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Invesco, Sergio Trezzi lascia. E non è il solo

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

28 Novembre 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • Trezzi è stato in Invesco per 20 anni, da ultimo come head of Emea & LatAm retail distribution. L’ex head lascia oggi una società che in Italia gestisce un patrimonio pari a 31 miliardi di euro. Già in carica il successore

  • Nel terzo trimestre 2019 la società è arrivata a riportare deflussi totali per 11,1 miliardi di dollari, giungendo in Europa al 21esimo mese di deflussi consecutivi. Drenaggio, questo europeo, che ha totalizzato gli 8 miliardi di euro fra gennaio e ottobre 2019

  • Il colosso dell’asset management evidenzia comunque un utile netto per il terzo trimestre pari a 167,1 milioni di dollari, con ricavi per 1,72 miliardi di dollari

Nel nome di una riorganizzazione più efficiente (e dei deflussi?), grandi cambiamenti al vertice di Invesco: Sergio Trezzi lascia. Con lui, altri due top manager europei

Giuliano D’Acunti, 45 anni, è il nuovo country head di Invesco Italia. L’ex responsabile commerciale della società subentra a Sergio Trezzi, head of Emea & LatAm retail distribution di Invesco, per 20 anni nella società. Trezzi lascia una società che oggi in Italia gestisce un patrimonio di 31 miliardi di euro (30,76, dati Assogestioni). L’ex head però non è il solo a lasciare l’asset manager. Vanno via infatti anche Carsten Majer, chief marketing officer, e Olivier Brouwers, head of retail business per Benelux, France and the Nordics.

Trezzi, la dichiarazione di Colin Fitzgerald, head of Emea distribution di Invesco

“Nell’ambito della missione globale di fornire ai clienti una esperienza superiore di investimento, Invesco ha annunciato una riorganizzazione dei team commerciali a livello Emea. L’obiettivo è favorire una strategia e un modello operativo che puntano a offrire ai clienti un servizio ancora più integrato, efficace e reattivo, basato su un maggior coordinamento tra competenze tradizionalmente distinte”. L’efficienza imprenditoriale sembra guidare questa scelta: i canali istituzionali e retail della società sono ora sotto la responsabilità di un’unica persona.

D’Acunti, le prime dichiarazioni

“Accolgo con entusiasmo questo nuovo incarico, sicuro di poter contare su un team molto valido e collaudato per raggiungere i nostri sfidanti obiettivi di crescita. La riorganizzazione è in linea con le nostre priorità strategiche nell’area Emea, incentrate sulla costante attenzione verso i clienti. Questo consentirà ai leader locali di allineare le risorse in modo ottimale, aumentare l’agilità della struttura e sfruttare la nostra diversità di pensiero in tutta Emea”.

Giuliano D'Acunti

Invesco, “cambiamenti organizzativi” cominciati a inizio anno. Fra deflussi e utili

Secondo quanto riportato da Ignites Europe, Invesco afferma che “questi cambiamenti rientrano nell’ambito di una riorganizzazione strutturale” cominciata a inizio anno. Mutamenti che seguono la nomina di Douglas Sharp a capo di Invesco Europa lo scorso anno e che vogliono “incoraggiare una maggior collaborazione fra le diverse linee di business della società”.

Sempre citando Ignites Europe, nel terzo trimestre 2019 la società è arrivata a riportare deflussi totali per 11,1 miliardi di dollari, giungendo in Europa al 21esimo mese di deflussi consecutivi. Drenaggio, questo europeo, che ha totalizzato gli 8 miliardi di euro fra gennaio e ottobre 2019. Inoltre, in seguito all’acquisizione di OppenheimerFunds, Ivesco ha tagliato 1300 posti di lavoro negli Usa.

Il colosso dell’asset management evidenzia comunque un utile netto per il terzo trimestre pari a 167,1 milioni di dollari, con ricavi per 1,72 miliardi di dollari.

Invesco nasce ad Atlanta negli Stati Uniti nel 1978, ad opera di un gruppo guidato da Charles Brady. È stata la prima compagnia di asset management (nel 2003/2004) a costituire una joint-venture con il Dragone nell’ambito dei rapporti bilaterali Cina-Usa. Quello dell’Asia è un mercato fortemente identitario per Invesco: nel 2013 infatti la società espande la partecipazione della joint-venture in India al 49% con Religare Asset Management.

Teresa Scarale
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