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Al via il match degli investimenti tra spostati e single

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

13 Agosto 2020
Tempo di lettura: 2 min
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  • Alla domanda su quali sono gli obiettivi di investimento è molto più probabile che i single rispondano la crescita (49%), contro il 39% di quelli spostati

  • Per le coppie la priorità è la sicurezza (33%)

Come cambia il portafoglio di un investitore sposato e di uno single? E che tipo di rapporto sviluppano con il loro consulente?

Più sicurezza e meno rischi. Quando la coppia investe cerca la stabilità. E dunque quanto ci si sposta la situazione finanziaria e la gestione del proprio portafoglio inevitabilmente cambia. Non ci sono più entrate e uscite per uno, ma per due. Spesso inoltre i due coniugi hanno anche obiettivi e propensioni al rischio diverse. E dunque la prima cosa da fare è arrivare ad un piano finanziario concordato che coinvolga entrambi.

Ma c’è qualche differenza tra gli obiettivi di investimento e gli atteggiamenti degli investitori spostati e quelli single? La risposta è sì!

Secondo una recente ricerca pubblicata da SpectremGroup, società che fa analisi sulla gestione patrimoniale, gli investitori sposati hanno spesso obiettivi diversi rispetto a quanto erano single.

Alla domanda su quali siano gli obiettivi di investimento è molto più probabile che i single rispondano la crescita (49%), contro il 39% di quelli spostati. Per le coppie la priorità è la sicurezza (33%). Ovviamente anche i single hanno un occhio verso questo obiettivo ma in maniera molto più ridotta (30%). Se poi si osserva anche il comportamento dei divorziati, si nota come questa categoria ha la crescita come priorità (40%), seguita dalla sicurezza 33%) e infine dal reddito (24%).

La ricerca sottolinea come le coppie sposate ottengono la sicurezza attraverso un portafoglio più conservativo. Gli investitori di questa categoria molto spesso si possono incasellare e classificare come moderati e comunque poco tolleranti al rischio. Mentre i single tendenzialmente hanno delle strategie più aggressive e dunque sono più accomodanti per quanto riguarda il rischio. Questa differenza può essere dovuta al fatto che una volta sposati ci si deve preoccupare di due individui e non più di uno solo.

Trovare il punto d’incontro tra due individui in merito al riassetto patrimoniale può non essere un’operazione semplice. E dunque è sempre meglio affidarsi ad un consulente finanziario. Il 63% delle coppie sposate si è infatti rivolta ad un professionista. Da sottolineare come nonostante ci sia meno tolleranza verso il rischio anche le coppie spostate, così come i single, amano essere coinvolte nella gestione del proprio portafoglio. C’è però un aspetto che li distingue. Gli spostati tendono a stabilire una relazione più duratura con il proprio consulente, e tendono ad ascoltarlo maggiormente in tema di investimenti. I single invece, hanno in media un  rapporto di circa 3 anni e tendono a prendere da soli la maggior parte delle decisioni finanziarie.

Il report infine sottolinea come quando si decide di sposarti il consulente assume sicuramente un ruolo più importante. Se non fosse altro per la decisione del nuovo riassetto patrimoniale e di come gestire nuovamente gli investimenti.

Giorgia Pacione Di Bello
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