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Italia: consulenti finanziari la prima fonte di informazione

10 Luglio 2019 · Giorgia Pacione Di Bello · 2 min

  • Lo studio evidenzia come il 51% degli italiani parla con il proprio consulente, il 25% fa riferimento alla stampa, il 16% allo sportello bancario e l’8% alle società di gestione del risparmio

  • Il 70% degli investitori italiani non si fida invece dei robo-advisor online

L’ultimo rapporto di Schroders Global Investor Study 2019 evidenzia come la maggior parte degli italiani ritenga i consulenti finanziari una fonte più sicura di informazioni finanziarie rispetto ai media

Per degli italiani i consulenti finanziari sono la fonte di informazione più affidabile. Il 49% ha infatti dichiarato come la figura del financial advisors sia preferia ai media e alle società di gestione del risparmio in materia di informazione finanziaria. Questa la fotografia che esce dalla ricerca annuale pubblicata da Schroders Global Investor Study 2019, condotta in 32 paesi su un campione di oltre 25.000 persone.

Lo studio evidenzia dunque come per ottenere informazioni sull’asset allocation, il 51% degli italiani parla con il proprio consulente, il 25% fa riferimento alla stampa (giornali, riviste, siti web, blog), il 16% allo sportello bancario e l’8% alle società di gestione del risparmio.

Queste percentuali restano pressoché invariate nell’ambito della ricerca di informazioni e spiegazioni sull’andamento delle performance del proprio portafoglio. Il consulente finanziario in questo caso viene interpellato dal 51% degli investitori, la stampa di settore dal 23%, la banca dal 16% e gli asset manager dal 9%.

La predilezione per i consulenti finanziari, come fonte più affidabile, viene confermata anche per quanto riguarda l’acquisizione di informazioni sulle caratteristiche tecniche dei prodotti finanziari (a scegliere questo canale è il 49% degli investitori italiani), sui costi, le fee degli investimenti (46%) e sulle novità normative in ambito finanziario (46%). Anche in questi casi la stampa rappresenta la seconda fonte informativa, seguita dallo sportello bancario e dagli asset manager.

Lo studio di Schroders mette inoltre in luce atteggiamenti contrastanti nei confronti dei robo-advisor online. Il 70% degli investitori italiani ammette di non averli mai usati, ma di questi solo una metà (36% del totale) vorrebbe provarli in futuro, mentre il 34% non intende farlo. Di coloro che invece ne hanno fatto uso (30%), solo l’11% vuole continuare ad avvalersene, mentre il 19%, dopo l’esperienza passata, non utilizzerà più i robo-advisor.

Lo spaccato per età evidenzia comunque una maggiore propensione a fidarsi dei provider online da parte dei Millennial. Il 19% degli investitori, con un’età compresa tra i 18 e i 37 anni, utilizza già i robo-advisor e continuerà a farlo (la percentuale scende al 7% tra gli italiani over 38 anni).

Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello
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