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Fideuram, utile netto in flessione del 4%

Fideuram, utile netto in flessione del 4%

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

14 Febbraio 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • Profitti in calo del 4% rispetto al 2017. Al 31 dicembre il gruppo ha realizzato un utile netto di 834 milioni di euro contro gli 871 milioni del 2017

  • Per 2019 le sfide sono ancora molte. Tra queste troviamo il rafforzamento della rete dei banker e la crescita all’estero

Il gruppo Fideuram-Intesa Sanpaolo Private Banking chiude il 2018 con 213,1 miliardi di euro di masse gestite, in contrazione del 2% rispetto al 2017. Performance che non ha però scalfito le prime posizioni del gruppo: rispetto ai competitor, infatti, la società è prima nel 2018 come raccolta e risparmio gestito

L’utile del gruppo Fideuram-Intesa Private Banking è in calo del 4% rispetto al 2017. Il 2018 si è dunque chiuso con un profitti netti pari a 834 milioni di euro (871 milioni nel 2017). In contrazione anchele masse gestite che al 31 dicembre 2018 risultavano essere pari a 213,1 miliardi di euro (-2% rispetto all’anno precedente). Il risultato negativo, secondo il gruppo è da ricondurre “alla performance negativa dei mercati finanziari, che ha inciso in misura sfavorevole sui patrimoni per circa € 13,7 miliardi”.

Paolo Molesini, amministratore delegato e direttore generale di Fideuram-Intesa Sanpaolo Private Banking sottolinea infatti come “i risultati raggiunti nel 2018, un anno particolarmente complesso in cui i mercati hanno registrato performance negative in quasi ogni comparto, sono in linea con quelli del bilancio precedente: l’utile lordo di circa 1,3 miliardi e la raccolta netta superiore ai 10 miliardi confermano la validità del nostro modello di servizio”.

Sulla scia del segno meno anchele attività commerciali per il 2018. Stando ai dati pubblicati le reti distributive hanno infatti conseguito una raccolta netta di € 10,2 miliardi (€ 12,2 miliardi nel 2017). L’analisi per aggregati mostra come la raccolta netta di risparmio gestito si è attestata a € 3,6 miliardi (€ 11,6 miliardi nel 2017) mentre quella di risparmio amministrato è risultata pari a € 6,6 miliardi (€ 0,6 miliardi nel 2017), riflettendo un orientamento più conservativo dei flussi di risparmio legato alla congiuntura di mercato.

Numeri positivi invece per i banker. Al 31 dicembre 2018 il numero complessivo dei private banker, delle reti, risultava pari a 5.995 (5.990 ad inizio anno), con un portafoglio medio pro-capite pari a circa € 36 milioni.

Fabio Cubelli, condirettore generale area di coordinamento affari Fideuram spiega inoltre come  anche il 2019 sarà all’insegna del rafforzamento del team. “Un’attività particolarmente complessa che richiede un impegno costante, sempre attento allo sviluppo professionale. In linea con il posizionamento complessivo delle nostre reti, il target principale è rappresentato dai private banker di alto standing con portafogli di clientela molto consistenti. Una fonte importante di reclutamento sono anche i giovani consulenti, grazie a un progetto specifico dedicato alla “next generation” .

Le sfide del 2019 per Fideuram

Gli obiettivi per l’anno appena iniziato sono diverse. Tra queste troviamo lo sviluppo di un hub svizzero, il rafforzamento delle reti in sud America e in medio oriente. Il continuo recruiting di professionisti in Italia per far fronte al ricambio generazionale e la creazione di un campus Fideuram in partnership con l’Università Cattolica per la formazione dei consulenti finanziari.

Giorgia Pacione Di Bello
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