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Nel cuore degli italiani contanti e pagamenti tramite smartphone

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

15 Ottobre 2019
Tempo di lettura: 2 min
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  • Il 24% dei consumatori italiani già utilizza il proprio smartphone per effettuare pagamenti. Dato superiore alla media europea del 13%

  • Gli operatori del settore hanno una visione molto più ottimistica del futuro dei pagamenti rispetto ai consumatori

In Italia il contante è venerato. Ma nel cuore degli italiani si stanno facendo spazio anche i pagamenti tramite lo smartphone. Le carte di credito rimangono le meno amate

Agli italiani piace pagare in contanti o usando lo smartphone. Le carte di credito risultano essere le meno usate. Solo il 29% dei consumatori dichiara di pagare con queste, contro il 52% dei contanti e 24% degli smartphone. Dato, che risulta essere ben al di sopra rispetto alla media europea che si ferma al 13%. Lo studio sui pagamenti in Europa, elaborato da PwC ha dunque fatto emergere come in Italia le opportunità dell’open banking siano molte, ma le banche fanno ancora fatica a sfruttare pienamente i vantaggi. Fino ad oggi gli istituti di credito si sono infatti focalizzati sulla razionalizzazione delle infrastrutture necessarie. Ma adesso “è il momento di dare maggior potere al cliente, educarlo affinché abbia più controllo sulle proprie transazioni ed innovare al massimo la user experienc” sottolinea lo studio.

Il contante. Vantaggi

La passione degli italiani per il contante ha diversi motivi. Il 37% degli intervistati ha dichiarato di non usare strumenti digitali perché molto spesso il contante è il solo mezzo accettato per i pagamenti; il 22% lo usa per comodità e velocità; il 21% ha preoccupazioni legate alla sicurezza mentre il 16% ritiene di poter tracciare meglio le proprie spese. Sicurezza e controllo sono quindi i principali aspetti su cui andrebbero educati i consumatori italiani.

Il digitale

Ma come traghettare gli italiani dal contante all’online? Secondo il report bisogna puntare sull’affidabilità dell’ente e sui possibili benefici. L’11% dei degli intervistati (contro una media europea del 6%) dichiara infatti che condividerebbe i propri dati solo se i benefici risultino convenienti mentre il 7% (in linea con media europea) solo con aziende conosciute e fidate. Il 6% condividerebbe invece i propri dati esclusivamente al verificarsi di entrambe le condizioni.

Dall’analisi emerge inoltre una netta disparità tra quanto dichiarato dai consumatori e il percepito degli operatori del settore. In Europa il 20% dei consumatori dichiara di essere disponibile a condividere i dati con terze parti mentre l’aspettativa da parte degli addetti ai lavori è del 93%. Le banche tradizionali e le società che emettono carte di pagamento sono gli enti preferiti con i quali i consumatori italiani condividerebbero i loro dati (18%) seguiti da provider di pagamenti (es. PayPal) con il 12%. Solo il 5% dei rispondenti condividerebbe i propri dati con fintech e infine l’8% con i giganti del web (Google, Amazon, Facebook, Apple).

Banche: il futuro del settore

Il passaggio chiave per le istituzioni finanziarie europee sarà lo sviluppo di un modello sostenibile di open banking, ottimizzando i servizi per i clienti. “Le banche devono cogliere le opportunità dell’Open Banking sviluppando un modello di servizio innovativo, attraverso l’introduzione di nuove funzionalità in grado di migliorare la user experience lato cliente e contemporaneamente i ricavi commissionali della banca, attraverso servizi e prodotti creati in collaborazione con terze parti in logica di ecosistema. È ora necessario un cambio di passo.” commenta Marco Folcia, Emea Payments Leader di PwC. A tutto questo si aggiunge anche la PSD2. “Con la recente entrata in vigore della PSD2, il sistema dei pagamenti smette di essere bancocentrico. Adesso anche i retailer entrano a pieno titolo nel cosiddetto light banking”, spiega Gaetano Giannetto, Presidente di Epipoli.

Giorgia Pacione Di Bello
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