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Mediobanca, l'ascesa del wealth management

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

12 Novembre 2019
Tempo di lettura: 5 min
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  • Nei prossimi quattro anni la banca d’affari milanese intende “affermarsi definitivamente come operatore distintivo in Italia per qualità, innovatività e valore dell’offerta per i clienti affluent, private e imprenditori”

  • Sul fronte del wealth management, la redditività crescerà “in maniera significativa”, mantenendo l’elevata qualità e la sostenibilità dei ricavi

  • Anche per la controllata CheBanca! c’è aria di novità “wealth”. L’obiettivo dei prossimi quattro anni sarà quello di “cogliere l’opzione di valore insita nel segmento affluent” ed è previsto “un riposizionamento verso l’alto”

Il nuovo piano strategico di Mediobanca mette in campo previsioni brillanti per il prossimo quadriennio, all’insegna di un forte elemento identitario: il wealth management

Mediobanca ha approvato le linee guida del piano 2019/2023 e il wealth management diventerà il primo contributore per commissioni.

Mediobanca, wealth management protagonista

Nei prossimi quattro anni la banca d’affari milanese intende “affermarsi definitivamente come operatore distintivo in Italia per qualità, innovatività e valore dell’offerta per i clienti affluent, private e imprenditori”. Mediobanca vede in particolare un ulteriore rafforzamento della divisione di wealth management. La quale, “tramite cospicui investimenti in distribuzione (forza vendita +60% a oltre 1.400 professionisti), tecnologia e prodotti rafforzerà ulteriormente posizionamento, ricavi e redditività, uguagliando il Cib [Corporate & investment banking] in termini di contribuzione ai ricavi del gruppo e divenendo il primo contributore in termini di commissioni”.

Su questo fronte, la redditività crescerà “in maniera significativa” (il Roac è atteso in crescita dal 16% al 25%), mantenendo l’elevata qualità e la sostenibilità dei ricavi e incrementando l’efficienza (cost/income visto al 70%).

Gli attivi creditizi aumenteranno poi del 10%, fino a 17 miliardi, la cui marginalità lorda si raffrorzerà nell’area di 90 punti base (+8 pb in totale nell’arco del quadriennio). Il tutto grazie alle maggiori sinergie con la fabbrica prodotti e al miglioramento contestuale della qualità e della dimensione media dei portafogli, i cui costi restano competitivi rispetto alle medie di settore. La qualità dei ricavi, in crescita dell’8% a 0,7 miliardi, è elevata: i ricorrenti sono il 90%. Tutti fattori che, con lo stretto controllo dei costi e il presidio del costo del rischio, permetteranno a Mediobanca di raddoppiare gli utili e innalzare la redditivitá del Wealth Management al 25%.

Anche CheBanca! si avvicina al wealth management

Anche per la controllata CheBanca! c’è aria di novità “wealth”. L’obiettivo dei prossimi quattro anni sarà quello di “cogliere l’opzione di valore insita nel segmento affluent” ed è previsto “un riposizionamento verso l’alto”.

“Al segmento di clientela affluent e premier, sarà associato un significativo aumento dei volumi, dei ricavi e della redditività”. Nel dettaglio, CheBanca! potenzierà la propria rete distributiva (+60% a 1.275 unità) sia quella proprietaria (da 445 a 600 professionisti). Anche i consulenti finanziari raddoppieranno a 675 professionisti. Previsti inoltre forti investimenti in formazione.

Rafforzato il digital

Verranno poi potenziate le piattaforme digitali, per supportare il servizio di consulenza tramite app e canali remoti. Il grupo amplierà la gamma prodotti per il soddisfacimento dei bisogni di investimento della clientela affluent.

La crescita esterna tramite acquisizioni

Nel futuro a breve e medio termine, Mediobanca intende continuare anche “la valutazione di opportunità di crescita esterna tramite acquisizione”. La merchant milanese “continuerà nella propria espansione anche tramite acquisizioni, così come avvenuto nell’arco dell’ultimo piano”, viene infatti spiegato nel documento, che chiarisce inoltre come verranno considerate target papabili “aziende che possano accelerare il processo di crescita nelle aree di attivitá caratteristiche” con preferenza “per i business a basso assorbimento di capitale e elevato contenuto commissionale”. Fattori abilitanti su questo fronte saranno inoltre “la compatibilità culturale e l’approccio etico al business”. Le acquisizioni in cantiere continueranno a rispondere “ai criteri di creazione di valore da sempre seguiti”.

In base al nuovo piano Mediobanca offrirà agli azionisti in quattro anni una remunerazione fino a 2,5 miliardi. In particolare, 1,9 miliardi in dividendi e il restante 0,3-0,6 miliardi tramite il riacquisto e la cancellazione di azioni proprie. Come da comunicazione ufficiale, anche i ricavi cresceranno del 4%, fino a 3 miliardi.

La partecipazione in Generali, pari al 12,91%, continuerà a contribuire in maniera positiva alla creazione dei ricavi e degli utili di Mediobanca, salvo fornire le risorse in caso in una grande acquisizione. Piazzetta Cuccia continuerà a valutare opportunità di crescita tramite acquisizioni.

Teresa Scarale
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