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Fideuram, utile a 906 milioni di euro

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

07 Febbraio 2020
Tempo di lettura: 2 min
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  • Al 31 dicembre il numero complessivo dei private banker risultava essere pari a 5.834 unità, con un portafoglio medio pari a circa 42 milioni

  • Paolo Molesini, Amministratore delegato e direttore generale di Fideuram, Intesa Sanpaolo private banking annuncia che lascerà la guida operativa della divisione private. “Darò ancora il mio contributo, in un ruolo maggiormente istituzionale, con un’attenzione particolare rivolta all’importante segmento di clientela Hnwi”

Fideuram Intesa Sanpaolo private banking continua la sua crescita, chiudendo l’anno con un utile netto in crescita del 9% rispetto al 2018

Utile netto pari a 906 milioni di euro in crescita del 9% rispetto all’anno precedente. Fideuram Intesa Sanpaolo private banking non delude le aspettative e chiude il 2019 migliorandosi ancora. Le masse amministrate hanno raggiunto i 242,7 miliardi di euro (+14%), grazie ad una raccolta netta di 10,9 miliardi di euro (+7%).  La raccolta netta di risparmio gestito si ferma a 4,6 miliardi di euro, crescendo del 28% rispetto ai 3,6 miliardi del 2018. “Nel corso del 2019 abbiamo ottenuto i migliori risultati mai conseguiti da Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking: un utile netto di 906 milioni ed un totale di masse amministrate pari a 242,7 miliardi che, insieme ad una raccolta netta di 10,9 miliardi, confermano l’eccellente qualità del lavoro svolto ogni giorno da private banker, manager, personale di sede e delle società controllate” dichiara Paolo Molesini, Amministratore delegato e direttore generale di Fideuram, Intesa Sanpaolo private banking

Al 31 dicembre il numero complessivo dei private banker risultava essere pari a 5.834 unità, con un portafoglio medio pari a circa 42 milioni (in crescita rispetto a 36 milioni di inizio anno). “Continueremo ad investire nella selezione e nella formazione delle nostre reti – Fideuram, Sanpaolo Invest e Intesa Sanpaolo Private Banking – poiché crediamo che sia indispensabile puntare sul costante miglioramento delle competenze, sulla professionalità e sull’innovazione, per anticipare i bisogni e analizzare a fondo le necessità finanziarie e patrimoniali della clientela” continua Molesini.

Analizzando il conto economico si nota come nel 2019 le commissioni nette sono risultate essere pari a 1.747 milioni di euro (+3%). Le commissioni nette ricorrenti, componente predominante (circa 92%) del margine commissionale, sono risultate pari a 1.606 milioni, rimanendo invariate rispetto all’esercizio 2018.

Il margine di interesse, pari a 177 milioni di euro, ha registrato un incremento del 14% rispetto allo scorso anno (155 milioni) grazie alla crescita dei volumi medi investiti sui portafogli proprietari e al ribilanciamento delle scadenze sui depositi di tesoreria.

I costi operativi netti, pari a 609 milioni, sono aumentati del 3% rispetto al 2018 (593 milioni). Nel dettaglio si nota come ci sia stata una spesa maggiore  del 2% per quanto riguarda il personale, pari a 356 milioni. In leggero aumento anche quelle relative ai costi amministrativi (+1%). E infine le rettifiche di valore netto sulle attività materiali e immateriali (55 milioni) hanno segnato un incremento di otto milioni principalmente legato a maggiori costi di locazione immobiliare, ammortizzati ai sensi del principio contabile IFRS16. Il cost/income ratio migliora nel 2019 risultando pari al 31%, rispetto al 32% del 2018.

I risultati del 2019 segnano la fine di Molesini alla guida operativa della divisione private, dopo cinque anni durante i quali ho lavorato con un gruppo di professionisti di livello eccellente. Insieme abbiamo costruito la prima private bank in Italia, rispondendo alle esigenze della clientela più sofisticata ed indirizzando la società su un sentiero di sviluppo che ha visto crescere significativamente il totale delle masse amministrate, da 178,8 miliardi di euro e l’utile, da 582 milioni di euro, di fine 2014. Ringrazio ciascuno dei colleghi e colleghe che hanno contribuito a superare, con grande entusiasmo, le numerose sfide di questi anni. Darò ancora il mio contributo, in un ruolo maggiormente istituzionale, con un’attenzione particolare rivolta all’importante segmento di clientela Hnwi”.

Giorgia Pacione Di Bello
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