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Ue, Commissione spinge per l’accordo su una finanza sostenibile

Ue, Commissione spinge per l’accordo su una finanza sostenibile

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

25 Settembre 2019
Tempo di lettura: 2 min
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  • Grazie al primo via libra degli ambasciatori dell’Ue potranno partire i negoziati tra il Parlamento Ue e il Consiglio

  • Per essere considerate ecosostenibili, le attività economiche dovrebbero contribuire in modo sostanziale al raggiungimento di almeno uno dei sei obiettivi ambientali

Il 25 settembre è arrivato il primo via libera alla proposta di voler creare un sistema di classificazione a livello Ue per individuare le attività economiche considerate ecosostenibili

Primo via libera degli ambasciatori dell’Unione europea alla proposta di creare un sistema di classificazione  a livello dell’Ue, inteso a fornire alle imprese e agli investitori un linguaggio comune per individuare le attività economiche che possono essere considerate ecosostenibili.

Grazie a questo primo accordo potranno partire i negoziati interistituzionali tra il Parlamento e il Consiglio. “La partecipazione del settore privato è assolutamente fondamentale per affrontare le sfide poste dai cambiamenti climatici -ha sottolineato in una nota Mika Lintilä, ministro delle finanze finlandese- Occorrono centinaia di miliardi di euro di investimenti per realizzare la transizione verso un’economia sostenibile ed è chiaro che i capitali necessari non possono provenire solo dai bilanci pubblici. Per aiutare gli investitori a contribuire alla transizione, un primo passo importante consiste nell’avere una visione condivisa del concetto di sostenibile”.

Il passo è importante dato che attualmente non esiste un sistema comune di classificazione a livello dell’Ue o mondiale che dia una definizione di attività economica ecosostenibile. Il regolamento proposto ha un duplice obiettivo: da una lato ridurre la frammentazione derivante da iniziative basate sul mercato e da prassi nazionali e dall’atro combattere la cosiddetta verniciatura verde, la pratica di commercializzare prodotti finanziari come verdi o sostenibili che in realtà non soddisfano gli standard ambientali di base.

La proposta, nella posizione del Consiglio dei ministri, individua sei obiettivi ambientali:

  • la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici,
  • l’uso sostenibile delle risorse marine,
  • la transizione verso un’economia circolare che comprende anche il riciclaggio dei rifiuti, l
  • a prevenzione,
  • il controllo dell’inquinamento,
  • la protezione della biodiversità degli ecosistemi.

Su tale base, la Commissione avrebbe quindi il compito di stabilire la classificazione effettiva definendo  quelli che saranno i criteri di vaglio tecnico, per ciascun obiettivo ambientale pertinente.

Per essere considerate ecosostenibili, le attività economiche dovrebbero contribuire in modo sostanziale al raggiungimento di almeno uno dei sei obiettivi ambientali, non arrecare un danno significativo a questi obiettivi ambientali, essere svolte nel rispetto delle garanzie minime di salvaguardia sul piano sociale e della governance, essere conformi ai criteri di vaglio tecnico.

“L’accordo raggiunto oggi dagli Stati membri è un primo passo importante. Ora spero che i legislatori si accordino rapidamente su un pacchetto ambizioso che rifletta l’ambizione dell’Ue di svolgere attività di finanziamento sostenibile” ha dichiarato il vicepresidente della Commissione Ue e responsabile dei servizi finanziari, Valdis Dombrovskis. “Il solo denaro pubblico non sarà sufficiente a rendere l’economia europea neutrale dal punto di vista climatico entro il 2050. La nostra proposta di istituire un sistema unificato di classificazione – o tassonomia – delle attività economiche sostenibili è essenziale per incoraggiare gli investitori a riorientare il capitale verso attività economiche veramente sostenibili e che possono aiutarci a muoverci verso un’economia climaticamente neutrale” aggiunge Dombrovskis.

Giorgia Pacione Di Bello
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