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Il private banking tende la mano ai fondi di investimento alternativi

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

04 Settembre 2019
Tempo di lettura: 2 min
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  • I clienti private possono dare un forte aiuto nello sviluppare i fondi di investimento alternativi. Ma c’è bisogno di conoscenza

  • E i fondi di investimento alternativi non sono infatti adatti a tutti i clienti private dato che richiedono un’alta cultura finanziaria oppure il supporto di una consulenza finanziaria sviluppata

Fondi di investimento alternativi e private banking, il binomio vincente. Secondo l’ultima evidenza dell’Associazione italiana del private banking, gli investimenti in private equity sono aumentati da 920 milioni di euro (2017) a 2.730 milioni di euro nel 2018

I fondi di investimento alternativi piacciono sempre di più ai clienti private. In un momento di mercato favorevole per i fondi di investimento alternativi cresce l’ammontare degli investitori individuali che hanno destinato sempre più agli asset class illiquidi. Secondo l’ultima evidenza dell’Associazione italiana del private banking  gli investimenti in private equity sono aumentati da 920 milioni di euro (2017) a 2.730 milioni di euro nel 2018.

Secondo Antonella Massari (Aipb) i clienti del private banking rappresentano un mercato di riferimento adatto ai fondi alternativi di investimento “dato che possiedono portafogli medio grandi ampiamente diversificati e mostrano un profilo di rischio prevalentemente dinamico”. Secondo la Massari i clienti private sono anche ben predisposti a valutare le opportunità di investimento diretto in economia reale e in attività produttive. Inoltre, il segretario generale dell’Aipb, ha sottolineato come “il peso degli investimenti alternativi può aumentare data la presenza ancora limitata di tali prodotti nei portafogli private (0,5%) e una disponibilità in crescita a conservare gli attivi per lunghi periodi (52% nel 2019 vs 36% nel 2018)”.

I fondi di investimento alternativi non sono però adatti a tutti, dato che richiedono un’alta cultura finanziaria oppure il supporto di una consulenza finanziaria sviluppata. E questo aspetto è molto importante perché la metà dei clienti private valuta la propria cultura finanziaria insufficiente e ritiene che il supporto del banker sia fondamentale. Non tutto è perduto perché il lavoro dei consulenti ha dato i suoi risultati. Tra il 2018 e il 2019 Aipb rileva una crescita significativa del numero di clienti che si dichiara disponibile a conservare gli attivi per lunghi periodi per ottenere rendimento soddisfacenti senza dover assumere quote ulteriori di rischio. “L’auspicio – suggerisce la Massari– è che attraverso una migliore conoscenza delle opportunità offerte dagli investimenti illiquidi, la percentuale di clientela disponibile ad investire una parte del proprio patrimonio nel lungo periodo cresca ulteriormente in futuro”. E dunque lo scenario sui fondi di investimento alternativi è positivo. I tempi sono maturi per un coinvolgimento armonico di tutti gli stakeholder a favore della crescita degli investimenti privati nello sviluppo dell’economia reale – sottolinea Massari– Se le Istituzioni non solo ammettono, bensì vedono con favore gli investimenti della clientela del private banking in economia reale, possono intervenire per semplificare i processi distributivi”.

 

Giorgia Pacione Di Bello
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