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Generfid, il trend delle operazioni straordinarie nel dopo covid

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Livia Caivano
Livia Caivano

29 Giugno 2020
Tempo di lettura: 2 min
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  • “Quello che è emerso da questo importante test è che abbiamo una capacità – superiore alle nostre attese – di gestire le nostre attività anche da remoto”

  • “Abbiamo notato che tutto il mondo delle operazioni straordinarie ha avuto due mesi di pausa: acquisizioni, cessioni, fusioni”

  • “Però immediatamente riaperte le attività e i movimenti tra regioni, molte di queste transazioni sono ripartite e anzi ora siamo sollecitati su più fronti”

Le società fiduciarie del nord Italia hanno visto sospendere i propri lavori quasi del tutto a causa dell’epidemia sanitaria. Ma secondo Nicola Pegoraro, consigliere delegato di Generfid, la ripresa delle operazioni straordinarie segna ora un nuovo trend

Come ha impattato l’epidemia covid sull’industria delle società fiduciarie? In maniera importante, specie su chi è operativo in Lombardia, la regione italiana che ha registrato il maggior numero di casi. Il che vuol dire per quasi la metà dei casi. Il 45% delle 275 società fiduciarie autorizzate in Italia è infatti registrato nella regione – e così Generfid, la fiduciaria di Banca Generali.

“Quello che è emerso da questo importante test è che abbiamo una capacità – superiore alle nostre attese – di gestire le nostre attività anche da remoto”, precisa Nicola Pegoraro, consigliere delegato della fiduciaria del Banco Generali, Generfid. “Con una presenza fisica ridotta al minimo indispensabile, abbiamo potuto verificare che, anche grazie a una tecnologia d’avanguardia, non abbiamo dovuto interrompere nessun servizio: né l’esecuzione degli ordini dei nostri clienti, né l’apertura di nuovi mandati, né le transazioni più complesse”. La tecnologia è stata d’aiuto alla società ma anche ai clienti: anche i più restii all’uso dei nuovi strumenti. “Noi operiamo con clientela facoltosa, da private in su, e la propensione all’utilizzo della tecnologia c’è, e forte. Il gruppo Banca Generali è all’avanguardia sul fronte della condivisione delle operazioni in digitale  tra consulenti e clienti: una volta che i clienti si abituano è difficile che tornino indietro. C’è una curva di apprendimento molto veloce e le cose si muovono a un ritmo notevole, la gente vuole sempre più velocità, precisione. E’ stata una spinta alla digitalizzazione di tante operazioni che avevano ancora una veste antica”. Se una battuta d’arresto c’è stata, non è stato quindi per colpa della tecnologia che, anzi, come in molti settori, ha sostenuto con forza le attività quotidiane. “Abbiamo notato che tutto il mondo delle operazioni straordinarie ha avuto due mesi di pausa: acquisizioni, cessioni, fusioni… tutte transazioni in cui Generfid è molto attiva come service provider”. Il motivo, come spesso è accaduto durante l’emergenza covid, è stato soprattutto logistico. “Per gli acquirenti è stato difficilissimo organizzare riunioni anche fondamentali ai fini delle trattative. Però – prosegue Pegoraro – immediatamente riaperte le attività e i movimenti tra regioni, molte di queste transazioni sono ripartite e anzi ora siamo sollecitati su più fronti. Ci viene chiesto di chiudere le operazioni in tempi brevissimi per compensare i ritardi. Pensiamo a chi nei primissimi mesi dell’anno aveva sottoscritto opzioni per acquisizioni, da esercitare entro il 30 giugno: ha perso due mesi”.

 

Nicola Pegoraro - consigliere delegato Generfid

Guardando al 2021

E’ presto per avere un quadro chiaro dei cambiamenti significativi sul fronte finanziario. Prosegue il consigliere delegato: “L’incertezza sarà un fattore determinante nei prossimi mesi e tenderà a favorire player evoluti che offrono una consulenza e un’attenzione al cliente elevata. Potrebbe essere difficile per il cliente meno seguito, che in questa situazione (passata, presente e futura) si trova un po’ spaesato”. Il trend più forte oggi? “Le transazioni straordinarie. Ne abbiamo fatte moltissime nel 2019, specie nell’ultimo trimestre: servizi di escrow e garanzia, operazioni complesse in cui si gestiscono diritti di soci, la diversificazione del rischio paese , che per noi significa la gestione del consolidamento patrimoniale e della fiscalità – per una clientela sofisticata che utilizza più intermediari e con capitali in Italia e all’estero, in particolare il consolidamento patrimoniale e fiscale, oltre alla fondamentale  funzione di sostituto di imposta”.

 

Livia Caivano
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