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Italia, il P2P piace e cresce

Italia, il P2P piace e cresce

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

20 Maggio 2019
Tempo di lettura: 2 min
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  • Nel 2018 il P2P ha registrato un +125% rispetto al 2017, arrivando a 763 milioni di euro (340 milioni era il risultato dell’anno precedente)

  • In Europa i paesi più attivi sono: il Regno Unito (leader), la Francia, la Germania, i Paesi Bassi, la Finlandia e la Spagna

Dall’ultima ricerca pubblicata dall’Osservatorio fintech innovation di Abi Lab, in collaborazione con Medici, emerge come il mercato del credito tra i privati si sta sviluppando molto in Italia, soprattutto nell’ultimo anno

In Italia cresce il mercato del credito tra privati (P2P, peer to peer lending market), dove le banche stanno iniziando a collaborare sempre più con le società di fintech. Il P2P ha registrato nel 2018 un volume pari a 763 milioni di euro per 10 piattaforme (+125% rispetto ai 340 milioni di euro del 2017). Dati positivi anche a fine anno. L’erogazione totale da parte della piattaforma P2P è aumentata a 256 milioni di euro (+90% rispetto all’ultimo trimestre del 2017). La ricerca ricerca: “P2P Lending Market” pubblicata dall’Osservatorio fintech innovation di Abi Lab, in collaborazione con Medici, una piattaforma indipendente di analisi sulle fintech, sottolinea come le banche si stiano muovendo verso una modalità di interazione sempre più ampia con le fintech. Collaborando, infatti, si rendono più efficienti le modalità con cui raggiungere particolari segmenti di clientela che chiede credito e, allo stesso tempo, si offrono possibilità di nuovi investimenti. E ancora, per le aziende di credito è possibile ampliare le metodologie di valutazione del rischio. Questo perché le banche possono avere accesso a quanto viene sviluppato dalle fintech con algoritmi alternativi basati anche su big data e intelligenza artificiale.

Questa collaborazione presenta però vantaggi anche per le fintech. Secondo il report le queste società tecnologiche, stringendo rapporti con il settore bancario, consentono alle piattaforme di rafforzarsi ed espandersi. Le piattaforme di credito, le peer to peer lending platform, stanno inoltre sempre più lavorando con le banche anche per realizzare cartolarizzazioni e stanno diversificando i loro flussi di entrate, fornendo diverse tipologie di prestiti. In primo piano è anche il rafforzamento della collaborazione con le banche per integrare la propria offerta.

Europa e futuro

Negli ultimi anni il mercato europeo dei prestiti P2P ha mostrato una crescita solida. Oltre al Regno Unito, che è leader, anche Francia, Germania, Paesi Bassi, Finlandia, Spagna e Italia stanno assistendo alla crescita di questo comparto. Si tratta di cifre ancora modeste, ma tra il 2015 e il 2016 il prestito per i consumatori è cresciuto del 90%, quello per il business del 65%. I millennial, ossia la generazione nata a cavallo del 2000, le piccole e medie imprese, la costante innovazione portata avanti dalle fintech ed anche l’arrivo di fondi dalle istituzioni stanno sostenendo questo mercato. Le previsioni indicano la crescita dei prestiti P2P nel 2019. E questo sia per il quadro congiunturale complessivo, sia per elementi strutturali. Le motivazioni di questo incremento si basano sul fatto che mentre in precedenza i finanziatori erano solo i privati, negli ultimi anni si nota che gli investitori istituzionali stanno diventando i principali finanziatori di queste iniziative. Questa tendenza dovrebbe continuare nel 2019.

Giorgia Pacione Di Bello
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