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Sinergie intelligenti: digital is gender neutral

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Gloria Grigolon
Gloria Grigolon

12 Novembre 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • L’Italia occupa la quart’ultima posizione in Europa per competenze in ambito digitale

  • A livello Ue, il 62,4% delle donne ha un lavoro, di cui solo il 15% nel settore dell’information technology

  • In ambito Ict, una donna guadagna mediamente il 19% in meno rispetto agli uomini

E’ necessario adottare un approccio etico e trasparente, digitale ed inclusivo, che vede l’Intelligenza artificiale vicino ad un nuovo umanesimo digital. Claudia Segre, Paolo Sironi e Monica Parrella al IV convegno annuale Global Thinking Foundation, in apertura della Settimana Sri 2019

Digitalizzazione ed inclusione. Incertezza fondamentale ed irreversibilità del tempo. Modelli passati e approccio attivo al cambiamento. Promuovere uno sviluppo sostenibile in un contesto di continuo cambiamento pone di fronte ad un problema di fondo: la resistenza ad abbandonare il vecchio modello per cogliere una nuova opportunità, specie in Italia.

Il quarto convegno annuale Global Thinking Foundation, tenutosi martedì 12 novembre a Milano nel giorno d’avvio dei lavori per la Settimana Sri 2019, ha riportato alla luce una evidenza: la necessità di cambiare il mondo della finanza in modo inclusivo e sostenibile.

Come capitalizzare la sensibilità

“E’ necessario adottare un approccio etico e trasparente, che vede l’Intelligenza artificiale vicino ad un vero e proprio umanesimo digital” ha esordito Claudia Segre, presidente Global Thinking Foundation. In un contesto in cui ancora la società non ha compreso fino in fondo la fase di cambiamento epocale che stiamo vivendo, il mercato ha un “bisogno estremo di donne in prima linea” che possano colmare il gender gap in essere.

“E’ solo tramite la sinergia e la condivisione d’intenti dei due generi che si può arrivare ad una vera condivisione degli obiettivi e delle difficoltà” ha aggiunto Segre, concludendo: “questa maggiore attenzione e sensibilità dev’esser capitalizzata nel lavoro”.

I numeri del gap: #digitalisgenderneutral

Per comprendere il digital-gender gap, è opportuno partire da alcuni dati di base: l’Italia occupa oggi la quart’ultima posizione in Europa per competenze in ambito digitale. A livello europeo, il 62,4% delle donne ha un lavoro, di cui solo il 15% nel settore dell’information technology, che corrisponde a sua volta guadagni mediamente inferiori del 19% rispetto agli uomini. Complessivamente, per colmare e chiudere il divario di genere, servirebbero di questo passo 108 anni.

Il concetto di incertezza fondamentale

“Ciò che rende la coscienza umana ‘umana’ è il concetto di incertezza fondamentale, unito a quello di irreversibilità del tempo” ha argomentato Paolo Sironi, IBM Global fintech thought leader. La prima, la si sconfigge con una maggiore apertura; la seconda, si asseconda con la consapevolezza. “E’ il tempo che crea il comportamento etico” ha quindi aggiunto, “un’etica che è diventata ormai consequenzialista”.

Il concetto di irreversibilità del tempo

Se c’è una cosa che la Grande crisi finanziaria ha insegnato è che nella teoria ci sono errori fondamentali che risultano tali solo dopo esser stati compiuti. Viene infatti da chiedersi: come hanno fatto le alte cariche a stelle e strisce a non accorgersi di niente? “Per un semplice motivo” ha commentato Sironi: “la razionalità è vera solo ex post; l’irrazionalità, invece, è ovvia e necessaria in assenza di informazioni” e finisce spesso col tradursi nel “avere un’idea”.

Informazione: #lacompetenzaèprogresso

Fondamentali alla mano, il sistema finanziario non sta più funzionando: c’è confusione, c’è un grande punto di domanda sul come andare avanti. “Sostanzialmente, le persone non capiscono la finanza. In generale, si registra una grande difficoltà nel relazionarsi con la tematica del risparmio e dell’investimento” ha spiegato Sironi. Si tratta di una problema di asimmetria informativa su più livelli “non solo legata all’informazione, ma biologica, relativa a come l’individuo si relaziona al tema della moneta”.

In un contesto di continuo sviluppo tecnologico, “l’ultimo miglio dev’essere comunque umano” ha aggiunto Monica Parrella, Direttore generale del personale presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze. “L’ultimo miglio devono essere le persone, che possiedono le competenze per valutare le conseguenze di un processo, modificando eventuali bias. L’ultimo miglio devono essere gli uomini”, che capiscono come fare funzionare un algoritmo all’interno di un contesto reale.

Too big to fail: dinosauri precursori della crisi

Per scongiurare una nuova crisi, servono trasparenza e capacità di confutare la teoria. Come ormai noto, il too big to fail non funziona: se il sistema finanziario è diventato troppo grosso e troppo pesante bisogna abbandonare il vecchio modello e guardare oltre.
“La finanza” ha concluso Sironi “altro non è che negoziare l’incertezza sul tempo”. I dinosauri, in questo, sono stati precursori.

Gloria Grigolon
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