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Ispb: private banking in ripresa. Dividendi sono priorità

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Redazione We Wealth
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05 Febbraio 2021
Tempo di lettura: 2 min
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  • Divisione insurance in gran forma. Nel 2020 si sono raggiunti risultati molto positivi

  • Nel 2021, per il Gruppo Intesa Sanpaolo, includendo l’acquisizione di Ubi banca, ci si attende un utile netto superiore a 3,5 miliardi di euro

Il Gruppo Intesa Sanpaolo ha pubblicato i dati di fine anno. La divisione private banking è in ripresa, nonostante un anno, il 2020, poco brillante

La divisione private di Intesa Sanpaolo nel 2020 ha subito l’effetto negativo della pandemia. I proventi operativi netti sono infatti pari a 1.944 milioni, -1,4% rispetto a 1.971 milioni del 2019, pari a circa l’ 11% dei proventi operativi netti consolidati del Gruppo (11% anche nel 2019). I costi operativi pari a 604 milioni, registrano una flessione dell’1,6% rispetto ai 614 milioni dell’anno prima. In calo anche il risultato della gestione operativa pari a 1.340 milioni (-1,3% rispetto a 1.357 milioni del 2019). Nel 2020 il cost/income ratio è stato pari al 31,1% (nel 2019 era 31,2%). E infine, il risultato netto pari è stato pari a 873 milioni, -4,9% rispetto a 918 milioni dell’anno precedente.

Per quanto riguarda invece la divisione insurance l’anno scorso si sono raggiunti risultato molto positivi. I proventi operativi netti sono stati pari a 1.257 milioni, +3,4% rispetto a 1.216 milioni del 2019, il 7% dei proventi operativi netti consolidati del Gruppo. I costi operativi sono arrivati a 241 milioni, (+7,6%). E il cost/income ratio al 19,2% rispetto al 18,4% dell’anno precedente. infine, si è registrato un risultato netto pari a 686 milioni, +3,8% rispetto a 661 milioni del 2019. A confermare questi dati positivi c’è stato anche Carlo Messina, consigliere delegato e Ceo di Intesa Sanpaolo: “nel 2020 abbiamo ottenuto il miglior risultato di sempre nel settore assicurativo, con i ricavi dal ramo danni non motorin crescita a 500 milioni. Le commissioni hanno mostrato una significativa ripresa nel secondo semestre e in particolare nell’ultimo trimestre del 2020. Il margine di interesse è tornato a crescere annualmente dopo 5 anni consecutivi di calo. I costi nel 2020 segnano una riduzione del 3%. L’efficienza operativa è particolarmente elevata con un cost/incomedel 52%”.

Tornando al lato private, se ci si focalizza sulla nel quarto trimestre del 2020 si nota come il Gruppo abbia registrato dei dati in ripresa. E dunque, i proventi netti si attestano a 509 milioni, +6,2% rispetto a 479 milioni del terzo trimestre. I costi operativi per 162 milioni, salgono del 6,8% rispetto a 151 milioni del terzo trimestre 2020 e la gestione operativa pari a 348 milioni, +6% rispetto al terzo trimestre. Il cost/income ratio pari 31,7% (contro il 31,6% trimestre passato). E infine il risultato netto è stato pari a 230 milioni (+6,5%).

“Affrontiamo le prossime sfide forti del nostro modello di wealth management and protecion companygrazie agli oltre 1.200 miliardi che gli italiani ci affidano. Abbiamo capacità distintive nella gestione proattiva del credito, cui si accompagnano partnershipstrategiche con operatori industriali leaderdel settore. La nostra offerta digitale ha raggiunto i ragguardevoli numeri di oltre 12 milioni di clienti multicanale e oltre 7 milioni di clienti che utilizzano le nostre app”, spiega Messina.

Il futuro del Gruppo

Nel 2021, per il Gruppo Intesa Sanpaolo, includendo l’acquisizione di Ubi banca, ci si attende un utile netto superiore a 3,5 miliardi di euro, con un costo del rischio inferiore a 70 centesimi di punto. Per quanto riguarda la politica dei dividendi della società, oltre ai 694 milioni di dividendi cash per il 2020 da distribuire il prossimo maggio, in linea con il piano di impresa 2018- 2021 si prevede una distribuzione cash da riserve, possibilmente entro la fine del 2021, che aggiungendosi ai predetti dividendi porti al pagamento di un ammontare complessivo corrispondente a un payout ratio pari al 75% dei 3.505 milioni di euro di utile netto rettificato.

Sulla base dell’attuale stato di avanzamento del processo di integrazione di Ubi banca, si legge dalla nota della società, si stimano sinergie in aumento di oltre 1.000 milioni di euro, a regime nel 2024 e a oltre l’80% nel 2023, dai circa 700 milioni attesi al momento dell’offerta pubblica di acquisto e scambio, di cui per i costi a oltre 700 milioni da circa 550 milioni e per i ricavi a oltre 300 milioni da circa 150 milioni

Azionisti

“Grazie a questi tratti che ci contraddistinguono, la remunerazione dei nostri azionisti resta una priorità: nel mese di maggio intendiamo distribuire 700 milioni di dividendi in contanti, il quantitativo massimo stabilito dal Supervisore; una volta superate le restrizioni delle Bce chiederemo l’autorizzazione a distribuire in contanti – dalle riserve – la parte restante del payout ratioprevisto, pari complessivamente al 75% di 3,5 miliardi di utile netto normalizzato 2020. Confermiamo l’impegno a erogare dividendi per un pay out ratiodel 70% rispetto all’utile netto 2021, parzialmente attraverso un interim dividendnel corso di quest’anno, soggetto all’approvazione della modifica statutaria da parte della Bce e dell’assemblea straordinaria” conclude Messina.

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