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L’offerta di Intesa fa volare Ubi: il parere degli analisti

L’offerta di Intesa fa volare Ubi: il parere degli analisti

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Stefania Pescarmona
Stefania Pescarmona

18 Febbraio 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • Messina (Intesa Sanpaolo): “Si apre un nuovo capitolo: vogliamo unire due eccellenze del nostro sistema bancario – Intesa Sanpaolo e Ubi Banca – per dare vita a una nuova realtà leader nella crescita sostenibile e inclusiva”

  • La banca che nascerà dall’integrazione, potrà essere uno dei leader del sistema bancario europeo: il terzo dopo Bnp Paribas e Santander

  • A Piazza Affari, Ubi vola di oltre il 20% e supera il prezzo dell’offerta. Salgono anche Intesa Sanpaolo (+2,3%) e Unipol  (+1,4%), mentre crolla Bper (-10,88%)

Il nuovo colosso, sarà il leader indiscusso in Italia e il terzo gruppo finanziario in Europa. Immediata la reazione a Piazza Affari la mattina seguente l’annuncio dell’offerta: vola Ubi, salgono Intesa e Unipol, mentre crolla Bper

L’annuncio a sorpresa del lancio di un’offerta pubblica di scambio (Ops) di Intesa Sanpaolo su Ubi Banca, avvenuto nella notte tra il 17 e il 18 febbraio, ha creato una rivoluzione nel mondo bancario, dove nascerà un “leader indiscusso in Italia, con una quota di mercato attorno al 20%”, ha precisato il consigliere delegato Carlo Messina.

Un colosso che si posizionerà al vertice degli istituti finanziari europei, in terza posizione solo dietro a Bnp Paribas e Santander. “Il settore bancario europeo sta attraversando una nuova era che richiede un focus sulla finanza sostenibile e sociale”, ha infatti precisato il consigliere delegato, spiegando che l’operazione darà maggiori benefici agli azionisti, ai dipendenti e a tutti i clienti.

Parlando dell’offerta, Messina ha infatti spiegato che si tratta di una “proposta di valore attraente”, a “zero costo per gli azionisti”, che garantirà “dividendi elevati e sostenibili, maggiori ricavi e più sinergie”.

Dall’unione delle due banche, il gruppo nascente potrà “svolgere un ruolo ancora più importante di motore della crescita sostenibile e inclusiva dell’Italia”, “aggiungendo 10 miliardi di credito ulteriore all’anno per il sostegno dell’economia reale”.

 

LA REAZIONE IN BORSA POST OFFERTA INTESA-UBI

L’annuncio della maxi-operazione è piaciuto a Piazza Affari. Sulla Borsa di Milano, infatti, fin dalle prime battute, il titolo Ubi è balzato di oltre il 20%, per poi chiudere a 4,31 euro  (dopo aver toccato un massimo a 4,51 euro), poco sopra ai 4,254 euro del prezzo di offerta. Anche Intesa Sanpaolo è salita a 2,60 euro (+2,3%) così come Unipol (+1,4%), mentre è crollata Bper (-10,8%)  che ha varato un aumento di capitale da un miliardo di euro per finanziare l’acquisizione delle 400-500 filiali che Intesa deve cedere per questioni Antitrust.

“Nessuna intenzione di cambiare e alzare il prezzo, già ottimo”, ha risposto intanto Messina a chi chiedeva in sede di conference call se si potesse immaginare un rialzo visti il rally del mercato.

 

LA VIEW DEGLI ESPERTI SULL’OFFERTA INTESA-UBI

EQUITA
Il razionale strategico del deal risiede nel consolidamento del mercato domestico – in cui Intesa Sanpaolo dovrebbe aumentare la quota di mercato al 20%.
Equita ha un rating “hold” su Intesa con un target price a 2.6 e un giudizio sempre “hold” su Ubi, con prezzo obiettivi a 3,5.

“Con una mossa totalmente inattesa Intesa Sanpaolo ha annunciato un’Opa volontaria in carta su Ubi, offrendo 17 azioni Intesa (ex dividendo) per ogni 10 Ubi. In base ai nostri calcoli l’offerta valuta Ubi 0,6 volte il rapporto prezzo/patrimonio tangibile e 12 volte il rapporto prezzo/utili 2020, con un premio del 16% rispetto ai prezzi di chiusura del 17 febbraio – ha detto Giovanni Razzoli, di Equita – L’operazione comporta un impiego di capitale di circa 4miliardi per Intesa, pari a circa il 10% della capitalizzazione di mercato. L’offerta è subordinata al raggiungimento di una quota del 67% del capitale di Ubi, propedeutico al controllo dell’assemblea straordinaria. Le fondazioni azioniste di Intesa Sanpaolo subirebbero una diluIzione molto limitata nella new entity (dal 14,8% al 13,1%), mentre gli azionisti di controllo di Ubi (fondazioni e imprenditori, ora al 16%) scenderebbero al 2%. Il deal prevede, in caso di perfezionamento, la cessione di 4-500 sportelli da parte di Ubi a Bper per superare i vincoli Antitrust. Intesa Sanpaolo stima 510 milioni di sinergie nette a regime al 2023, un utile di circa 6 miliardi al 2023 pari a un Eps (utile per azioni) di 31 centesimi (+6%).  In base ai nostri calcoli Rote e Cet1 2023 di Intesa resterebbero sostanzialmente invariati rispettivamente al 12,2% e 12,7%, come anche il rapporto prezzo/utili 2022-23”.

 

JPMORGAN
JpMorgan mantiene un giudizio “neutral” su Intesa con target di prezzo a 2,50 vedendo potenzialità limitate di upside nel lungo termine.

“Mentre l’accrescimento degli utili per azione non è ampio viste le dimensioni di Ubi rispetto a quelle di Intesa, la principale ratio secondo noi è acquisire un flusso di utili e creare sinergie per sostenere i dividendi dopo il 2020 con Intesa che ora punta a oltre 20 centesimi di dividendo per azione dal 2020, pari a un ritorno dell’8% annuo”. Lo hanno detto gli analisti di JpMorgan in merito all’offerta di Intesa su Ubi, dalla quale gli esperti stimano per Intesa un impatto negativo sul Cet1 di 20 punti base prima delle cessioni. Per quanto riguarda invece Ubi, la transazione è vista “neutrale sugli utili per azione 2021 e accrescitiva del 3% nel 2022 in caso di realizzazione dei due terzi delle sinergie stimate e fino al 7% circa con il 100% delle sinergie”.

 

GOLDMAN SACHS
Secondo gli analisti di Goldman Sachs, che non hanno aggiornato le proprie valutazioni (al momento sell su Intesa con target a 2,20 euro e buy su Ubi Banca con target a 4,3 euro), l’offerta di Ca’ de Sass  “segna il ritorno dell’M&A domestica in Italia”. In merito ai dividendi, gli analisti hanno dichiarato che “un dividendo da 0,2 euro per azione nel 2020 sarebbe in linea con il consensus, mentre un’analoga cifra nel 2021 sarebbe del 15% al di sopra delle previsioni’.

Stefania Pescarmona
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