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Private Debt: come unire domanda e offerta

Private Debt: come unire domanda e offerta

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Gloria Grigolon
Gloria Grigolon

03 Marzo 2020
Tempo di lettura: 5 min
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  • Non essendoci un prezzo di riferimento quotidiano, il mondo del private debt ha per sua natura una bassa volatilità e di conseguenza non subisce le oscillazioni giornaliere come accade invece nei mercati quotati

  • Oltre ad essere poco correlato con le altre asset class, il debito privato ha una bassa probabilità di esporsi al rischio di overlapping per gli investitori (sovrapposizione ad altre attività in portafoglio)

  • Considerate le sue peculiarità, il private debt è spesso sfruttato per operazioni di più piccole dimensioni, con tranche di debito privato riservate ad un singolo o a pochi (club deals)

Mercato del private debt come punto di incontro tra due esigenze specifiche: quella della media impresa in cerca di credito, e quella del mercato, composto da investitori alla ricerca di maggiori rendimenti. Ver Capital, gestore di livello europeo focalizzato sul credito corporate, parla del mercato del private debt

A livello aziendale, il settore degli alternativi è in una fase di rapida espansione: dati alla mano, “negli ultimi 3 anni il mercato del debito privato è cresciuto di oltre il 20%” ha commentato Antonio Montano, Analyst di Ver Capital Sgr, “un andamento buono seppur inferiore a quello degli euro loans – asset class più liquida e più sviluppata – che negli ultimi 5 anni ha visto volumi più che raddoppiati”. Sul lato dell’offerta, “il basso livello dei tassi ha spinto molti investitori a considerare il private debt come fonte alternativa di reddito”, incrementando le masse in entrata.

Qual è la differenza tra private debt e euro loans?

In primis, il numero di interlocutori che investono nel comparto: “nel mercato euro loans, a differenza del mercato del debito privato, per ogni operazione di finanziamento si ha un elevato numero di investitori. Trattandosi di un comparto più ampio, più sviluppato e con emittenti di grandi dimensioni, quello degli euro loans è un mercato molto più liquido. Per contro” ha proseguito l’esperto, “il private debt, avendo pochi interlocutori per ogni transazione e volumi più contenuti, è un settore tendenzialmente meno liquido e, di rimando, ancor meno volatile”. Considerate le sue peculiarità, “è spesso sfruttato per operazioni di più piccole dimensioni, con tranche di debito privato riservate ad un singolo o a pochi (club deals)”.

A ciò si aggiungono altri aspetti: “nel private debt tipicamente si ha un rapporto più diretto con il management” motivo per cui “è più facile ottenere informazioni dettagliate sulle singole operazioni”. A livello di fruibilità dei dati, ha però precisato Montano, “anche sul mercato degli euro loans la qualità informativa è elevata dato che si ha comunque accesso ai budget aziendali e ad un buon numero di due diligence”, attività di ricerca ed approfondimento dei dati relativi all’oggetto della trattativa.

Private debt: cosa è necessario sapere?

“Non essendoci un prezzo di riferimento quotidiano” il mondo del private debt “ha per sua natura una bassa volatilità e di conseguenza non subisce le oscillazioni giornaliere come accade invece nei mercati quotati”. Un secondo aspetto importante riguarda poi la capacità di diversificazione: “oltre ad essere poco correlato con le altre asset class, il debito privato ha una bassa probabilità di esporsi al rischio di overlapping per gli investitori (sovrapposizione ad altre attività in portafoglio)”.

Vanno però considerati altri aspetti: anzitutto, “il comparto tende spesso ad essere più concentrato, sia dal punto di vista del portafoglio (in termini di posizioni) che di percentuali del debito erogato”. In secondo luogo, “la scarsa liquidità del private debt attribuisce un ruolo ancora più centrale all’analisi fondamentale: nel private debt la fase più importante è quella iniziale perché in caso di problemi potrebbe essere difficile smobilizzare l’investimento successivamente”.

In un mercato illiquido, infatti, “difficilmente si è in grado di vendere una posizione sul secondario in poco tempo, come invece è possibile sul mercato liquido degli euro loans”. Il premio di liquidità resta quindi un fattore molto importante che “può portare, in un contesto come quello attuale di abbondanza di liquidità, a dover scartare alcune operazioni in quanto non correttamente prezzate”

La soluzione Ver Capital

Per far fronte alle richieste di mercato, Ver Capital ha già lanciato un prodotto di private debt focalizzato sull’Italia: “Ver Capital Credit Partners Italia V è un fondo chiuso di diritto italiano, che ha realizzato circa 30 investimenti”. Nell’ottica di ampliare la propria offerta, “ci stiamo preparando all’ingresso di un nuovo prodotto, il cui lancio è atteso tra la fine del primo e l’inizio del secondo trimestre 2020 e sarà caratterizzato, come tutti i fondi in gestione di Ver Capital, da un’accurata analisi fondamentale. Ver Capital Credit Partners SMEs VII è un fondo dedicato al private debt ed investirà in aziende non finanziarie in Italia (il 60% circa), Francia e Germania, con focus su realtà con meno di 500 dipendenti ed un fatturato indicativo tra i 50 e i 500 milioni”.

“Il fondo si comporrà di sole posizioni senior (nessuna subordinata) e sarà diversificato in termini numerici (40-50 posizioni in portafoglio per limitare la concentrazione tipica di questi fondi), settoriali (con un forte filtro Esg) e di orizzonte temporale: una parte di portafoglio sarà infatti composta da debito bullet 5-7 anni ed una parte da debito a medio termine con pre-ammortamento. Il fondo sarà infine caratterizzato da un ramp-up period (periodo di costituzione) relativamente breve per il settore, pari a circa 2 anni”.

Efficienza nel deployment del capitale

“Grazie alla nostra esperienza in ambito europeo, alle linee di trading aperte con quasi tutte le banche ed operatori internazionali e alle relazioni dirette con consulenti e fondi di private equity riceviamo settimanalmente diverse proposte di investimento, sia come singoli finanziatori, che in club deals”. Inoltre, per rendere ancora più efficiente il ramp-up del nuovo prodotto, ha proseguito Montano “è stata inserita, nella prima fase di vita del fondo, una componente di crediti a breve termine volti a finanziare il capitale circolante delle aziende, come ad esempio inventory loans e prestiti obbligazionari con scadenza massima di 18 mesi”.

“Tutto questo” ha concluso l’esperto “non è casuale, ma frutto di anni e anni di esperienza; nel mondo del credito siamo infatti una delle poche Sgr italiane, se non l’unica, con più di 14 anni di esperienza a livello europeo”.

Gloria Grigolon
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