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Paperoni strateghi: identikit degli investitori made in Uk

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Livia Caivano
Livia Caivano

30 Settembre 2020
Tempo di lettura: 2 min
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  • Il 12% dei ricchi risparmiatori e investitori è poco seguito da advisor professionali benchè i consulenti finanziari rimangano la fonte informativa preferita

  • I più ricchi utilizzano la diversificazione intra-portafoglio per minimizzare il rischio e sembrano avere una buona consapevolezza dei costi che vengono loro addebitati

  • Sono stati il principale motore dei nuovi investimenti nell’ultimo anno e si stima che nel 2021 rappresenteranno il 25% degli investitori totali

Sicuri delle proprie competenze ma poco seguiti dagli advisors. Investitori sul lungo-termine e in prodotti finanziari di nicchia. E l’impatto del covid? Ecco tutto quello che c’è da sapere su i super ricchi nel 2020

L’impatto del covid nel 2020 si è fatto sentire anche sui portafogli dei più abbienti, specie se investitori fai-da-te. Secondo un report pubblicato da Research and markets i più ricchi hanno spesso un eccesso di fiducia che può avere effetti negativi sugli investimenti.

 

Il Wealthy Savers and Investors Consumer Research Report 2020  analizza le preferenze dei consumatori del Regno Unito dalla ricchezza superiore alle 75mila sterline. Dall’identikit che ne risulta, i paperoni appaiono essere più facilmente uomini che donne, provenire dalle classi sociali più privilegiate e essere di età superiore rispetto ai non-ricchi. E fin qui, niente di nuovo. Caratteristiche invece meno facili da indovinare, secondo il report, riguardano il risparmio gestito: quando investono i ricchi sono più propensi a stabilire degli obiettivi chiari e ad avere una certa continuità. Hanno poi maggiori probabilità di risparmiare e investire sul lungo e medio termine, raramente per il breve.

I risparmiatori e gli investitori facoltosi pianificano: riducono al minimo il rischio, possedendo un ampio portafoglio di prodotti, e sono più attivi: controllano cioè in maniera puntuale i propri portafogli. Sono fiduciosi di poter raggiungere i loro obiettivi, accettano più il rischio. Oltre alla componente gestita tengono sempre una parte dei portafogli liquida.Il 12% dei ricchi risparmiatori e investitori è poco seguito da advisor professionali benchè i consulenti finanziari rimangano la fonte informativa preferita.

I ricchi, si legge nel report, utilizzano la diversificazione intra-portafoglio per minimizzare il rischio e sembrano avere una buona consapevolezza dei costi che vengono loro addebitati. Prediligono i prodotti Esg e di nicchia. Sono stati il principale motore dei nuovi investimenti nell’ultimo anno e si stima che nel 2021 rappresenteranno il 25% degli investitori totali.

I consumatori più ricchi amano investire tramite piattaforme di fondi, il loro driver di scelta è il singolo prodotto ma tendenzialmente ritiengono di poter gestire da soli le proprie finanze. Forse a causa di questa sicurezza, scrive Research and markets, la metà dei risparmiatori private investe in prodotti ad alto rischio. Significative lacune nella preparazione su temi finanziari espongono i consumatori a truffe e vendite errate. Meno di un terzo dei risparmiatori e degli investitori ricchi gode di una protezione importante mentre gli altri rimangono fortemente esposti. Il risultato è che la metà di questi investitori è o è stata esposta ad attività sospette.

Oltre sei investitori su dieci sono stati colpiti negativamente dagli effetti della pandemia covid-19, nella gestione dei propri portafogli. Poco più della metà dei ricchi ha adottato contromisure ma in generale la crisi ha portato a un significativo declassamento del sentiment. In media, i rendimenti sono rimasti buoni.

Livia Caivano
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