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Private banking: è guerra tra banche locali e internazionali

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

26 Agosto 2019
Tempo di lettura: 2 min
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  • Se da una parte gli istituti finanziari cinesi non stanno assumendo nuove leve, dall’altra i colossi del wealth management internazionali stanno facendo piazza pulita sul mercato

  • Ubs, Credit Suisse e Deutsche Bank possono offrire servizi di private banking molto più ampi e strutturati rispetto alle formule base fornite dalle banche cinesi

In Cina continua ad aumentare il numero di Hnwi. La conseguenza è la nascita di nuovi clienti nel mondo private banking. I colossi internazionali del wealth management stanno dunque cercando di attirare a sé i nuovi Hnwi, reclutando nuovi banker

Boom di private banking in Cina. Ogni anno nel comparto wealth management delle varie banche vengono aggiunti 79.000 clienti. E proprio per questo sta iniziando una vera e propria guerra tra gli istituti di credito cinesi e i colossi internazionali. Quest’ultimi, per cercare di accaparrarsi un numero maggiore di clienti wealth, hanno aperto una vera e propria caccia al banker. La conseguenza è la nascita di un mercato del private che offre salari molto alti, rispetto alla media, e la feroce ricerca di nuovo personale. Si cercano infatti figure da banche commerciali, assicurazioni o broker. A questa frenesia si contrappone il modo di agire delle banche cinesi (Bank of China o Agricultural Bank of China) che offrono servizi wealth alla clientela di Hnwi e non ricercano personale.

elaborazione Bloomberg

 

Oltre all’attacco dei colossi del wealth management internazionale, le banche cinesi devono fronteggiare un altro: la presenza di ricchezza cinese all’estero. Ci sono infatti 930 miliardi di euro depositati su conti esteri. Nell’ultimo anno, anche grazie a norme focalizzate, parte del capitale è rientrato, ma il problema continua ad esistere. Industrial Bank con sede a Fuzhou, con più di 27 mila clienti private in Cina ha stimato infatti che circa il 60% dei milionari cinesi abbia attività all’estero.

Quello che dunque serve al settore wealth cinese è riuscire a trattenere maggiormente i clienti Hnwi, in un istituto finanziario. E questo sarà possibile se il settore del wealth si evolverà. I prodotti e le opportunità offerte dalle banche cinesi risultano infatti essere meno raffinate rispetto a quelle dei colossi internazionali. Al momento, in Cina, si concentrano (quasi esclusivamente) su azioni, obbligazioni e assicurazioni. I colossi offrono invece anche altre opzioni come la filantropia, gli investimenti sostenibili o in arte. La possibilità di diversificare maggiormente il proprio portafoglio con asset alternativi risulta dunque essere un aspetto sempre più considerato anche dagli Hnwi cinesi e soprattutto dai nuovi clienti private.

Questo non vuol dire che banche internazionali come Ubs o Credit Suisse vincano a mani basse sulle cinesi, perché anche queste hanno i loro problemi con il mondo finanziario cinese. Il principale sono le risorse. Per poter entrare più efficacemente nel mercato devono, infatti, assumere banker con esperienza e un portafoglio di clienti ampio. Inoltre, le nuove risorse devono prendere dimestichezza con i nuovi servizi che offre la banca e riuscire a proporli al cliente finale con successo. Se la combinazione non avviene in modo perfetto la nuova risorsa non rappresenta un vantaggio per la banca.

Giorgia Pacione Di Bello
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