono gravitare intorno alle cose familiari, spesso con la conseguenza di scarsi investimenti, vendite al ribasso o minore diversificazione”, concludono gli accademici.

Giorgia Pacione Di Bello
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