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Federici (Ubs): il 66% degli investitori italiani è ottimista

Federici (Ubs): il 66% degli investitori italiani è ottimista

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

22 Luglio 2020
Tempo di lettura: 2 min
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  • Il 73% degli intervistati ha risposto di essere ottimista per quanto riguarda le prospettive economiche del proprio paese sul breve termine

  • Le opportunità per gli investitori facoltosi italiani ci sono e per questi si troveranno: negli Usa (67%), in Europa (66%) e nei mercati emergenti (66%)

Secondo l’Investor sentiment pubblicato da Ubs il 66% degli investitori ha dichiarato di essere ottimista per quanto riguarda lo scenario dell’economia globale nel breve termine (prossimi 12 mesi)

“Nonostante il periodo di incertezza dovuto sia dal post Covid-19 che dalle elezioni americane, dall’Investor sentiment di questo secondo trimestre emerge un ottimismo in crescita da parte degli investitori del nostro paese, sia nel breve che nel lungo periodo. Infatti, il 66% degli investitori italiani si dichiara ottimista rispetto allo scenario economico globale nel breve termine e addirittura l’85% vede in maniera positiva il futuro economico dell’Italia sul lungo periodo, nei prossimi 10 anni”, così Paolo Federici, Market head di Ubs global management Italia commenta l’Investor sentiment pubblicato da Ubs.

L’indagine sottolinea dunque come nel secondo trimestre del 2020 l’ottimismo degli investitori è aumentato sia nel breve che nel lungo periodo.  Il 66% ha infatti dichiarato di essere ottimista per quanto riguarda lo scenario dell’economia globale nel breve termine (prossimi 12 mesi). Nel periodo precedente (primo trimestre 2020), la percentuale era del 49%. Il 73% ha invece risposto di essere ottimista per quanto riguarda le prospettive economiche del proprio paese sul breve termine (12 mesi) e ben l’85% è positivo rispetto all’outlook sul lungo periodo (prossimi 10 anni). Ma non solo perché il 63% degli italiani intervistati ha anche dichiarato di essere ottimista sui titoli azionari della propria regione nei prossimi sei mesi, con un aumento del 13% rispetto al trimestre precedente. E il 50% che non apporterà modifiche al proprio portafoglio. Per quanto riguarda il verde solo il 37% degli intervistati dichiara come sia necessario focalizzarsi sulla green economy per trainare la ripresa dell’economia nel post Covid-19 (rispetto a ben il 59% degli asiatici e una media europea del 47%). Le opportunità per gli investitori facoltosi italiani ci sono e si troveranno: negli Usa (67%), in Europa (66%) e nei mercati emergenti (66%).

Inoltre le elezioni americane non sono un tema che gli intervistati sottovalutano. Il 70% ha infatti dichiarato di essere molto interessato all’esito delle elezioni. Sul vincitore finale ci sono invece dei forti dubbi. Il 49% pensa Joe Biden, mentre  il 51% scommette invece su Donald Trump. Oltre all’esito però il 62% dichiara di voler allineare il proprio portafoglio in base a chi vincerà le presidenziali americane.

Stessa idea si può riscontrare per quanto riguarda gli investitori facoltosi e degli imprenditori a livello globale. Questi hanno infatti dichiarato di voler allineare i propri portafogli a seconda di chi vincerà le elezioni presidenziali Usa. Secondo lo studio, che ha coinvolto più di 4.000 investitori facoltosi e imprenditori in 14 mercati a livello globale tra la fine di giugno e l’inizio di luglio, l’ottimismo riguardante l’economia e i mercati finanziari è cresciuto, rispetto al trimestre precedente, con un indebolimento degli effetti negativi del Covid-19:

  •  Il 46% ha dichiarato di essere ottimista rispetto all’economia globale nei prossimi dodici mesi, in aumento dal 40% del trimestre precedente;
  •  Il 38% è pessimista, rispetto al 45% del primo trimestre
  •  Il 52% ha dichiarato di essere ottimista sull’economia della propria regione nei prossimi dodici mesi, in aumento dal 46%
  •  Il 53% ha dichiarato di essere ottimista sui titoli azionari nella propria regione nei prossimi sei mesi, con un aumento dal 45%

Oltre le preoccupazioni in merito alle elezioni americane per gli investitori la pandemia rimane un pensiero fisso. “Il Covid-19 rimane la principale preoccupazione degli investitori a livello globale; eppure, vi è una notevole divergenza a seconda delle regioni su cosa occorra concentrarsi nei piani post-ripresa. Se molti asiatici ed europei vedono l’opportunità di una ripresa “green”, gli investitori statunitensi ritengono più importante una ripresa economica tradizionale”, dichiara Paula Polito, Vicepresidente di divisione presso Ubs global wealth management

Giorgia Pacione Di Bello
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