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Parità di genere: ci vorranno 99,5 anni

Parità di genere: ci vorranno 99,5 anni

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

31 Dicembre 2019
Tempo di lettura: 2 min
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  • Secondo la classifica del Word Economic Forum al primo posto come paese più equo è l’Islanda seguita da Norvegia, Finlandia, Svezia e Nicaragua

  • L’Italia si posizione al 76° perdendo sei posizioni rispetto all’anno precedente. Male anche gli Stati Uniti d’Ameria che perdono tre posizioni arrivando 53°

La parità tra uomini e donne in termini di salario, opportunità lavorative, istruzione e accesso al capitale è ancora un miraggio. Secondo l’ultimo report pubblicato dal World Economic Forum ci vorranno almeno 99,5 anni per raggiungerla

Nessuno di noi vedrà la parità di genere tra uomini e donne e probabilmente nemmeno i nostri figli. Secondo il Global Gender Gap Report 2020 del Word Economi Forum, ci vorranno infatti almeno 99,5 anni per raggiungerà una parvenza di equità tra i due sessi. Ci sono però paesi, nel mondo, che sono più avanzati rispetto al altri e che offrono pari opportunità sia in termini lavorativi che di salario. E dunque, per l’undicesimo anno consecutivo, l’Islanda è stata classificata come il miglior posto per essere donna. A ruota seguono: la Norvegia, la Finlandia, la Svezia e il Nicaragua. Nelle prime dieci posizioni al mondo troviamo anche: l’Irlanda, la Spagna, il Rwanda e la Germania. Gli Stati Uniti d’America perdono due posizioni rispetto all’anno scorso arrivando al 53esimo posto, mentre l’Italia arretra di sei posizioni fissandosi al 76esimo gradino mondiale. L’ultimo in classifica (153°) è lo Yemen.

Questa classifica è stata stilata mettendo a confronti i diversi progressi fatti dai paesi nella partecipazione economica, al livello di istruzione, nella salute e nella rappresentanza politica. Su queste quattro variabili il report sottolinea come quella migliore (in termini di quasi azzeramento del gap tra uomini e donne) è il tassello dell’istruzione. Si prevede che infatti ci vorranno solo 12 anni per raggiungere la parità effettiva di genere. In già 40 su 153 paesi questa è già stata raggiunta. Il gap più difficile da colmare sarà quello della rappresentanza politica. “Ci vorranno 95 anni per porre fine al divario di genere nella rappresentanza politica. Nel 2019 le donne detengono il 25,2% dei seggi parlamentari e il 21,2% delle posizioni ministeriali” specifica il report. Il punto della politica è importante perché è direttamente collegato al mercato del lavoro. Quando, infatti, è migliorata la presenza politica femminile sono cresciute anche le donne che ricoprono ruoli senior e ai vertici nel mercato del lavoro.

Notizie non positive per quanto riguarda il salario. La partecipazione al mercato del lavoro non solo si è arrestata ma le disparità finanziarie con gli uomini sono aumentate. La partecipazione alle opportunità economiche è diminuito nel tempo. E le cifre sono preoccupanti. Andando di questo passo in questo settore la parità arriverà tra bene 257 anni. I motivi di questa stagnazione, secondo il report, è dovuta al fatto che non abbastanza donne stanno entrando in settore che avranno uno sviluppo, anche in termini di salario, elevato. E inoltre le donne hanno sempre più problemi ad accedere al capitale o alle infrastrutture necessario per la loro attività, rispetto agli uomini.

Se ci focalizziamo sull’Europa, il report mostra come la regione ha fatto registrare il numero più alto di progressi sulla parità di genere (76,7%), seguita dal Nord America (72,9%), America Latina e Caraibi (72,2%), Europa orientale e Asia centrale (71,3%), Asia meridionale (66,1%), Medio Oriente e Nord Africa (60,5%).

Giorgia Pacione Di Bello
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