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Il private banking vuole la Silicon Valley

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Redazione We Wealth
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11 Marzo 2020
Tempo di lettura: 2 min
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  • I colossi del private banking vengono però percepiti come vecchi e appartenenti ad un mondo del passato dagli imprenditori della Silicon Valley

  • Per cercare di approcciarli diverse banche hanno attuato diversi tentativi. Il capire la cultura del luogo e il modo di pensare risulta però essere sempre l’aspetto più importante

I grandi colossi del private banking hanno iniziato a guardare alla Silicon Valley. E questo perché in quest’area si sta sviluppando un grande quantitativo di denaro, grazie alla presenza dei colossi del Web

I colossi del private banking cercano nuovi clienti, e lo fanno nella Silicon Valley. E dunque parliamo di Citigroup, Morgan Stanley, Deutsche Bank, JP Morgan e Bank of America stanno sviluppando sempre di più sedi in California. Società che stanno crescendo in maniera importante in termini di risorse. Il motivo di questa mossa è che gli Hnwi di New York sono già stati tutti reclutati e assegnati. Nella Silicon Valley, sede delle società più innovative del Paese e del mondo. A queste sono a capo soggetti che negli anni hanno messo da parte un’importante quantità di soldi e risorse. E dunque sono proprio da questi che le grandi banche private vogliono farsi notare. E dunque stabilire una sede nei pressi dei colossi del Web è la soluzione migliore e più immeditata per farsi conoscere. Il problema è la reticenza.

Nella Silicon Valley si parla di società innovative e abituate a lavorare in modo agile e senza regole rigide come a Wall Street. E dunque questi colossi bancari vengono percepiti, soprattutto in California, come aziende vecchie e che appartengono al passato. E dunque lo scontro culturale tra gli imprenditori e i banchieri è inevitabile. In quest’area però c’è una grande quantità di opportunità, soprattutto perché ci sono potenziali clienti che non hanno sviluppato una relazione stabile con una banca. Secondo Bloomber l’ondata di nuovi soldi, derivanti dalla continua innovazione, ha dunque reso l’area come uno dei mercati più succulenti per il comparto private di qualsiasi banca. “Chiunque sia nel business sa che è qui che viene creata la ricchezza” spiega Christie Leong, responsabile della divisione della gestione patrimoniale della California del nord di JP Morgan.

L’importanza di questa area si può capire dalla storia di Iconiq Capital. Questa è stata avviata dall’ex banchiere di Goldman Sachs, Divesh Makan. Uno dei primi clienti era stato proprio Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook, e ancheJack Dorsey, fondatore di Twitter. A partire da luglio la società ha gestito beni per cica 14 miliardi di dollari e ha fornito consulenza per 18,8 miliardi.

Ma come fare per i colossi bancari a farsi apprezzare dagli imprenditori digitali?

I consulenti oltre che essere giovani devono anche capire e immergersi nella cultura della Silicon Valley. Alcuni consulenti di JP Morgan, per farsi conoscere, hanno iniziato a fare cene con i dipendenti delle società tecnologiche di tutti i livelli. E questo perché al momento questi soggetti sono dipendenti di una società Web, ma nel prossimo futuro potrebbero fondare una loro start-up. Oltre ad esporsi è importante costruirsi un network. Il passa parola diventa dunque fondamentale. Se infatti uno dei big del Web ha dei soldi gestiti i una determinata banca è molto più semplice che altri si avvicinino al colosso bancario, anche se percepito come “vecchio”.

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