PREVIOUS ARTICLE NEXT ARTICLE

Il futuro del private banking è la sostenibilità

Il futuro del private banking è la sostenibilità

Salva
Salva
Condividi
Francesca Conti
Francesca Conti

20 Novembre 2019
Tempo di lettura: 3 min
Tempo di lettura: 3 min
Salva
  • La clientela private è in grado di esprimere una ‘potenzia finanziaria’ di grande rilievo: condizione essenziale per fornire slancio al segmento degli investimenti sostenibili

  • Al termine del 2018, gli investimenti sostenibili a livello globale erano pari al 39% sul totale degli investimenti complessivi

  • Per gli operatori finanziari sarà rilevante dotarsi di ‘patenti Esg’, per distinguere tra operatori che integrano totalmente i concetti di sostenibilità e operatori che li utilizzano unicamente come leva di marketing

Il mondo del private banking e quello degli investimenti sostenibili sono destinati a un legame sempre più stretto. Il report annuale dell’Osservatorio Private Banking 2019 di Banca Generali Private e Liuc

Il private banking non può più sfuggire all’onda della sostenibilità. Anzi, private banking e investimenti sostenibili possono dialogare in modo proficuo e utile, generando un impatto positivo per operatori finanziari, clientela private e mondo circostante. Ne sono convinti gli autori della quarta edizione del report annuale dell’Osservatorio Private Banking 2019 di Banca Generali Private e Liuc.

Secondo i ricercatori, il rapporto tra sostenibilità e private banking è destinato a essere sempre più complementare. Perché? Da un lato, spiegano gli autori dello studio, la clientela private è in grado di esprimere una ‘potenzia finanziaria’ di grande rilievo e questa è una condizione essenziale per fornire ulteriore slancio al segmento degli investimenti sostenibili.

Dall’altro – anche trascurando i numerosi studi che dimostrano come i rendimenti di tale categoria di investimenti non siano in alcun modo pregiudicati dalla volontà di ‘essere sostenibili’ – è da confermare come essi, prevedendo un profilo di rischio basso di default, siano perfettamente in linea e coerenti con la strategia tipica di costruzione di un portafoglio private, che pone all’apice degli obiettivi la conservazione e la protezione del patrimonio del cliente.

“Il potenziale finanziario della clientela private offre un ulteriore slancio al segmento degli investimenti sostenibili. Prevedendo un profilo di rischio contenuto, gli investimenti sostenibili risultano in linea con la strategia dominante nella costruzione di un portafoglio private, ovvero la conservazione e protezione del patrimonio”, spiega Anna Gervasoni, ordinario alla Liuc di Economia e gestione delle imprese, presidente del comitato scientifico Osservatorio private banking, nonché direttore generale dell’Aifi, l’associazione italiana dei fondi di private equity e venture capital.

“Per operatori finanziari, clientela e istituzioni – aggiunge – l’abbinamento tra finanza, etica e sostenibilità non rappresenta ormai più una ‘moda’ ma un fattore fondamentale e una condizione abilitante. La clientela private non chiede un semplice prodotto Esg, ma un più generale approccio sostenibile e una strategia di investimento Esg”. Secondo Gervasoni, “è stato anche sfatato il falso mito che vedeva gli investimenti responsabili quali ‘detrattori’ di performance. Anzi esiste a livello empirico una correlazione tra pratiche aziendali virtuose e rendimento del titolo sul mercato”.

Le fa eco il vicedirettore generale di Banca Generali, Andrea Ragaini: “I rendimenti generati dagli investimenti Esg sono solitamente più elevati. Il cliente private può investire senza rinunciare al rendimento”. Per Ragaini, inoltre, “investire in modo Esg fa bene al pianeta e genera rischi inferiori rispetto agli investimenti tradizionali. Perché? Se una società viene valutata coi filtri Esg, vengono intercettati rischi che l’analisi solo finanziaria si lascia sfuggire”.

“Molti gestori si stanno già attrezzando e impegnando sul fronte della sostenibilità, per consentire agli investitori il perseguimento di un ritorno finanziario soddisfacente, nel rispetto della qualità dell’ambiente e della società nel suo insieme”, sottolinea Gervasoni. “Esg fa bene al pianeta, porta  rendimento al cliente e riduce il rischio”, commenta ancora Ragaini.

Essere sostenibili per il private banking è sempre più una scelta obbligata. Questo considerando soprattutto che si amplia, anno dopo anno, la platea dei risparmiatori che guardano con interesse agli investimenti sostenibili. Al termine del 2018, gli investimenti sostenibili a livello globale erano giunti già al 39% sul totale degli investimenti complessivi.

Per i protagonisti del private banking si aprono quindi nuove e significative sfide. Per gli operatori finanziari sarà sempre più rilevante dotarsi di vere e proprie ‘patenti Esg’, che effettuino una sostanziale distinzione tra operatori che integrano totalmente i concetti di sostenibilità al proprio interno e nei prodotti proposti ed operatori che utilizzano il tema della sostenibilità unicamente come leva di marketing.

L’ultima sfida, infine, è quella di ridurre sempre più la componente di investimenti Sri classificati semplicemente con screening negativo (a oggi preponderanti in Europa e, in particolare, in Italia), andando a incrementare sempre più le altre categorie, nelle quali la rilevanza e la piena aderenza ai criteri Esg costituisce l’elemento distintivo della strategia di investimento.

 

Francesca Conti
Francesca Conti
Condividi l'articolo
LEGGI ALTRI ARTICOLI SU: Private Banking Esg Banca Generali
ALTRI ARTICOLI SU "Private Banking"
ALTRI ARTICOLI SU "Esg"
ALTRI ARTICOLI SU "Banca Generali"