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Scocca l’ora per Borsa Italiana: a Euronext per 4,32 miliardi

Scocca l’ora per Borsa Italiana: a Euronext per 4,32 miliardi

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Rita Annunziata
Rita Annunziata

09 Ottobre 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • Cdp Equity possiederà il 7,3% del capitale azionario di Euronext, mentre l’istituto guidato da Carlo Messina deterrà una quota di circa l’1,3%

  • Secondo Euronext, il gruppo diventerà la prima sede di quotazione in Europa con oltre 1.800 società quotate

  • Fabrizio Palermo, amministratore delegato di Cdp: “La Borsa Italiana e le sue controllate diventeranno centrali nel sistema Euronext, nel quale l’Italia rappresenterà il mercato più rilevante, assumendo un ruolo di riferimento a livello continentale”

Borsa Italiana passa nelle mani di Euronext. Dopo settimane di trattative, Lse ha accettato l’offerta di 4,325 miliardi di euro della cordata italo-francese, che vede coinvolti anche Intesa Sanpaolo e Cdp. L’operazione darà vita a un gruppo leader nel mercato dei capitali europei

Il matrimonio italo-francese è ormai ufficiale: dopo l’annuncio a sorpresa del London stock exchange nel cuore dell’estate sulla messa in vendita di Borsa Italiana per ottenere dall’antitrust il via libera all’acquisizione di Refinitiv, il listino britannico ha accettato l’offerta di 4,325 miliardi di euro di Euronext. Un traguardo che, dopo settimane di trattative, secondo Cassa depositi e prestiti (Cdp) darà vita a un gruppo leader nel mercato dei capitali europei. Ma per Rony Hamaui, professore a contratto dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, per “rendere un servizio al paese”, “bisognerà aprire un tavolo di discussione con i partner francesi su una serie di temi operativi”.

Stando a quanto rivelato da Euronext in un comunicato ufficiale, l’aggregazione che vede coinvolti anche Intesa Sanpaolo e Cdp permetterà di fornire sinergie di 60 milioni di euro lordi annui entro il terzo anno, di cui 45 milioni lordi “principalmente generati dalla migrazione dei mercati cash equity e derivati di Borsa Italiana verso Optiq, la piattaforma di trading proprietaria di Euronext”, e ulteriori 15 milioni guidati “dal lancio del singolo pool di liquidità e del portafoglio ordini unico di Euronext in Italia, dallo sviluppo di un’offerta paneuropea di prodotti derivati, dal cross-selling di prodotti e dalle opportunità di crescita del business come l’implementazione di servizi corporate in Italia e l’ampliamento dell’offerta di analisi e dei dati di mercato”.

Il listino paneuropeo ha inoltre sottolineato il fondamentale “supporto di Cdp e Intesa Sanpaolo come investitori strategici, con impegno a lungo termine a sostegno della crescita del Gruppo Borsa Italiana per attirare le piccole e medie imprese sui mercati dei capitali e per sostenere le ambizioni di crescita di Euronext”. Contestualmente, infatti, il consiglio di amministrazione di Cdp ha dato il via libera a un accordo vincolante che permetterà l’ingresso di Cdp Equity (società interamente partecipata da Cdp) nell’azionariato di Euronext e l’acquisizione da parte di quest’ultima di Borsa Italiana. In questo modo, Cdp Equity possiederà il 7,3% del capitale azionario di Euronext, al pari della Caisse des dépôts et consignations, omologa di Cdp, mentre l’istituto guidato da Carlo Messina, dopo la diluizione del private placement, deterrà una quota di circa l’1,3%.

Un’operazione, tra l’altro, in linea con l’obiettivo di Cdp di sostenere le infrastrutture strategiche del Paese. Secondo la società, l’integrazione di Borsa italiana – con la presenza di 370 società quotate per una capitalizzazione complessiva superiore al 30% del prodotto interno lordo nazionale – “all’interno di un unico pool di liquidità paneuropeo, aumenterà la liquidità del mercato dei capitali italiano” nonché “la visibilità degli emittenti italiani”.

“Siamo particolarmente orgogliosi di essere protagonisti di questa operazione: Cdp contribuisce a portare Piazza Affari all’interno di un gruppo paneuropeo con un presidio stabile di investitori italiani – ha commentato Fabrizio Palermo, amministratore delegato di Cdp – Attraverso l’acquisizione del 7,3% di Euronext, Cdp estenderà il proprio impegno di investitore di lungo periodo a sostegno delle imprese che potranno beneficiare di un mercato dei capitali a guida italiana in una più ampia prospettiva di respiro europeo. La Borsa Italiana e le sue controllate diventeranno centrali nel sistema Euronext, nel quale l’Italia rappresenterà il mercato più rilevante, assumendo un ruolo di riferimento a livello continentale”. Sulla stessa linea d’onda anche Giovanni Gorno Tempini, presidente di Cdp, che ha dichiarato come l’accordo raggiunto permetta al Belpaese di riconquistare un ruolo centrale in un’infrastruttura strategica “e di avviare, grazie all’intesa con Euronext, una partnership forte con altri importanti investitori europei come, tra gli altri, Caisse des Dépôts e Banca Intesa Sanpaolo”.

Stephane Boujnah, amministratore delegato di Euronext, ha invece affermato che “la combinazione di Euronext e del Gruppo Borsa Italiana, con il supporto strategico di investitori di lungo termine come Cdp, offre l’ambizione di costruire la principale infrastruttura di mercato paneuropea, collegando le economie locali ai mercati dei capitali globali”. Soddisfazione anche per Carlo Messina, consigliere delegato e ceo di Intesa Sanpaolo: “Da grande gruppo bancario europeo, crediamo fortemente in un progetto che porta verso una maggiore integrazione e il rafforzamento dell’infrastruttura finanziaria del Continente. A breve, con la Brexit, l’Europa perderà il suo mercato dei capitali più importante. Noi crediamo che sia un’opportunità preziosa per costruire un mercato finanziario profondo al di fuori di Londra o New York”. “Il nostro – aggiunge Messina – è un investimento strategico a favore di un progetto europeo che porta verso la Capital Markets Union e nel contempo sostiene le realtà italiane che vogliono espandersi anche oltre i confini nazionali, consentendo l’accesso a servizi che possano rafforzarle da un punto di vista patrimoniale e renderle più competitive a livello internazionale”.

Il gruppo così combinato diventerà infatti la prima sede di quotazione in Europa con oltre 1.800 società quotate e 4,4 trilioni di euro di capitalizzazione di mercato complessiva delle società quotate, ma anche la sede principale per i mercati secondari in Europa e per il finanziamento azionario. Intanto, precisa Euronext, il corrispettivo di 4,325 miliardi di euro “sarà pagato in contanti alla chiusura” e il “completamento della proposta di combinazione è previsto nella prima metà del 2021”.

Tira il freno Rony Hamaui, professore a contratto dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, che in un intervento per lavoce.info nelle scorse settimane aveva sottolineato come l’operazione “se da un lato ci permette, seppure a caro prezzo, di giocare un ruolo rilevante sullo scacchiere europeo in un settore in forte sviluppo, non ci assicura affatto che le imprese italiane correranno a quotarsi”. Inoltre, aggiunge, Euronext “dove le commissioni tradizionali pesano ancora per il 75% del suo fatturato, più che un’infrastruttura paneuropea dovrà evolvere verso una società di gestione dei dati, se vorrà competere con le sue più forti rivali”. Secondo Hamaui, per rendere un servizio al Paese, bisognerà aprire un tavolo di discussione con i partner francesi su una serie di temi molto più operativi, come il costo dei servizi per gli intermediari e i clienti finali, la qualità della piattaforma utilizzata, una drastica semplificazione della documentazione richiesta per la quotazione e la disponibilità della ricerca.

Rita Annunziata
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