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Fideuram private banking, un inizio anno da record

13 Maggio 2019 · Giorgia Pacione Di Bello · 2 min

  • Fideuram sbaraglia la concorrenza con un inizio anno da record. Le masse gestite e il patrimonio netto risultano essere nettamente superiori rispetto ai competitors

  • Il numero di private banker è di 5.924 con un portafoglio medio di circa 38 milioni di euro

I primi mesi dell’anno hanno fatto registrare un +5% delle masse gestite rispetto a fine 2018 e un +4% se si confronta il dato del 31 marzo 2019 con l’anno scorso

Fideuram da record. Il totale delle masse amministrate al 31 marzo 2019 sono state pari a 223,7 miliardi di euro. Dato che registra un +5%, rispetto al 31 dicembre 2018, quando ci si era fermati a 213,1 miliardi di euro. E un +4% rispetto al 31 marzo 2018 (216 miliardi di euro). La crescita delle masse è da attribuire alle performance del mercato che hanno inciso positivamente sui patrimoni per 9,6 miliardi di euro. L’utile netto consolidato si ferma a 229 milioni di euro (in flessione del 4% rispetto al 2018). Nonostante ciò Fideuram sbaraglia la concorrenza in questo primo trimestre dell’anno.

Andando avanti nell’analisi dei conti si può notare come il numero complessivo dei private banker risulta essere pari a 5.924, con un portafoglio medio pro-capite pari a circa 38 milioni di euro.

 

Conto economico

Nel primo trimestre dell’esercizio in corso, le commissioni nette sono di 427 milioni di euro (in contrazione del 2% rispetto al 2018). Le commissioni nette ricorrenti (oltre 92%) sono risultate pari a 394 milioni di euro in lieve diminuzione (-3%) rispetto ai primi tre mesi del 2018 (407 milioni di euro). “Questo andamento riflette il parziale riposizionamento dei risparmi della clientela su prodotti più conservativi (product mix) e, in misura minore, una lieve riduzione delle masse medie di risparmio gestito (-1%) rispetto al primo trimestre 2018” specifica Fideuram private banking.

Nel primo trimestre 2019, così come nel primo del 2018, il margine commissionale non ha beneficiato di alcun contributo significativo riveniente da commissioni di performance.
Il margine di interesse è stato pari a un milione di euro ed ha evidenziato un incremento del 14%, rispetto al primo trimestre dello scorso anno (36 milioni di euro) grazie soprattutto alla crescita dei volumi medi investiti.

Le spese di funzionamento sono invece essere pari a 146 milioni di euro (in aumento di cinque milioni di euro rispetto all’anno scorso).
Il Cost/Income ratio è risultato infine essere pari a 30% (28% nel primo trimestre dello scorso esercizio), rimanendo su livelli di assoluta eccellenza.

Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello
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