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Japanification e tourist investors: di cosa si tratta?

Japanification e tourist investors: di cosa si tratta?

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Gloria Grigolon
Gloria Grigolon

03 Febbraio 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • Da un lato, il credito high yield europeo di qualità, divenuto soluzione interessante anche per clienti retail disposti ad alzare l’asticella del rischio; dall’altro, i corporate loan europei, riservati ad operatori qualificati, che rappresentano l’altra faccia del credito alternativo liquido

  • Settori quali l’automotive, la componentistica e il chimico potrebbero aprire alle migliori opportunità di investimento nel corso dell’anno, sia per quanto concerne il credito hy, che in ambito di corporate loan

Un 2018 complicato in chiusura d’anno, un 2019 di risk on per i mercati, un 2020 ancora da chiarire. Quali prospettive si aprono all’orizzonte per il mercato del credito? L’opinione di Ver Capital Sgr

Un 2018 complicato soprattutto in chiusura d’anno a causa delle incertezze sulla Brexit, della trade war tra Stati Uniti e Cina e dei timori legati al rallentamento dell’economia globale. Un 2019 caratterizzato da risk on, in cui il rally di mercato è andato di pari passo al crescente interesse da parte degli investitori in cerca di un extra rendimento. Infine, un inizio positivo per il 2020, con prezzi in aumento ed un’ondata di nuove transazioni sul mercato primario.

Quali prospettive si aprono all’orizzonte per il mercato del credito? L’abbiamo chiesto a Edoardo Stazi, Antonio Montano e Davide Cingi, Financial Analyst di Ver Capital Sgr.

Il concetto di “tourist investors” nel mercato high yield

Per analizzare a che punto ci troviamo sul mercato del credito europeo “è necessario partire da un presupposto” ha commentato Edoardo Stazi: “la discesa dei cosiddetti tourist investors, investitori alla ricerca di rendimento, passati da posizioni investment grade a strumenti di tipo high yield”. Tale migrazione, avvalorata dalla buona qualità degli strumenti ad alto rendimento europei rispetto agli omologhi statunitensi “ha provocato un rally delle doppie B, che ne ha assottigliato gli spread”.

In un contesto di mercato in cui l’istituto centrale europeo dovrebbe mantenersi accomodante fino almeno alla fine dell’anno in corso, e con una ritrovata stabilità sul fronte della Brexit, anche il rischio di inflazione sembra non costituire un problema per i mercati: “in un mondo deflattivo, sempre più legato all’utilizzo di software, la tecnologia ha abbassato il costo medio delle attività” ha aggiunto Stazi, “riducendo le spinte inflattive”.

La Japanification dell’economia europea

La conferma di tassi di interesse al minimo storico e la disperata ricerca di rendimento (in gergo, la Japanification dell’economia) hanno spinto investitori e operatori di mercato ad aprire i propri portafogli a strumenti alternativi: “da un lato vi è il credito high yield europeo di qualità, divenuto soluzione interessante anche per clienti retail disposti ad alzare leggermente l’asticella del rischio; dall’altro” ha aggiunto Antonio Montano, “si trovano i corporate loan europei, riservati ad operatori qualificati, che rappresentano l’altra faccia del credito alternativo liquido”.

Nel mercato high yield europeo e in quello dei corporate loan europei si sta intensificando la fase di bipolarizzazione e dispersione dei rendimenti, in cui la qualità dei gestori e l’accurata analisi fondamentale possono fare la differenza. “Settori quali l’automotive, la componentistica e il chimico sono tra quelli che più potrebbero aprire alle migliori opportunità di investimento nel corso dell’anno” ha proseguito Montano. In un’ottica più ampia, “sia per quanto concerne il credito hy, che in ambito di corporate loan, i comparti più ciclici dovrebbero trovarsi alle porte di un anno in ripresa”.

Sul fronte dei corporate loan europei, “a differenza del 2019, anno caratterizzato da una leggera riduzione delle emissioni sul mercato primario dopo il record del 2018 (per via del calo dell’attività di M&A, dei timori di rallentamento economico e dell’irrigidimento delle politiche monetarie sul finire del 2018), il primo quarter di quest’anno si è aperto con prezzi in rialzo, domanda in crescita e una fervente attività sul mercato primario” ha precisato infine Davide Cingi, “ponendo le basi per una prosecuzione di tale trend nei mesi a venire”.

L’offerta di Ver Capital: soluzioni a 360°

Partendo da questo quadro generale, Ver Capital Sgr, prima realtà del mercato italiano ad offrire una soluzione a 360 gradi sull’intero comparto del credit (High Yield, Leveraged Loans e Private Debt), ha modulato la sua offerta lungo le sue tre principali linee di prodotto: euro high yield, con i fondi Ver Capital Credit Fund, Ver Capital European Corporate Selection, Ver Capital Cedola 2022 e Ver Capital High Yield Italian Pir; euro corporate loan, coi fondi chiusi Ver Capital Credit Partners IV,Ver Capital Credit Partners VI (con e senza leva) e Ver Capital Credit Partners VIII (a liquidità mensile); infine, euro private debt con Ver Capital Credit Partners Italia V e Ver Capital Credit Partners SMEs VII.

Gloria Grigolon
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