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Consulente finanziario: a che età il primo incontro?

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

24 Febbraio 2021
Tempo di lettura: 2 min
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  • Più è alto l’importo e inferiore sarà l’età in cui incontrerà il consulente finanziario

  • È importante che anche i clienti non private inseriscano i loro figli nel mondo della finanza fin da piccoli

C’è chi dice prima dei 12 anni, chi tra i 18 e i 25 anni e chi dopo. Non c’è una risposta giusta o sbagliata. Il tutto dipende dal patrimonio famigliare che l’erede si troverà a gestire

C’è un’età per presentare il proprio figlio ad un consulente finanziario? Non esiste una risposta univoca ma molto dipende dal patrimonio famigliare che l’erede avrà a disposizione. Iniziare fin da piccoli a dare una paghetta per accumulare soldi può essere una buona strategia per scoprire le tendenze dell’erede.

C’è infatti chi accumulerà tutto quello che gli viene dato, nel corso degli anni, e altri che faranno gli spendaccioni, sperperando i soldi prima ancora che abbiano toccato il fondo del salvadanaio. E dunque, a che età portare il proprio figlio da un consulente finanziario?

Secondo una recente ricerca fatta da SpectremGroup, società che si occupa anche dell’analisi patrimoniale, gli investitori con un patrimonio netto di oltre i 25 milioni di dollari, ritengono che sia importante portare i propri figli o nipoti il prima possibile da un professionista finanziario. Sempre in questa fascia di ricchezza, 1/3 ritiene che l’erede debba incontrare il consulente tra i 18 e i 25 anni. Questo trend è però potenziato se si passa a patrimoni più consistenti. Le famiglie con una ricchezza oltre i 200 milioni di dollari desiderano che il futuro erede entri fin da piccolo nel mondo della finanza, e dunque anche prima che compiono i 13 anni dovranno incontrare il consulente finanziario. Questo approccio è però molto diverso rispetto a quello adottato dall’advisor, che per sua natura si concentra su chi attualmente detiene la ricchezza. Ma, sono ¼ degli investitori ricchi è disposto ad aspettare che i loro figli o nipoti abbiano più di 25 anni prima di fare le presentazioni.

Appurato che il desiderio che clienti private è fare precocemente le presentazioni, come deve approcciarsi il consulente finanziario a questi soggetti così giovani?

Secondo il report l’approccio migliore è condurre incontri educativi individuali con i figli e i lori clienti, dedicando del tempo ad istruirli e a farli capire la loro situazione. Altri approcci che riscontrano successo sono gli incontri individuali con i figli, oppure iniziare a creare un piano finanziario per loro, fornendogli materiale per studiare e imparare da soli. Oppure stabilire un incontro e capire come il consulente finanziario può aiutarli al meglio con quello che al momento hanno.

La presentazione porta quindi l’erede giovane ad affidarsi allo stesso consulente finanziario della famiglia? I dati mostrano come  poco più di ¼ degli investitori con un patrimonio netto di oltre i 25 milioni di dollari ha figli o nipoti che hanno instaurato rapporti con lo stesso professionista di famiglia. In generale ciò accade perché i genitori spingono i figli a farsi gestire il patrimonio dalla stessa società di servizi finanziari che loro usano.

Per quanto riguarda le famiglie non private, il report suggerisce di introdurre lo stesso il proprio figlio al mondo bancario e ai risparmi il prima possibile. L’obiettivo è dunque quello di far apprendere i concetti base delle finanza per dargli più strumenti nel suo futuro economico.

Giorgia Pacione Di Bello
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