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McKinsey al private banking: ricette per uscire dall’empasse

McKinsey al private banking: ricette per uscire dall’empasse

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Livia Caivano
Livia Caivano

20 Luglio 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • Le sfide: pressioni sui ricavi e sui profitti derivanti dalle incertezze legate alla pandemia, accelerazione della domanda dei clienti per il fatto di operare da remoto in digitale e lo spostamento verso il lavoro a distanza

  • La soluzione: reimmaginare il rapporto tra clienti e tecnologia, riconfigurare il modello operativo, e iniettare uno scopo sociale nelle loro scelte commerciali

Nonostante i mercati in forte crescita del 2019, le banche private europee registrano profitti in calo per il secondo anno di seguito. Con il covid, poi, il bisogno di rivedere il modello organizzativo del private banking si fa ancora più urgente: ecco da dov’è necessario partire

Tecnologia, modelli operativi, strategie: prepariamoci a un cambiamento radicale del private banking europeo. Nell’analisi dei primi mesi del 2020, il Private Banking Survey di McKinsey individua i punti deboli di un settore che già prima del covid chiedeva a gran voce un cambiamento.

 

Nonostante i mercati abbiano registrato una forte crescita nel 2019, i profitti dell’industria del private banking europeo sono calati dai 13,5 miliardi del 2018 a 13,3 miliardi. Nel primo trimestre 2020 McKinsey registra dati positivi, dovuti agli elevati volumi di negoziazione provocati dall’epidemia globale di covid-19 ma sottolinea anche quali enormi sfide questa crisi comporti per il settore: pressioni sui ricavi e sui profitti derivanti dalle incertezze legate alla pandemia, accelerazione della domanda dei clienti per il operare da remoto in digitale e uno spostamento verso il lavoro a distanza. La pandemia ha anche messo a fuoco le relazioni con i clienti: “in tempi molto incerti, i clienti si affidano maggiormente ai loro consulenti, che devono rispondere con le loro migliori intuizioni. Prima dell’emergere del covid le banche private sentivano già la pressione di rivitalizzare i loro modelli, ma la pandemia ha accelerato i cambiamenti nelle aspettative di clienti e dipendenti. La combinazione di queste tendenze richiederà all’industria di accelerare la sua trasformazione”, si legge nel report.

A livello globale, le banche private hanno mantenuto il primato di segmento più redditizio nel settore bancario nel 2019. Ma i risultati hanno allo stesso tempo confermato una tendenza decennale della compressione dei margini di profitto e dei ricavi, costi in aumento più rapidamente dei ricavi e aumento dei costi-income ratio. Pertanto, “nonostante l’ulteriore crescita delle masse in gestione, provenienti dai mercati in ascesa, gli utili sono diminuiti per il secondo anno consecutivo”.

 

Tendenze

La riduzione dei costi, gli investimenti sostenibili, le analisi avanzate e le fusioni/acquisizioni sono rimasti all’ordine del giorno. “Per controllare i costi, le banche del settore stanno investendo nell’automazione dei processi e riducendo le spese di generali (di vendita e amministrative)”.

Queste priorità strategiche riflettono, secondo McKinsey, un sentimento pre-pandemico ottimista secondo cui l’industria del private banking continuerebbe a crescere, nonostante i 12 anni di erosione dei margini di entrate e un calo del pool di profitti per il secondo anno consecutivo. Inoltre, “gli afflussi netti sono stati difficili da ottenere e le banche hanno fatto solo progressi limitati nel controllo dei costi. Le priorità segnalano inoltre che l’industria ha creduto collettivamente che mercati, aspettative dei clienti e modelli operativi fossero solidi e non richiedesse un ripensamento fondamentale”.

Le prime tre azioni strategiche che il private banking europeo metterà in campo, secondo un sondaggio – sulla cui base si è sviluppato il report – nei prossimi tre o sei mesi saranno: la valutazione generale dei loro portafogli di prodotti e investimenti tecnologici; attivare riduzioni dei costi di emergenza; e lo sviluppo di nuovi prodotti. “Questi sono passi sensati verso la risoluzione delle sfide immediate della crisi covid e dovrebbero supportare un ritorno graduale al business. Tuttavia, lo spostamento dei comportamenti dei clienti e dei dipendenti, unito alle pressioni secolari già esistenti nel settore, richiede una trasformazione fondamentale di cui ha molto bisogno”.

Quali fattori condizioneranno i prossimi mesi?

Le banche private devono affrontare tre nuove sfide: pressioni sui ricavi e sui profitti derivanti dalle incertezze causate dalla crisi COVID-19, un’accelerazione della domanda di servizi digitali da parte dei clienti e uno spostamento verso il lavoro a distanza.

 

  • I tassi di interesse – probabilmente bassi per il prossimo futuro; l’incertezza e la volatilità del mercato a causa dell’imprevedibile andamento della pandemia e le drammatiche azioni delle banche centrali per sostenere i mercati.

 

  • Oggi, il 71% dei clienti preferisce l’interazione multicanale e il 25% esprime il desiderio di una relazione con il private banking del tutto digitale – con il ricorso all’essere umano sono in casi indispansabili.

 

  • I clienti sembrano insoddisfatti dello stato attuale del settore, secondo il sondaggio del 2020 McKinsey Affluent, Private e HNWI Customer’s Insights Survey. Un quarto degli intervistati ha dichiarato che la sua principale banca privata non l’ha contattato durante il lockdown. Un terzo dei clienti riferisce di non essere soddisfatto della qualità della consulenza finanziaria della propria banca principale, e almeno uno su cinque clienti ha trasferito le proprie attività in un’altra banca.

 

“Per far fronte a queste sfide – conclude il report – le banche private europee devono reimmaginare il rapporto tra clienti e tecnologia; riconfigurare il modello operativo; e iniettare uno scopo sociale nelle loro scelte commerciali. Anche se alcune di queste priorità strategiche non sono nuove e alcune banche private hanno fatto progressi su di esse, l’urgenza è stata accentuata a seguito della crisi”.

 

Livia Caivano
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