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Bnl – Bnp Paribas: arriva la divisione private a Milano

Bnl – Bnp Paribas: arriva la divisione private a Milano

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

17 Ottobre 2019
Tempo di lettura: 2 min
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  • Nei prossimi tre anni il gruppo vorrà assumere 200 nuovi professionisti, già esperti nel settore del wealth management: 70 saranno specialisti e dunque figure che potranno accompagnare l’imprenditore, anche, nel difficile evento del passaggio generazionale

  • Molta attenzione anche alla clientela. La divisione vuole infatti attrarre sempre più la generazione Z. E punta a farlo attraverso gli investimenti sostenibili

Bnl – Bnp Paribas punta sull’Italia e in particolare sul mercato del private banking. Il gruppo ha infatti preso la decisione di posizionare la sua divisione private proprio a Milano

Al via la divisione private banking e wealth management di Bnl- Bnp Paribas a Milano. Il gruppo punta dunque al mercato italiano del wealth management e del private banking. A conferma dell’impegno, tutto italiano, la divisione ha intenzione di assumere principalmente nel nord Italia 200 persone: 160 private banker, 30 wealth manager e 70 specialisti (professionisti che possono aiutare gli imprenditori in questioni delicate come il passaggio generazionale all’interno della società). Ad oggi Bnl-Bnp Paribas private banking gestisce masse per circa 33 miliardi di euro, attraverso 335 private banker attivi in 100 tra le maggiori piazze economico-finanziarie con centri private e presidi. Tra questi quattro hub su Roma e Milano espressamente dedicati ai grandi patrimoni e key clients. Escluse acquisizioni. Per il momento, sottolinea Elena Goitini, responsabile della nuova divisione, non sono previste acquisizioni di altre società. L’unica crescita la si avrà dall’arrivo di professionisti del settore. L’obiettivo della nuova divisione è dunque quello di rafforzare il posizionamento di Bnl-Bnp Paribas sul mercato italiano del wealth management, dove il private banking della banca già è tra i top 5,  (al primo posto c’è Fideuram con 153,2 mld di asset gestiti, al secondo Unicredit con 91,3, al terzo Banca Generali con 40 e al quarto Ubi Banca con 33,8), incrementando in particolare il peso dei servizi di wealth management. Questo lo si farà, spiega Goitini, facendo leva su quattro pilastri di sviluppo:

  1. l’implementazione di un’offerta specializzata di prodotti e servizi arricchita di nuove soluzioni ad hoc;
  2. il rafforzamento di un modello di relazione costruito su value proposition differenziate per tipologia di clientela, in cui il banker sia sempre più un partner altamente qualificato del cliente;
  3. l’ampliamento dei servizi digitali evoluti che, accanto al contatto vis-à-vis offerto dai banker e dai team di specialisti, portino valore aggiunto anche attraverso l’high tech, dando la possibilità di interagire con la Banca in modo veloce ed efficace ;
  4. l’efficientamento del modello operativo fondato su strutture organizzative specialistiche, per poter contare su una “macchina” altamente performante.

Questa strategia di crescita si attuerà dunque anche attraverso un’importante campagna di recruiting per individuare banker di valore ed esperienza nella gestione di clienti private, “grandi patrimoni” (attivi finanziari tra i 5 e i 25 milioni) e key clients (con oltre 25 milioni di euro). Uno degli obiettivi della divisione è infatti proprio quello di aumentare gli asset gestiti nella fascia alta della clientela (oltre i 25 milioni). Attenzione si farà anche al target dei clienti. La nuova divisione vuole infatti cercare di attrarre sempre più la Generazione X. E come? Puntando sulla sostenibilità. Secondo la società, questa generazione risulta infatti essere particolarmente sensibile e attenta alle tematiche ambientali.

 

Giorgia Pacione Di Bello
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