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Alla ricerca dei rendimenti perduti

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

19 Luglio 2019
Tempo di lettura: 2 min
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  • La ricchezza e il numero di Hnwi è calato nel 2018 dopo sette anni di continua crescita. Questo è stato causato da un fine 2018 non brillantissimo e dal fatto che al momento ci sono prodotti finanziari poco performanti

  • Per fine 2019: No panic e portafogli impostati sul rischio medio. Gli ultimi mesi dell’anno non regaleranno performance eccellenti

Ci sono 13mila miliardi di obbligazioni che hanno rendimenti pari a zero o negativi. Cosa fare? We Wealth ha intervistato Saverio Perissinotto, direttore generale di Intesa Sanpaolo Private Banking

Gli High Net Worth Individual (Hnwi) e i loro patrimoni hanno registrato un calo nel 2018, dopo sette anni di continua crescita, complice l’andamento negativo dei mercati nel 2018 e prodotti finanziari poco performanti. “Nel mondo, in effetti, ci sono 13 mila miliardi di obbligazioni che hanno rendimenti pari a zero, o negativi”, dichiara Saverio Perissinotto, direttore generale di Intesa Sanpaolo Private banking. Questo porta con sé ritmi di crescita del risparmio meno impetuosi rispetto agli anni passati (consapevolezza che deve essere chiara soprattutto agli italiani, che sono stati abituati a ottenere alti interessi sui titoli di stato). Questo trend “è particolarmente vero per il mondo occidentale, eccezione fatta, oggi, solo per gli Usa, dove i tassi sono positivi anche sulle scadenze brevi (ma, anche in questo caso, si hanno tassi inferiori rispetto al passato)”.

La scarsa presenza di prodotti performanti ha come conseguenza un’alta concentrazione di liquidità nei portafogli degli Hnwi. Liquidità che crea una situazione di enorme “non ricchezza” per il sistema finanziario. Oltre che essere fonte di perdita di rendimenti (anche se bassi) per i correntisti.

Saverio Perissinotto, direttore generale di Intesa Sanpaolo Private Banking

L’Italia in questo senso non fa eccezione: “C’è molta liquidità sui conti correnti degli italiani che scelgono la prudenza e forme di investimento più bilanciate. E’ ormai da quattro/cinque anni – spiega Perissinotto – che i clienti di Intesa Sanpaolo private banking mantengono quote di liquidità significative. Oggi, una percentuale di questa è da imputare sicuramente all’intermediazione di operazioni straordinarie (vendita di quote aziendali, o disinvestimenti), ma un’altra parte è figlia dell’incertezza. Al momento abbiamo circa 12-13 miliardi di euro in liquidità”, conclude Perissinotto.

C’è da considerare che questo trend deriva da situazioni finanziarie non semplici: il 2018, soprattutto nell’ultima parte, è stato particolarmente negativo, il 2015 non è stato un anno facile e nel 2008 c’è stata la crisi finanziaria che ha avuto ripercussioni anche negli anni successivi. Tutto questo ha minato la fiducia degli investitori, che hanno sviluppato sempre più atteggiamenti conservativi in termini di investimento.

Per cercare di recuperare terreno e di rispondere ai contraccolpi finanziari l’Italia ha messo in campo diversi incentivi fiscali con l’obiettivo di attirare gli individui ad alto reddito. Le misure fiscali non sono però tutto. “Se si vogliono attrarre effettivamente gli Hnwi, si devono migliorare le infrastrutture e snellire la burocrazia. Il nostro è un paese fantastico, dove poter vivere e investire – dichiara Perissinotto – e le misure fiscali sono certamente importanti”. Bisogna capire però che si deve “abbinare un contesto normativo a buone infrastrutture e servizi”. Anche perché la tassazione non è l’unica componente che viene considerata dagli individui ad alto reddito quando devono scegliere un paese dove trasferire la residenza.

Ampliando lo sguardo a livello globale questi ultimi mesi del 2019 non sembra potranno regalare maggiori certezze. Si ha infatti a che fare con “tassi di interessi bassi e che resteranno così ancora per molto, liquidità abbondante e un mercato che è indirizzato dalle iniziative delle banche centrali. Non troverei sorprendente che ci fosse una fase di relativo rallentamento”, conclude Perissinotto.

Giorgia Pacione Di Bello
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