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Mediobanca da record grazie al weath management

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Livia Caivano
Livia Caivano

14 Maggio 2018
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  • Mediobanca registra un utile netto di 681,9 milioni di euro

  • Gran parte del merito è da attribuire al consolidamento delle acquisizioni e del wealth management

  • La raccolta netta nei 9 mesi è stata di 3,2 miliardi

  • La divisione di wealth management di Mediobanca raggruppa gestione del risparmio della clientela Affluent&Premier, di quella Private&HNWI e l’asset management

I conti di di Mediobanca giovano soprattutto delle strategie di wealth management e delle acquisizioni degli anni passati, oggi pienamente ottimizzate

Mediobanca da record nei primi nove mesi dell’esercizio 2017-2018: utile netto di 681,9 milioni di euro, in crescita dell’11,1% rispetto allo stesso periodo del bilancio precedente e ricavi per 1,8 miliardi, in crescita del 9%; risultato operativo del periodo è salito a 813 milioni e il Cet1 ratio è cresciuto fino al 13,9% dal 12,9%, il Total  capital ratio è passato dal 16,2 al 17,3%.

Merito in gran parte, sottolinea Mediobanca stessa, del consolidamento delle acquisizioni e del wealth management. In fatto di masse gestite infatti, la divisione ha raggiunto quota 36,5 miliardi e nei nove mesi presi in esame la raccolta netta realizzata è stata pari a 3,2 miliardi. Parliamo di ricavi per 384 milioni di euro (in crescita del 16%) e di un utile di 51,3 milioni. Per la divisione del Credito al consumo, i ricavi hanno toccato quota 744 milioni (+4%) e l’utile netto è stato di 240 milioni (+21%).
Il consiglio di amministrazione di Mediobanca, presieduto da Renato Pagliaro, sottolinea come private banking e risparmio gestito abbiano assunto all’interno del gruppo Mediobanca una rilevanza crescente e con il piano triennale partito nel 2016 queste attività, raggruppate nella nuova divisione Wealth Management, sono diventate un pilastro fondamentale per la crescita del gruppo. I risultati da record sono frutto dell’efficace diversificazione e sostenibilità del modello di business e del lavoro dei promotori, reclutati e formati rigorosamente Mifid II compliant, sotto l’attento sguardo di Duccio Marconi, manager entrato nel gruppo ad agosto 2017 con il ruolo di direttore centrale dei consulenti finanziari. Solo i promotori d’esperienza, arrivati in 60 da Barclays, sono oggi 230 e pienamente operativi.

La divisione wealth management di Mediobanca raggruppa oggi tre aree di attività:

Gestione del risparmio della clientela Affluent&Premier: CheBanca! Attualmente gestisce circa 20 miliardi di raccolta totale, di cui 8 indiretta. La banca punta a incrementare a 12 miliardi le masse gestite entro giugno 2019

Gestione della clientela Private&HNWI (persone ad alto reddito): dal 1 dicembre è del tutto efficace la fusione di Banca Esperia in Mediobanca Spa e il lancio di Mediobanca Private Banking con l’offerta integrata private banking-mid corporate che segna la nascita della prima Private&amp Investment bank in Italia

Asset Management: con Mediobanca Asset Management Factory è avviato il rilancio delle fabbriche prodotto esistenti. Con Alternative Asset Management invece si punta a rafforzare il Wealth Management facendo leva sull’Alternative Asset Management

Si consolida quindi l’allargamento del perimetro, con il consolidamento integrale di Banca Esperia al 100% e l’acquisizione di Ram, SGR sistemica svizzera acquistata a marzo, che contribuisce con 4,3 milioni e l’ottimizzazione della rete e dei sistemi informatici di Barclays. La rete distribuitiva è quindi ormai matura.

Livia Caivano
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