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AllianzGI, Ferrata nel team Institutional Business Development Italy

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Francesca Conti
Francesca Conti

20 Novembre 2018
Tempo di lettura: 2 min
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  • La manager si è occupata in Pioneer e Amundi dello sviluppo e della gestione dei rapporti con la clientela istituzionale

  • Ha conseguito la laurea in Economia presso l’Università di Perugia e l’Executive Master in Business Administration presso l’Università Bocconi

Sabrina Ferrata entra a far parte del team guidato da Anna Vigliotti. La manager dovrà sviluppare, in linea con la strategia della società, la base di clienti istituzionali sul mercato italiano

Con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente la propria expertise in ambito istituzionale, la squadra di AllianzGI si arricchisce dell’ingresso di Sabrina Ferrata, che entra a far parte del team Institutional Business Development Italy guidato da Anna Vigliotti.

Nel suo nuovo ruolo, spiega una nota, la manager avrà il compito di sviluppare, in linea con la strategia della società, la base di clienti istituzionali sul mercato italiano. Professionista degli investimenti con oltre 15 anni di esperienza, prima di entrare in AllianzGI Ferrata si è occupata in Amundi, e prima ancora in Pioneer, dello sviluppo e della gestione dei rapporti con la clientela istituzionale.

La manager ha conseguito una laurea in Economia presso l’Università di Perugia e un Executive Master in Business Administration presso l’Università Bocconi. Ha anche ottenuto le certificazioni come International Investment Analyst e come Cfa (certified financial analyst).

Il commento

Anna Vigliotti, Head of Institutional Business Development Italy di Allianz Global Investors, ha commentato: “Siamo felici di dare il benvenuto a Sabrina nel nostro team. Siamo certi che il suo bagaglio di esperienza, in sinergia con le competenze che ci contraddistinguono, consentirà di dare un ulteriore impulso alla crescita del business istituzionale supportando in modo sempre più attento e attivo la nostra clientela”.

La società

Allianz Global Investors è uno dei principali asset manager attivi, con oltre 730 professionisti degli investimenti in 25 uffici in tutto il mondo e oltre 530 miliardi di euro di patrimonio in gestione per investitori privati, famiglie e istituzioni. Active è un termine al centro del vocabolario aziendale. Active is, precisa la nota significa creare valore e condividerlo con i clienti. “Desideriamo offrire soluzioni d’investimento, non semplicemente prodotti finanziari, perché crediamo nell’importanza di creare valore in aggiunta al puro rendimento. Investiamo in ottica di lungo periodo, facendo affidamento sulle nostre competenze di investimento innovative e sulle nostre risorse a livello globale. Il nostro obiettivo è offrire un servizio d’eccellenza ai clienti, ovunque si trovino e qualunque esigenza debbano soddisfare”, sottolinea la società.

L’outlook di novembre

Intanto la società ha rilasciato il proprio Outlook per il mese di novembre, a cura di Stefan Scheurer, Director, Global Capital Markets & Thematic Research di Allianz Global Investors. Secondo AllianzGI “l’arrivo dell’autunno traspare non solo dal tempo atmosferico, ma anche dal clima che si respira sui mercati finanziari internazionali: i numerosi rischi politici e gli effetti sempre più negativi del crescente protezionismo Usa sull’economia reale hanno provocato la comparsa di ‘nuvole minacciose e di forti raffiche di vento’ (maggiore volatilità). Nel dettaglio:

  • Scenario economico: mentre il 2017 era ancora caratterizzato dalla ripresa sincronizzata della congiuntura globale, negli ultimi mesi la situazione è divenuta molto più eterogenea. Nell’attuale fase avanzata del ciclo economico, contraddistinta da una crescita leggermente superiore al potenziale e dal graduale aumento dell’inflazione – che consentono alle grandi Banche Centrali di portare avanti la normalizzazione della politica monetaria – sul fronte geopolitico sono presenti diversi fattori negativi, che spaziano dall’escalation del conflitto commerciale avviato dagli Usa alla possibilità di una Brexit ‘disordinata’. I rischi al ribasso per lo scenario, caratterizzato da un equilibrio precario, sono recentemente aumentati, come conseguenza del rallentamento del momentum economico e delle persistenti disparità nella crescita, e nonostante la solidità degli indicatori negli Usa.
  • Italia: non è tanto la crescita modesta, quanto il dibattito tra Roma e Bruxelles sul deficit italiano ad alimentare il nervosismo sui mercati finanziari; l’Italia infatti ha annunciato l’intenzione di alzare il rapporto deficit/Pil al 2,4% contro il parere dell’Unione europea (Ue). La prevista politica fiscale espansiva offrirebbe uno stimolo solo temporaneo alla crescita, e comunque in misura inferiore a quanto annunciato. Di conseguenza, sono aumentati i dubbi sulla sostenibilità del debito pubblico, e il premio per il rischio dei titoli governativi decennali italiani rispetto a quelli tedeschi è salito al di sopra del 3% – il livello più alto dal primo trimestre del 2014 – anche a causa del declassamento di un “notch” del nostro Paese a Baa3 da parte dell’agenzia di rating Moody’s.
  • Pubblicazione dei risultati societari: la stagione di pubblicazione degli utili potrebbe essere l’ago della bilancia per gli sviluppi futuri sui mercati finanziari; gli investitori infatti vorranno capire se, e in quale misura, i bilanci societari hanno sofferto del deterioramento negli scambi commerciali internazionali. Alcune società statunitensi si sono dette preoccupate per l’aumento dei costi di importazione e la riduzione delle vendite all’estero. Tali dichiarazioni assumono una particolare rilevanza, poiché nell’ultimo anno gli utili societari negli Usa hanno fortemente influenzato l’andamento delle quotazioni azionarie.

 

 

Francesca Conti
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