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Banca Generali: anche il trading on line nella consulenza private

07 Gennaio 2019 · Riccardo Sabbatini · 3 min

  • La partnership con Saxo Bank allarga l’offerta di prodotti per la clientela top e le piccole e medie imprese

  • Tra gli obiettivi del piano strategico 2019-2021, una forte crescita del segmento private

Nell’ambito del nuovo piano strategico 2019-2021, il trading on line sarà un servizio in più per i clienti di Banca Generali e rappresenterà un utile strumento di lavoro a disposizione della rete dei financial advisor

Il Dna di banca on line è stato un connotato di Banca Generali (BG) fin dalla sua nascita e un servizio di trading era stato annunciato già all’inizio del 2000 quando la società aveva 60 impiegati e 12 mila clienti. Poi non se ne fece nulla perché la banca indirizzò altrove il suo percorso di crescita, nella costruzione di una rete di consulenti finanziari e nello sviluppo di una moderna attività di wealth management. Si realizza in grande stile oggi, nell’ambito del nuovo piano strategico 2019-2021 appena presentato, quando Banca Generali è divenuta un colosso del risparmio da 58,5 miliardi (tra asset gestiti o amministrati) e di clienti ne ha 220 mila. In una centralità che sempre più rimarrà quella della consulenza a tutto campo, il trading on line sarà un servizio in più per i propri clienti e rappresenterà un utile strumento di lavoro a disposizione della rete dei financial advisor.

E’ un cammino che l’istituto guidato da Gian Maria Mossa ha scelto di percorrere in partnership con Saxo Bank, istituto danese, tra i principali player globali di questa attività con investimenti da 100 milioni l’anno e 450 sviluppatori. “Colmiamo un gap e facciamo un deciso passo in avanti – spiega Andrea Regaini, vicedirettore generale – con BG-Saxo sim abbiamo integrato l’esperienza del nostro partner nell’architettura aperta digitale di Banca Generali e ora i nostri clienti, dopo il via libera delle autorità e i test sul nuovo sistema, potranno decidere di acquistare direttamente, tra l’altro, un’azione, un’obbligazione, di investire in cambi o future scegliendo tra 38mila titoli. Il secondo competitor in Italia non va oltre i 20mila. La digital trasformation della banca non parte dal trading on line, ma dalla nuova accessibilità informatica che diamo ai clienti, il nuovo internet banking e la nuova app mobile, che consente loro di fare operazioni in mobilità. Il trading on line si colloca all’interno di questa strategia”.

Foto in bianco e nero di Andrea Regaini
Andrea Regaini, vicedirettore generale di Banca Generali

Il gap che BG ha colmato è presto detto. Circa un quarto dei clienti della banca (55mila) con risparmio amministrato per 7,4 miliardi compie operazioni di acquisto e vendita di strumenti finanziari, ma lo fa con scarsa frequenza, perdendo anche opportunità finanziarie. Ogni anno quel portafoglio ruota una volta contro le sei volte del principale competitor – è Fineco – e l’1,5 volte della media del mercato. “Abbiamo quindi un grande spazio di fronte a noi. Abbiamo la possibilità di servire al meglio la clientela con una soluzione all’avanguardia e unica nel panorama europeo”. Nel trading-on line Banca Generali intravvede anche un’altra opportunità, connessa direttamente alla propria clientela private e di imprenditori.

La piattaforma di Saxo permette di effettuare la copertura dinamica dei cambi per le imprese che esportano o importano merci con paesi extra Eu. Ebbene – fa notare ancora Regaini – soltanto il 16% delle PMI italiane copre il rischio cambio con il risultato che nel 2015, dove giungono le statistiche, le aziende del made in Italy hanno perso 2,6 miliardi sui cambi. Ora l’hedging delle posizioni sarà più semplice e meno costoso utilizzando la piattaforma di Generali. La banca, in collaborazione con Pwc, offrirà anche un servizio di contabilizzazione delle operazioni e un giorno, chissà, potrebbe valutare ulteriori servizi aggiuntivi come il disbrigo delle formalità doganali per conto delle stesse Pmi. L’attenzione alle piccole e medie imprese – viene da lì buona parte della clientela private italiana – rappresenta un obiettivo qualificante del nuovo piano strategico di BG. Il portafoglio prodotti della banca si sta arricchendo di operazioni creditizie (crediti Lombard) per fornire ulteriore flessibilità alle scelte dei clienti a fronte di investimenti di lungo periodo.

E, in un’offerta sempre più articolata, si segnalano novità interessanti che contemplano anche la sfera dell’illiquido. “Abbiamo raccolto – spiega Ragaini – più di un miliardo di euro in strumenti di investimento meno liquidi, ad esempio cartolarizzazioni di crediti sanitari, o strategie legate a crediti su operazioni di real estate a livello internazionale. Presto sarà la volta anche di iniziative sull’esempio del private equity come i club deal. In questo modo portiamo nuove soluzioni di diversificazione per una clientela qualificata e professionale garantendo la decorrelazione dai rischi di volatilità di mercato, e rendimenti interessanti in prospettiva. La clientela di imprenditori apprezza queste dinamiche di investimento perché riconosce l’approccio orientato al business”.

Ci sarà spazio anche per i fondi alternativi veri e propri? “Si , abbiamo una piattaforma in Lussemburgo con la quale è possibile accedere ai Raif (reserved alternative investment fund) con due soglie di accesso. La prima è molto elevata (10 milioni) la seconda molto più bassa (25mila euro). Naturalmente proponiamo simili investimenti unicamente a una clientela private. Sono investimenti con un orizzonte di tempo medio lungo e l’illiquità – lo so per esperienza – spaventa una clientela retail o anche affluent che in qualsiasi momento può aver bisogno di disinvestire per una spesa imprevista”.

Con questa offerta di prodotti e servizi Banca Generali si attrezza per poter soddisfare le esigenze di una clientela private in continua crescita. I clienti top della banca sono raddoppiati negli ultimi 5 anni. Nel 2013 erano 10 mila ed ora sono 22mila. Il 70% delle masse in gestione della banca (40 mld euro) sono fornite da clienti con oltre 500mila euro di disponibilità finanziaria. E con il piano strategico è atteso un ulteriore balzo in avanti. La spia di queste aspettative è rappresentata dall’incremento della consulenza evoluta – quella tipica del servizio dei private – i cui ricavi dovrebbero crescere nel 2021 a 5,5-6 miliardi, il doppio rispetto ai 2,3 miliardi attuali.

Riccardo Sabbatini
Riccardo Sabbatini
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