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Visco: “Rischio crescita sofferenze, banche preservino il patrimonio”

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Rita Annunziata
Rita Annunziata

17 Settembre 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • Al 4 settembre sono pervenute oltre 2,7 milioni di domande o comunicazioni di moratorie sui prestiti per un valore di circa 301 miliardi

  • Tra il 17 marzo e il 15 settembre il fondo centrale di garanzia ha ricevuto dalle banche oltre un milione di richieste in favore di imprese, artigiani, autonomi e professionisti

Il governatore della Banca d’Italia punta lo sguardo sullo stato di salute degli istituti finanziari. “I rischi di una crescita delle sofferenze e delle inadempienze andranno fronteggiati con adeguati mezzi patrimoniali”, dichiara. Fondamentali gli investimenti in tecnologia per ridurre i costi

La sete di liquidità delle imprese italiane determinata dallo shock pandemico ha trovato soddisfazione in parte nelle misure varate dal governo. Secondo gli ultimi dati della Banca d’Italia, al 4 settembre sono pervenute oltre 2,7 milioni di domande o comunicazioni di moratorie sui prestiti per un valore di circa 301 miliardi. Di queste, il 94% risulta già accolto dalle banche, il 3% è stato rigettato mentre la parte restante è in corso di esame. Ma a crescere sono anche le richieste di garanzia sui nuovi finanziamenti bancari.

“La misura relativa alle moratorie è stata tempestiva, ampia, attuata con efficacia”, commenta il governatore di Bankitalia Ignazio Visco intervenuto alla riunione del Comitato esecutivo dell’Associazione bancaria italiana. “L’erogazione dei prestiti garantiti dallo Stato – aggiunge – è stata inizialmente rallentata dall’eccezionale mole di richieste da parte di imprese di tutte le dimensioni, oltre che dalle numerose innovazioni introdotte negli schemi di garanzia, ma le procedure e i tempi di lavorazione si sono poi gradualmente normalizzati”. Gli ultimi dati del ministero dello Sviluppo economico e di Mediocredito Centrale evidenziano infatti che tra il 17 marzo e il 15 settembre il fondo centrale di garanzia ha ricevuto dalle banche oltre un milione di richieste in favore di imprese, artigiani, autonomi e professionisti, per 80,4 miliardi di euro. Nello specifico, le domande relative alle misure introdotte con i decreti “cura Italia” e “liquidità” sono 1.066.197 per un importo finanziato di circa 79,7 miliardi di euro e, di queste, oltre 882.262 riguardano i finanziamenti fino a 30mila euro per 17,4 miliardi di euro. La Sace, invece, ha concesso garanzie per circa 13,3 miliardi di euro per 531 operazioni a favore delle imprese italiane di grandi dimensioni colpite dall’emergenza pandemica.

Considerata però la “struttura della nostra economia, composta prevalentemente da piccole e medie imprese – continua Visco – con il consolidarsi della crescita le banche si troveranno a dover fronteggiare nuove domande di finanziamenti non più assistite da tali garanzie”. Se da un lato il governatore si attende una risposta complessivamente positiva da parte degli istituti di credito, dato che una restrizione del credito influirebbe negativamente sugli stessi bilanci bancari, dall’altro “i rischi di una crescita delle sofferenze e delle inadempienze probabili prodotta da questa gravissima fase recessiva andranno fronteggiati con adeguati mezzi patrimoniali”.

I crediti deteriorati, spiega Visco, hanno subito una contrazione dal 3,3% al 3,1% del complesso dei finanziamenti tra dicembre 2019 e giugno 2020, ma “questa dinamica ha beneficiato degli effetti delle misure di supporto alle imprese e alle famiglie varate dal governo, dirette come moratorie e garanzie, e indirette come sussidi, contributi e cassa integrazione”. Di conseguenza, aggiunge, gli istituti di credito dovrebbero dotarsi di strumenti utili a “identificare per tempo l’aumento della vulnerabilità dei debitori”, continuando nel frattempo a “preservare adeguati livelli di patrimonializzazione”.

Se fino ad agosto le banche italiane sono state in grado di cedere un ammontare di crediti deteriorati solo di poco inferiore rispetto a quanto programmato prima dello scoppio della crisi pandemica, secondo Visco oggi è necessario “continuare in questa direzione, assicurando il pieno supporto all’economia e mantenendo al contempo adeguati livelli patrimoniali”. Ma in che modo gli istituti possono recuperare livelli di redditività tali da consentire loro di operare con successo sul mercato? Per il governatore di Bankitalia un ruolo fondamentale sarà svolto dagli investimenti in tecnologia, che permetterebbero di gestire in modo più appropriato i rischi, ottimizzare i processi di produzione, offrire nuovi servizi ma anche contrarre i costi e garantire una più efficiente organizzazione del lavoro. Basti pensare, spiega, che una “quota non trascurabile del calo dei costi operativi registrato nel primo semestre dell’anno sia riconducibile alla riduzione delle spese di manutenzione degli immobili e a quelle di movimento del personale”, motivo per cui “un utilizzo accorto, anche se certo non esclusivo, del lavoro cosiddetto agile e delle comunicazioni a distanza può consentire di rendere strutturale una parte di questi risparmi”.

Non manca poi un riferimento alle aggregazioni tra intermediari che, secondo Visco, potrebbero permettere una crescita dell’efficienza e aumentare le loro possibilità di operare con successo sul mercato. In definitiva, conclude Visco, “bilanci più solidi, redditività adeguata, buon governo societario non sono solo funzionali alla stabilità dei singoli intermediari e del sistema nel suo complesso”, ma “sono necessari per tutelare il risparmio dei depositanti e di chi ha investito in obbligazioni e azioni bancarie, nonché per salvaguardare i clienti che accedono al credito. Di tutto questo vi è ancor più bisogno in questa fase non solo per rispondere agli effetti della crisi pandemica, ma soprattutto per sostenere l’uscita della nostra economia dalla stagnazione nella quale da lungo tempo si dibatte”.

Rita Annunziata
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