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Fideuram – Intesa Sanpaolo: utile da record

06 Agosto 2019 · Giorgia Pacione Di Bello · 2 min

  • Utile semestrale: Fideuram – Intesa Sanpaolo private banking batte a mani basse Mediolanum, Banca Generali, Fineco Bank, Azimut e IW Bank

  • Dati postivi e in crescita anche per quanto riguarda le masse amministrate che sono in aumento dell’8% rispetto al 31 dicembre 2018

La semestrale di Fideuram – Intesa Sanpaolo private banking ha registrato il miglior utile semestrale di sempre arrivando a 456 milioni di euro

La semestrale di Fideuram- Intesa Sanpaolo private banking decolla. Il gruppo ha infatti chiuso i dati al 30 giugno 2019 con il miglior utile di sempre (456 milioni di euro rispetto ai 454 milioni dei sei mesi precedenti del 2018). “In questa prima metà dell’anno siamo cresciuti a ritmi sostenuti, raggiungendo nuovi e straordinari livelli di performance: il notevole incremento delle masse amministrate e il nostro miglior utile netto semestrale di sempre certificano come la nostra società stia continuando il suo percorso di crescita con determinazione, persistenza e lungimiranza” dichiara Paolo Molesini, Amministratore delegato e direttore generale di Fideuram – Intesa Sanpaolo private banking. Questo risultato ha consolidato il divario del Gruppo con i competitor. Mediolanum ha infatti registrato utile pari a 171,3 milioni di euro, Banca Generali 132,8 milioni, Fineco Bank 137,3 milioni, Azimut 171 milioni e IW Bank 5,1 milioni.

Dati in crescita anche per quanto riguarda le masse amministrate pari a 229,2 miliardi (+8% rispetto al 31 dicembre 2018, 213,1 miliardi) e +5% rispetto al 30 giugno 2018 (217,9 miliardi). L’evoluzione positiva delle masse, secondo il Gruppo, è attribuibile sia alle performance del mercato (che ha inciso sui patrimoni positivamente per 11,6 miliardi) sia alla raccolta netta per oltre 4,5 miliardi. Per quanto riguarda  il risparmio gestito, questo è risultato essere pari a 156,9 miliardi (+7%).

Spostando l’attenzione al conto economico, si evidenzia come nel primo semestre dell’esercizio le commissioni nette sono risultate pari a 843 milioni (- 1%) rispetto al saldo di 855 milioni registrato nel primo semestre 2018. Le commissioni nette ricorrenti, componente predominante (oltre 93%) del margine commissionale, sono risultate pari a 788 milioni, in lieve diminuzione (3%) rispetto ai primi sei mesi del 2018 ( 809 milioni).

Questo andamento riflette “il parziale riposizionamento dei risparmi della clientela (variazione nell’asset allocation) a fronte di masse medie di risparmio gestito (153,2 miliardi) rimaste sostanzialmente invariate rispetto al primo semestre dello scorso esercizio” specifica il Gruppo.
I costi operativi netti, sono aumentati del 4% arrivando a 289 milioni.

Infine, al 30 giugno il numero complessivo di private banker delle reti risultava essere pari a 5.942 con un portafoglio medio pro-capite pari a circa 39 milioni.

Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello
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