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Intesa - Ubi al rialzo? Ops "razionale ma non premiante"

Intesa - Ubi al rialzo? Ops "razionale ma non premiante"

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

04 Marzo 2020
Tempo di lettura: 3 min
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Almeno apparentemente, la strada dell’offerta pubblica di scambio di Intesa Sanpaolo su Ubi Banca prende la via del rialzo

“Un progetto [l’Ops Intesa Sanpaolo su Ubi Banca] razionale e positivo nei confronti delle aspettative del mercato, in quanto consolida la competitività della stessa e la sua leadership a livello internazionale”. Le parole di Domenico Bosatelli, uno degli ispiratori del patto Car (comitato azionisti di riferimento), che rappresenta circa il 19% del capitale di Ubi, sono ragionevoli.

Tuttavia, l’apparente apertura lascia subito dopo meno adito alle speranze. “Non è premiante per Ubi che vedrebbe venir meno la propria realtà e la propria mission”. Tra i grandi soci titolari del patto, la famiglia Bosatelli è titolare del 2,97% del capitale attraverso la holding Polifin (32 milioni di azioni Ubi, mentre la famiglia Bosatelli a titolo personale ne possiede altri due milioni, per un totale di 34.000.000 di titoli).

Un’offerta “molto limitata”

Nella sua nota, Bosatelli spiega anche di ritenere l’offerta di Carlo Messina “molto limitata rispetto ai veri valori tangibili e intangibili di Ubi. Il suo “patrimonio reale” infatti supererebbe “i sette miliardi di euro, anche se tale valore non è riconosciuto da Borsa Italiana”.

Totalmente diverso invece il giudizio sul piano d’impresa che l’amministratore delegato di Ubi Banca Victor Massiah aveva presentato alla vigilia dell’Ops Intesa. Bosatelli si è detto infatti “molto fiducioso per gli ambiziosi obiettivi programmati”. L’azionista di riferimento giudica il piano “affidabile” e i suoi obiettivi “fattibili” e coerenti con la missione di Ubi “a sostegno del mondo economico e della gestione del risparmio”.

L’Ops Intesa su Ubi dovrà considerare un rialzo?

Se il fronte del no dovesse raggiungere il 30% del capitale di Ubi Banca, la strada per Carlo Messina si farebbe davvero irta di difficoltà. Intesa Sanpaolo non potrebbe infatti incorporare Ubi Banca. Questa ipotesi non è peregrina. Basterebbe che al Car e al Patto dei mille si aggiungessero solo gli azionisti bresciani, la cui riunione è stata rimandata solo per l’irrompere del coronavirus.

Lo scenario alternativo

In tal caso, si paleserebbe davanti a Messina l’opzione dell’adesione all’Ops superiore al 50%. Così, Intesa avrebbe il controllo di Ubi. Ma non potrebbe acquisirla per incorporazione, trovandosi a combattere in casa con una minoranza agguerrita di azionisti. E’ troppo presto per sapere se di tratta di sola tattica o di intenzione reale degli azionisti Ubi per arrivare all’agognato rialzo del prezzo. Carlo Messina ha fatto sapere di non avere nessuna intenzione di ritoccare la propria offerta: saranno le prossime settimane a dire chi bluffa al tavolo del risiko bancario.

Teresa Scarale
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