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Maccia: economia reale e criteri Esg per uscire dalla crisi

Maccia: economia reale e criteri Esg per uscire dalla crisi

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

26 Ottobre 2020
Tempo di lettura: 2 min
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  • Alla fine dei conti chi avrà saputo cogliere le opportunità puntando sull’innovazione vera e non di facciata, su tutti e tre gli ambiti Esg (non tralasciando la S), uscirà vincitore dalla crisi

  • La ripresa, molto probabilmente, assomiglierà a una K: e da questa ne usciranno i vinti e i vincitori

Molte tematiche precedenti (criteri Esg) alla prima ondata sono state rafforzate e alimentate da questa crisi. Nella fase pre-covid predominava il fattore E (ambiente). La pandemia ha invece amplificato il ruolo della S

Sempre più economia reale nei portafogli degli investitori. In questo periodo di forte incertezza nel pieno della seconda ondata della pandemia e con le elezioni americane alle porte i clienti hanno bisogno di essere seguiti ancora di più dal loro consulente bancario e di trovare anche nuove opportunità di investimento. E il tassello dell’economia reale può e deve essere preso in considerazione.

Manuela Maccia, direttore investimenti, offerta e advisory di Bnl-Bnp Paribas private banking e wealth management, ha infatti spiegato come per ottenere una gestione ottimale del portafoglio si devono capire le esigenze del cliente e destinare percentuali del patrimonio a investimenti con orizzonti temporali diversi. Quello nell’economia reale richiede sicuramente un arco temporale notevole che può variare dai 5 ai 10 anni, in base ai prodotti che si scelgono. Ma è proprio qui che si possono ottenere i maggiori rendimenti. “Si trovano opportunità di crescita se si guarda ad un investimento a lungo termine”, spiega Maccia. E dunque più si guarda nel lungo periodo più in questo segmento si potranno ottenere rendimenti maggiori. Da sottolineare come l’economia reale sta prendendo sempre più piede all’interno dei portafogli dei clienti perché questi “ricercano un senso nell’investimento, un impatto positivo, e questo modo di investire riesce a rispondere a questa esigenza”. Legato a questo mondo c’è un nuovo arrivato in casa BNL – BNP Paribas: un fondo di investimenti a lungo termine dedicato al settore del Made in Italy”. Hi Algebris Italia Eltif è conforme ai Pir alternativi previsti dal decreto Rilancio (art. 136 D.L. 19 maggio 2020 n. 34). E punta a creare valore focalizzandosi sulle mid e small-cap italiane, quotate o quotande, con una capitalizzazione inferiore ai 500 milioni di euro e su un orizzonte temporale medio-lungo (5 anni). L’investimento avverrà principalmente in sede di nuove emissioni (Ipo) e pre Ipo e tramite aumenti di capitale.

Questo genere di investimenti, si deve però accompagnare ad una gestione del portafoglio a 360°, basato su diversi orizzonti temporali e sui bisogni del cliente. E dunque Maccia spiega come nella logica del breve e medio termine ci sono tutti quegli investimenti facili da liquidare. Nel medio e lungo periodo si va invece a lavorare sulla componente dell’azionario. E infine nel lungo periodo ci sono tutti quegli investimenti che richiedono “pazienza” e tempo per vedere i risultati finali. A tutto questo si aggiunge come in questa fase complicata i consulenti finanziari stiano lavorando per “smussare la componente emotiva legate soprattutto ai picchi di volatilità, cercando di rendere l’investitore più disciplinato”, dichiara Maccia.

Nel portafoglio del cliente private non deve mancare la componente Esg e di investimentimenti sostenibile. “Quello che stiamo osservando che molte tematiche precedenti (criteri Esg) alla prima ondata sono state rafforzate e alimentate da questa crisi. Nella fase pre- Covid predominava il fattore E (ambiente). La pandemia ha invece amplificato il ruolo della S (questo racchiude anche tema della salute dei dipendenti di un’azienda)”. Ma non solo la pandemia ha cambiato le priorità ma sta avendo anche la capacità di invertire un paradigma che da anni la faceva da padrone: “noi abbiamo la convinzione che l’ambito extra finanziario sta diventando sempre più importante rispetto al lato finanziario”.

E dunque sta alle imprese e agli imprenditori a saper cogliere questo cambio e ad adattarlo alla propria realtà. E alla fine dei conti, specialmente in un momento difficile ed incerto come quello attuale, chi avrà saputo cogliere le opportunità di investimento puntando sull’innovazione vera e non di facciata, su tutti gli ambiti Esg (non tralasciando come molto spesso accade il fattore S), sull’economia circolare ed energia rinnovabile, sulla sostenibilità (inclusa la mobilità ecosostenibile), sulla digitalizzazione (smart working Iot, fibra, cyber security), sulla silver economy e salute, nel lungo periodo ne uscirà vincitore.

Anche perché la curva della ripresa molto probabilmente assomiglierà ad una K. E da questa ne usciranno i vinti e i vincitori.

Giorgia Pacione Di Bello
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